MELQUÍADES

Fonte: Amazônia real
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Articolo di Ricardo Rezende Figueira

Volkswagen condannata per lavoro schiavistico

In una lettera agli amici, Padre Ricardo Rezende ha raccontato il successo della campagna a cui ha partecipato, dopo anni di lavoro nella conflittuosa regione di Araguaia. La Volkswagen è stata condannata a pagare la multa più alta per lavoro schiavistico in Brasile. Tuttavia, può ancora presentare ricorso. (Lúcio Flávio Pinto)

Ci sono voluti quasi cinquant’anni di attesa per l’esito del caso di sfruttamento del lavoro schiavistico in una fattoria Volkswagen. Finalmente, è stata emessa una sentenza che condanna l’azienda per sfruttamento del lavoro forzato. Il giudice ha inflitto la pena più alta mai comminata per questo reato in Brasile: 165 milioni di reais (26 milioni di Euro, ndt).

La vecchia centrale termoelettrica della Volkswagen a Wolfsburg | foto di Richard Bartz | CC BY-SA 3.0

Un breve riassunto della vicenda: essendo presenti nella diocesi di Conceição do Araguaia dal 1977, abbiamo ricevuto segnalazioni al CPT1 di crimini di schiavitù nella fattoria Vale do Rio Cristalino, nel Pará, di proprietà della VW, avvenuti alcuni anni prima. Non avevamo prove sufficienti e non siamo stati in grado di procedere con un arresto. La situazione politica e sociale era sfavorevole. La VW2 godeva del sostegno della dittatura e della complicità delle autorità locali.

La denuncia fu presentata nel 1983 alla CNBB3, su suggerimento dell’allora segretario generale e amico Dom Luciano Mendes.

Cinque giovani, tre dei quali diciassettenni, erano fuggiti e avevano fatto ritorno nel Mato Grosso settentrionale. Vivevano nella Prelatura di São Felix do Araguaia, e centinaia di altri lavoratori erano ancora intrappolati nella proprietà. Non era loro permesso andarsene.

Ero stato avvisato dal CPT locale e li avevo incontrati nel Mato Grosso. Uno dei ragazzi, il più grande, Zeca, 24 anni, mi aveva accompagnato a Belém, dove avevamo programmato un incontro con il governatore Jader Barbalho. Il viaggio era stato annullato. Il governatore si era recato a Brasilia. Dopo aver avvisato l’ufficio del governatore eravamo andati pure noi a Brasilia, ma non c’era, era a Rio de Janeiro.

Alla luce di ciò, Dom Luciano suggerì la conferenza stampa.

Una delegazione composta da tre parlamentari, membri del sindacato e rappresentanti della stampa avevano visitato l’azienda agricola insieme ai membri della dirigenza brasiliana dell’azienda, avevano verificato i fatti denunciati e altri ancora e si era impegnata a licenziare gli appaltatori accusati.

A quanto pare, la denuncia non ebbe alcun effetto. L’azienda non licenziò nessuno degli appaltatori e continuò a costringere in schiavitù per debiti migliaia di lavoratori fino alla fine del 1986, quando vendette la fattoria Vale do Rio Cristalino.

Lavoratori rurali |foto di Cicero RC Omena | CC BY 2.0

Ora, finalmente, è stata processata e condannata dal Giudice del Lavoro di Redenção in un’azione civile intentata dal Ministero Pubblico del Lavoro.

La sanzione:

– pagamento di 165 milioni di reais;
– Le scuse al Paese e alle vittime pubblicate sulla stampa nazionale;
– L’impegno a non commettere più il crimine di schiavitù, né direttamente né indirettamente attraverso i propri fornitori.

Purtroppo, farà appello. Abbiamo rintracciato alcuni di coloro che hanno testimoniato all’epoca, molte delle vittime non sono più in vita, e altre potrebbero morire nel frattempo.

La VW, durante la Seconda Guerra Mondiale, aveva già utilizzato manodopera nei campi di concentramento in Germania. In Germania, negli anni ’80, riconobbe il crimine e ripagò le vittime o i loro familiari, in Brasile ha commesso lo stesso crimine come in passato.

Sono stati effettuati quattro tentativi falliti di negoziazione tra la Procura della Repubblica (MPT) e VW. Ora arriva la sentenza del tribunale.
Ci sono state molte ripercussioni esterne. I media mainstream brasiliani hanno mantenuto un silenzio sintomatico.

Perchè la Volkswagen aveva degli allevamenti?

I fatti risalgono agli anni ’80, in Brasile vigeva ancora la dittatura militare. Uno degli scopi del governo era quello di rendere remunerativa l’Amazzonia (attraverso disboscamento e conversione dei territori nell’agroalimentare o nel campo minerario). La VW era la più grande azienda automobilistica del Brasile e attraverso queste attività contribuì a colonizzare il Parà, uno stato amazzonico due volte la Francia. Le aziende che si sono insediate godevano di importanti esenzioni fiscali.

Era un territorio senza legge, comandavano i fazenderos, avevano dei pistoleri a servizio per mantenere l’ordine, evitare fughe di lavoratori, risolvere per le vie spicce chi si ribellava: i lavoratori vivevano in uno stato di schiavitù.

1 CPT = Commissione Pastoriale della Terra

2VW = Volkswagen

3 CNBB = Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani

Pubblicato Amazônia real, da noi tradotto.

Ricardo Rezende Figueira

Ricardo Rezende Figueira

prete cattolico e antropologo brasiliano noto per la sua lotta contro il lavoro schiavistico e le violazioni dei diritti umani