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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Palermo 2008, un racconto senza trama

di Farina Romano

Una ventina di scatti per raccontare sette intensi giorni
Immagini in bianco e nero per trasmettere, attraverso gli occhi, sensazioni ed emozioni, colori e suoni che per una settimana mi hanno avvolto, stravolto, cullato, schiaffeggiato… la scelta di queste foto è un racconto senza trama; una storia senza inizio, senza fine
Ecco allora i volti raggianti e sorridenti di alcuni partecipanti al campo e quelli spensierati dei ragazzini che giocano e ballano sulla spiaggia di Scopello, sequestrata alla mafia; i visi dei testimoni della strage di Portella della Ginestra che, insieme al fratello di Peppino Impastato, guardano, fieri e disincantati, un futuro incerto o, vuoti e malinconici, un ingombrante passato
Ecco i luoghi delle stragi eletti a musei della memoria, o il bianco cane randagio che, inconsapevole richiamo alla purezza, scodinzola libero di fronte a una cantina appartenuta a un boss mafioso, sequestrata e ora abbandonata a se stessa… in attesa che la lenta burocrazia ne decida il destino
Ecco i campi di lavoro di “Libera Terra”, dove le forti braccia dei corsisti ricostruiscono staccionate o liberano i campi dai sassi; o, ancora, il maneggio della stessa associazione e la piscina dell’albergo: agognato rinfresco alla fine di ogni giornata
E poi squarci di paese: un cartello stradale crivellato di colpi d’arma da fuoco a dare il benvenuto; un’anziana signora, nascosta da una persiana, a scrutare, origliando, i discorsi di due ignari avventori oziosamente seduti davanti al negozio del barbiere; per ultima la musica: viscerale, vibrante, tellurica. Quella dei Kaiorda, un gruppo locale che attraverso le note intende rievocare l’antico dialogo esistente tra le diverse etnie affacciate sul Mediterraneo
Una foto è rimasta fuori da questa selezione, una foto vista ma non scattata; un cartello posto ai piedi dell’ulivo piantato in via D’Amelio che diceva: «Ricorda: non tutti i siciliani sono mafiosi e non tutti i mafiosi sono siciliani».