Giovani e complessità sociale

Più della metà della popolazione ecuadoriana è composta da giovani sotto i 20 anni. Molti valori, ma anche una grande problematica: alienazione, consumismo, povertà, indifferenza per i valori spirituali e tradizionali, droga, alcolismo, delinquenza, prostituzione, omosessualità, disoccupazione…
Avviciniamoci un poco a questi giovani, scopriamo qualcosa del loro mondo

La famiglia
é uno spazio privilegiato, dove si riproducono, in modo acritico, i ruoli sociali determinati dalla logica del sistema capitalista e del mondo adulto: una vera scuola per copiare, nella vita quotidiana, controvalori culturali come il consumismo, il maschilismo e anche discrete forme di razzismo.
Il dialogo tra genitori e figli è interrotto dal muro opaco della comunicazione di massa. Si aggrava la disintegrazione familiare, dovuta alla critica situazione economica che esige dai genitori un lavoro tale che non permette loro di educare né formare i figli. Questo compito viene allora affidato a terze persone, o semplicemente alla televisione.
Le famiglie rurali, laddove lo sviluppo agricolo non ha mai preso il via, soffrono un aggressivo processo disintegrante per l’emigrazione paterna e dei figli maggiori. Devono cercare opportunità di lavoro e di educazione. In città, poi… il naufragio delle tradizioni culturali, aggredite da un nuovo stile, nuovi concetti acquisiti.
A Quito, a Guayaquil, a Cuenca… Che vita pensate possano fare questi emigrati in città?
In molte famiglie si vive ancora un atteggiamento di sottomissione davanti ad un autoritarismo irrazionale dei genitori, unito – a volte – a maltrattamenti (violenza fisica e sessuale).
Ci sono anche genitori possessivi che non permettono il risveglio dell’autonomia del giovane né la possibilità di un autentico orientamento vocazionale.
Tutti questi elementi lasciano grandi vuoti affettivi, preconcetti e veri complessi. I risultati si vedono più avanti: ansietà e condotta patologica…
Dobbiamo anche ammettere che ci sono famiglie che offrono sicurezza, solidarietà e accoglienza. Hanno il vero senso di appartenenza e di responsabilità all’interno e con le altre persone. Garantiscono l’armoniosa crescita del giovane, allentano le tensioni dell’adolescenza, orientano il giovane durante l’età critica, trasmettono valori religiosi e morali…

Il lavoro
La grande macchina dell’economia esige materie prime, strumenti, leggi e manodopera per il lavoro. I giovani si trovano presto, per necessità, a fare i conti con il mercato del lavoro: alcuni intravedono la possibilità di sviluppare i propri progetti ed aiutare la famiglia, altri trovano un modo per rendersi autonomi dalla famiglia.
Il tipo di lavoro raggiunto non corrisponde quasi mai alle loro capacità né alle loro aspirazioni. Lavorano dove si può lavorare. Questo significa una maggiore frustrazione per coloro che hanno raggiunto una preparazione professionale e non trovano il lavoro che sognavano. Risultano inoltre disumane la legislazione del lavoro (contratto a 3 mesi), le condizioni fisiche (giornate, luoghi, rischi) e le condizioni salariali.
Il lavoro prematuro induce molti giovani a decidere per il matrimonio, svolgendo ruoli da adulti quando non lo sono! La tentazione (spesso necessità) di un lavoro precoce, unito al quadro di una grande disoccupazione, convince molti giovani che l’educazione e gli studi universitari non sono fattori che migliorano le condizioni di vita.
L’emigrazione dalla campagna alla città, da una regione all’altra, l’illusione di “scappare” per lavorare negli Stati Uniti, sorgono da questa precarietà economica. C’è anche il sogno di una vita più comoda, senza riconoscerne l’alto prezzo: disintegrazione familiare, promiscuità, astrazione dalla propria cultura, effetti psicologici, difficoltà di formare comunità sociali ed ecclesiali.
Molti giovani disoccupati fanno spaccio di droga, entrano a far parte di bande giovanili di delinquenti, si prostituiscono. Saranno presto soppressi da “gruppi armati” con il pretesto di pulire la città e soffocare la delinquenza.

La salute
La problematica della salute che coinvolge i giovani è il risultato della scarsa qualità e diffusione dell’assistenza medica e delle condizioni ambientali da parte dello Stato.
Ci stupiscono le cause di mortalità dei giovani: suicidi, incidenti (la causa più rilevante di morte giovanile), violenza. Le cause di questa situazione sono legate allo sviluppo di fenomeni culturali tipici del mondo giovanile: esibizionismo, individualismo, competizione, gusto del rischio, droga e alcool. I suicidi sono un problema più frequente nelle zone urbane a causa di problemi affettivi o anche scolastici, pessime relazioni con i genitori, ragazze-madri…

Seppur con queste limitazioni possiamo affermare che i giovani ecuadoriani sono generosi, allegri, intelligenti. E forse ne riparleremo.

Ivano Zanovello volontario in Ecuador