Scandurra Enzo

urbanista, saggista e scrittore; già ordinario di Urbanistica presso Sapienza di Roma, Direttore del Dipartimento di Architettura e Urbanistica

Le città e l’accoglienza

Scrive Guido Viale: «[…] l’accoglienza e la costruzione di una vera convivenza con profughi e migranti non sono una opzione tra le molte possibili, ma sono la premessa e la condizione irrinunciabile di una concezione radicalmente diversa dei diritti e della cittadinanza»1. E invece crescono i muri a difesa di identità fittizie; crescono in tutto

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Scrive Guido Viale: «[…] l’accoglienza e la costruzione di una vera convivenza con profughi e migranti non sono una opzione tra le molte possibili, ma sono la premessa e la condizione irrinunciabile di una concezione radicalmente diversa dei diritti e della cittadinanza»1. E invece crescono i muri a difesa di identità fittizie; crescono in tutto

Aprire le porte di speranza

Il tema dell’accoglienza è la grande scommessa la cui posta in gioco è la tenuta della civiltà europea. Non esisterà mai l’Europa se questa sfida non viene giocata e vinta. C’è una bella affermazione di Giorgio Agamben che definisce, in controtendenza con lo «spirito del tempo», il senso della contemporaneità: «È davvero contemporaneo chi non

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Il tema dell’accoglienza è la grande scommessa la cui posta in gioco è la tenuta della civiltà europea. Non esisterà mai l’Europa se questa sfida non viene giocata e vinta. C’è una bella affermazione di Giorgio Agamben che definisce, in controtendenza con lo «spirito del tempo», il senso della contemporaneità: «È davvero contemporaneo chi non

La città che accoglie

Prerequisito di solidarietà sociale, politica e religiosa Nelle mura cittadine di un tempo, le porte, l’accoglienza Intorno al 1420, nella Firenze dei (banchieri) Medici, fu commissionato a Filippo Brunelleschi «Lo Spedale degli Innocenti» – il primo brefotrofio d’Europa – che tutt’ora occupa un lato della piazza di Santissima Annunziata. Le spese per la costruzione furono

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Prerequisito di solidarietà sociale, politica e religiosa Nelle mura cittadine di un tempo, le porte, l’accoglienza Intorno al 1420, nella Firenze dei (banchieri) Medici, fu commissionato a Filippo Brunelleschi «Lo Spedale degli Innocenti» – il primo brefotrofio d’Europa – che tutt’ora occupa un lato della piazza di Santissima Annunziata. Le spese per la costruzione furono

Le città postmoderne, dopo-moderne, contemporanee… ancora senza nome

Le città del nostro secolo sono profondamente diverse da quelle del secolo precedente. Ancora oggi non riusciamo a dare loro un nome, come è accaduto per le seconde, chiamate moderne. In generale, esse vengono indicate col nome di post-moderne o dopo-moderne o contemporanee, ma così chiamandole evidenziamo proprio la nostra incapacità a rappresentarne le differenze

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Le città del nostro secolo sono profondamente diverse da quelle del secolo precedente. Ancora oggi non riusciamo a dare loro un nome, come è accaduto per le seconde, chiamate moderne. In generale, esse vengono indicate col nome di post-moderne o dopo-moderne o contemporanee, ma così chiamandole evidenziamo proprio la nostra incapacità a rappresentarne le differenze

Vivere assieme

Ogni luogo è sacro «Quella di cui godevo in quei giorni afosi, camminando sui larghi marciapiedi […] al riparo del fogliame dei platani, era indubbiamente una felicità partorita da un’illusione: l’illusione di un piccolo numero di strade e incroci capace di suggerirmi la sensazione, razionalmente insana, che esistesse per me, come per chiunque altro, un

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Ogni luogo è sacro «Quella di cui godevo in quei giorni afosi, camminando sui larghi marciapiedi […] al riparo del fogliame dei platani, era indubbiamente una felicità partorita da un’illusione: l’illusione di un piccolo numero di strade e incroci capace di suggerirmi la sensazione, razionalmente insana, che esistesse per me, come per chiunque altro, un