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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

America Latina: globalizzazione e cultura

di Ferreira Maria Nazareth

La presenza di un progetto di globalizzazione delle società non può essere sottovalutato o ignorato da nessuno, neanche da quelle persone che difendono i principi del neoliberalismo. Se questo Nuovo Ordine è oggi una realtà percepita, i suoi effetti non sono ancora ben analizzati in profondità, principalmente nelle regioni periferiche, in via di sviluppo o del Terzo mondo.
Molti osservatori riescono anche a discernere questo nuovo Ordine, ma rifiutano di mettere in relazione la sua rapida espansione con il miglioramento dei sistemi di comunicazione. Questo è il punto cruciale che si vuole mettere in discussione: Il progetto di globalizzazione attualmente in fase di crescita, riesce ad essere efficace e veloce, grazie allo sviluppo planetario dei sistemi di comunicazione i quali operano in un campo privilegiato: il campo culturale. Le pratiche politiche della modernità hanno cambiato l’esercizio del dominio per la costruzione dell’egemonia mediante il consenso; ma la costruzione del consenso passa, necessariamente, attraverso il campo della cultura. Non è per altro motivo, che la fase attuale della globalizzazione costruisce, nella post-modernità, la cultura trans-nazionale. Nelle acque della cultura trans-nazionale, navigano i progetti locali, regionali, e nazionali di produzione materiale e simbolica, trasformando tutto in merce e tutti in consumatori o investitori.

Cultura e riorganizzazione elettronica della comunicazione
La cultura trans-nazionale dimostra, attraverso la riorganizzazione elettronica dell’informazione e della comunicazione, il carattere trans-nazionale del sistema globalizzatore. Oggi non è più possibile attribuire una possibile penetrazione imperialista nella televisione e nelle agenzie di notizie: le nuove forme di dipendenza basate sui multipli usi di computers e satelliti nelle ricerche scientifiche, la comunicazione e la diffusione culturale, l’informatizzazione dei processi produttivi e del controllo sociale, la formazione di quadri intellettuali, l’espansione dell’educazione, il controllo esterno del tipo di sviluppo, la programmazione di massa centralizzata nelle culture locali, la difficoltà di definire autonomamente le forme di partecipazione sociale basate sulla storia culturale e politica di ogni nazione, hanno reso sorpassati i concetti di dominazione delle decadi passate.
Le componenti del nuovo campo della comunicazione confluiscono tutte nel campo della cultura. Si intende qui per cultura l’insieme dei processi simbolici attraverso i quali si comprende, riproduce e trasforma la struttura sociale; è proprio per questo che la cultura è il luogo privilegiato per l’esercizio dell’egemonia, ossia il luogo di manifestazione dei conflitti. D’altra parte, la comunicazione in un senso ampio come quello descritto sopra, la comunicazione come mediazione sociale, può essere intesa soltanto se posta in relazione con i fenomeni della cultura: è nello spazio della cultura, della quotidianità pertanto che si sviluppano le relazioni conflittuali dentro una società, dove interagiscono i differenti sistemi comunicativi.

Processo di omogeneizzazione
La cultura trans-nazionale, penetrando attraverso il tessuto sociale, condiziona il comportamento delle società in una direzione omogenizzatrice in termini di consumo culturale, propiziando la necessaria espansione del progetto monetarista. Gli effetti della programmazione di massa indirizzata alle culture locali, sta determinando la sovrapposizione di culture differenti, di realtà diverse, di quantità inassimilabili di informazioni disponibili nei sistemi di comunicazione; tale fenomeno sta trasformando le concezioni di vita e le culture dei popoli, principalmente di quelle appartenenti alle popolazioni delle regioni dipendenti, le quali – per mancanza di opzioni – sono maggiormente esposte agli effetti del sistema globalizzatore. é il caso delle popolazioni latino-americane.
L’influenza del carattere trans-nazionale della comunicazione, raggiunto attraverso la riorganizzazione elettronica dell’informazione sta trasformando le concezioni di vita e i valori etici, estetici, artistici, religiosi di popolazioni precedentemente legate ad una località particolare, con una identità culturale propria e ben definita che si esprimeva nel quotidiano. L’America Latina è una regione che conserva una ricchezza culturale immensa, tanto dal punto di vista estetico come anche dal punto di vista del patrimonio storico e sociale.

Effetti su musica, danza e miti
La musica e la danza di origine ancestrali principalmente quando si costituiscono come movimenti collettivi – come la maggioranza delle manifestazioni di origine indigena e africana i questa regione – costituiscono una componente strategica della lotta sociale e un elemento fondamentale nella costruzione dell’identità locale, regionale e nazionale. Attraverso la musica, la danza, i miti, e le leggende e tutta una ricca e eterogenea produzione artigianale, l’America Latina offre tutti gli elementi per rivelare le concezioni mitico-religiose, politiche ed estetiche dei suoi popoli, formatesi durante il periodo coloniale e ampliatesi in differenti culture durante lo svilupparsi della sua storia.
Questa importante produzione artistica è esposta, nella attuale momento storico, a minacce che possono mettere a rischio la sua sopravvivenza, in quanto elemento d’identità di una cultura. La nuova forma di inserimento della sua produzione culturale nel progetto monetarista sta portando gli artisti e gli artigiani latino-americani a ricercare diverse strategie di sopravvivenza economica e sociale, molte volte senza riflettere sulla questione culturale. Questo processo sta trasformando la relazione dei produttori culturali con i loro materiali, le loro forme di produzione, di circolazione e consumo dei beni prodotti.

Tecniche fuori controllo
A parte gli elementi positivi che possono venire dalla modernizzazione, l’introduzione di materiali e tecniche nuove hanno portato a trasformazioni ancora non analizzate all’interno delle comunità, ma che già possono costituire, almeno, un problema significativo: l’incremento delle differenze sociali. Quegli individui che dipendono maggiormente da forme tradizionali di produzione, subiscono l’incremento della svalutazione dei loro prodotti; oltre a ciò l’accesso a nuove forme di tecnologia è ristretto e condizionato da diversi fattori che sfuggono al controllo della comunità e che, nel migliore dei casi, sono estranei alle decisioni comunitarie.
Il problema cruciale che oggi tocca tutti i paesi della regione è la forma attraverso la quale si sta realizzando il loro inserimento nella modernità globalizzante. L’avanzata di tale fenomeno sta avvenendo attraverso l’abbattimento delle frontiere geografiche e culturali, principalmente attraverso lo sviluppo accelerato della tecnologia delle comunicazioni; ciò si manifesta nella crescente globalizzazione della produzione simbolica ed egemonica – ossia attraverso la cultura trans-nazionale – resa possibile e realizzata anche dall’espansione del turismo, il quale possiede un alto contenuto simbolico e un’efficiente funzione comunicativa.

Maria Nazareth Ferreira
docente di filosofia e teoria della comunicazione
Università di São Paulo
e direttrice del Centro Brasileiro de
Estudos Latinoamericanos (CEBELA)