MELQUÍADES
Fonte: Razón Pública
CC BY-NC-SA 3.0
Il mondo nel 2025: la fine dell’ordine basato sulle regole
Dall’ordine del dopoguerra alla legge del più forte
L’anno 2025 si chiude in un contesto di profondo cambiamento nella politica mondiale, che non sempre viene percepito chiaramente nel flusso quotidiano delle notizie.
Ottant’anni fa, la Seconda Guerra Mondiale si concluse e venne instaurato un ordine internazionale basato su regole, diritto internazionale e cooperazione multilaterale. Oggi, quel ciclo sta giungendo al termine.
Le grandi potenze hanno rivendicato il loro diritto ad agire in base all’ampiezza delle loro capacità militari e ai loro interessi geopolitici, regionali e globali. Così facendo, stanno abbandonando un sistema basato su norme giuridiche condivise e riaffermando una concezione incentrata sul potere sovrano dello Stato, che non equivale al rispetto del diritto internazionale.

La guerra in Ucraina e l’intesa autoritaria
Questo cambiamento si è accelerato con l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia. Mosca agisce con il sostegno di un’alleanza che condivide l’obiettivo di modificare i confini, ignorare la sovranità e ridefinire il riconoscimento internazionale degli Stati in base agli interessi geopolitici e geoeconomici.
Tra i paesi che sostengono la Russia figurano Corea del Nord, Cina, Iran e Bielorussia, oltre ad altri che forniscono supporto diretto. Su questa base, diversi analisti hanno descritto l’asse Mosca-Pechino come un’intesa autoritaria , composta da regimi apertamente autocratici dotati di capacità nucleari e con una storia legata a partiti comunisti che operano o hanno operato come stati-partito anti-egemonici nel cuore dell’Eurasia.
Stati Uniti: da garanti a revisionisti
Fino all’inizio del 2025, si potrebbe sostenere che le democrazie occidentali stessero cercando di evitare un ritorno alla guerra, come proposto dall’amministrazione Joe Biden. Tuttavia, si è verificata una profonda ironia storica: Washington, l’architetto dell’ordine multilaterale, ha cambiato posizione.
Il secondo mandato di Donald Trump ha segnato una svolta. Gli Stati Uniti hanno criticato apertamente l’ONU e i tribunali internazionali, hanno sospeso il programma USAID e hanno cercato accordi con potenze contro-egemoniche. Sebbene la retorica presidenziale facesse appello al nazionalismo isolazionista, nella pratica l’uso diretto del potere è stato prioritario. Quattro decisioni confermano questo cambiamento:
- Il ritorno esplicito all’espansionismo territoriale, con riferimenti al Canada, alla Groenlandia e al Canale di Panama, è stato accolto con allarme da quei paesi.
- L’inabilitazione delle organizzazioni internazionali e l’imposizione di sanzioni a giudici e funzionari stranieri.
- L’allineamento di Washington con la Russia nella guerra contro l’Ucraina, ignorando il suo status di vittima del crimine di aggressione.
- La rivendicazione di una visione imperiale del XIX secolo, visibile nell’esaltazione di figure come McKinley, Theodore Roosevelt o Andrew Jackson, e nel ricorso ricorrente alle tariffe doganali.
Il cambiamento è stato sancito dalla Strategia per la Sicurezza Nazionale pubblicata nel 2025. Il documento non solo conferma la rottura con il multilateralismo, ma segnala anche un allontanamento dagli alleati europei, descritti come una civiltà in declino. Inoltre, riafferma il diritto degli Stati Uniti a intervenire in America Latina attraverso il cosiddetto “Corollario Trump” della Dottrina Monroe.
A ciò si aggiunge una visione della politica come un business redditizio, che equipara il governo alla gestione aziendale. L’influenza di personaggi come Steve Witkoff e Jared Kushner illustra questa tendenza, con conseguenze preoccupanti in ambito diplomatico.
L’Europa e il nuovo scenario globale
L’approvazione di questa strategia da parte del Cremlino non è stata casuale. La Russia conferma così la sua intenzione di esercitare la propria influenza in Ucraina e di riservarsi il diritto di attaccare gli Stati che non riconoscono i suoi interessi.
Il quadro è completato dalla debolezza di diversi stati europei (Regno Unito, Germania, Francia, Italia) che reagiscono lentamente alle sfide che un secolo fa avrebbero definito il corso del mondo.
L’anno 2025 segna la presa di coscienza che il periodo di stabilità successivo al 1945 è giunto al termine. L’ordine basato sulle regole sta svanendo, sostituito da un mondo in cui il potere torna a prevalere sulla legge.
pubblicato il 21/12/2025 da Razón Pública, da noi tradotto.
Carlos Alberto Patiño Villa
Dottore in Filosofía presso la Universidad Pontificia Bolivariana, Professore ordinario presso l'Università Nazionale della Colombia.
