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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Una bilancia truccata

di Sena Edilberto

QUALE FESTA?
Quali motivi avrebbe un Latino-americano per festeggiare Cristoforo Colombo, l’avventuriero genovese, o Pedro Cabral, il portoghese furbacchione? Con tutta ragione l’indio atzeca in Messico diceva: “Noi vivevamo felici, adorando i nostri dei che ci davano la vita e ci insegnavano a spartire il frutto della terra e i pesci del fiume. Siete arrivati voi, che vi siete impossessati dell’oro ed in cambio ci avete dato la Bibbia. Il vostro Dio ci ha portato disgrazie, fame, malattie e la distruzione della nostra arte, dei nostri templi, della nostra dignità e della nostra vita”. Come potremmo celebrare 500 anni di distruzione culturale? Di saccheggio delle ricchezze, di distruzione di milioni di abitanti, che vivevano qui e che furono dominati, schiavizzati e annientati? C’è chi fa festa, costruisce monumenti agli “scopritori”, ai “missionari”. Ma noi non abbiamo nulla da celebrare.

POLVERE D’ORO
E’ vero che durante questi 500 anni c’è stato progresso tecnologico: un brasiliano, Santos Dumont, inventò l’aereo; un cileno, Pablo Neruda, vinse il premio Nobel della letteratura; un argentino, Esquivel, vinse il premio Nobel della pace; I cristiani ebbero martiri della statura di Oscar Romero di El Salvador, Chico Mendes, martire dell’ecologia e molti altri. E’ pur vero che il brasile è oggi la decima economia più forte del mondo e la simbiosi di razze generò geni del calcio come Diego Maradona, Pelè e Toninho Cerezo. Senza parlare dei veri eroi della resistenza come Montezuma, Atahualpa, Aimberé e Apuricaba, capi di nazioni indigene, che resistettero alla morte ed alla invasione.

UN BILANCIO: LE SCORIE
Ma quando facciamo il bilancio generale dobbiamo per forza concordare con ciò che l’anonimo capo atzeca disse sopra. L’arrivo europeo in America ha portato più disgrazie che benefici per gli abitanti di qui e per i loro discendenti. Basti vedere l’umiliazione di Honduras, Bolivia e Brasile: hanno il maggior indice di povertà, di analfabetismo, di fame. Basti guardare il modo con cui il F.M.I. (Fondo Monetario Internazionale) e la Banca Mondiale impongono le regole del gioco alle economie del Messico, Argentina, Perù e Brasile. Il debito estero dell’america Latina ammonta a 250 miliardi circa. Il Brasile ha già pagato tre volte il suo debito originale e deve ancora 120 miliardi di dollari al primo mondo. L’Europa potrebbe dare la colpa ai nostri governi corrotti ed è vero! Ma hanno imparato la malizia dai loro ancestrali europei, che saccheggiarono questo paese fin dal tempo della invasione del sec XVI. Quando vediamo un metalmeccanico della Fiat, che guadagna uno stipendio 10 volte inferiore a quello del suo collega della Fiat di Torino, pensate che ci venga ancora la voglia di celebrare i 500 anni di invasione dell’America? Per i cristiani va fatta una ulteriore riflessione. Come festeggiare tale ricorrenza se il Vangelo di Cristo fu usato per fortificare la schiavitù degli Indios e dei Negri? Se la “Buona Novella” di Cristo è venuta a portare la distruzione dei templi Zapotechi, ha ridotto in rovina Machu-Picchu nel Perù, ha addomesticato i Guarani nelle “riduzioni” del Paraguai ed imposto ai negri di barattare il loro OGUM e XANGO con i santi cattolici? La Chiesa benedisse l’invasione in America. Speriamo che i vescovi nella prossima assemblea a Santo Domingo facciano un atto penitenziale, con un serio impegno di dare continuità alla scelta preferenziale dei poveri. Se non celebreremo Colombo e Cabral, festeggeremo Zumbi, eroe negro di Palmares; Che Guevara, eroe della giustizia sociale in America Latina.