MADRUGADA

Articolo di Paolo Bartolini

Che fare?

La parola disastro evoca una perdita rovinosa della nostra stella polare, dell’orientamento. Il tempo che stiamo vivendo è quello dello smarrimento, dell’oscurità che avanza. Dobbiamo disperare? Ci resta solo la resa? Oppure – se non vogliamo cedere alla devastazione dei diritti, degli ecosistemi, del diritto internazionale – come comportarci? Questo interrogativo si fa sempre più pressante e ci impone una riconversione etica e spirituale. Si tratta, in fondo, dinnanzi alla fine delle utopie e all’affermarsi della forza bruta nei rapporti tra Stati, popoli e persone, di trovare un varco di respiro e di fiducia che non ci consegni alla logica tossica del “meno peggio”.
Il punto cruciale non è cavarcela, tirare a campare, allontanare un po’ la morte, bensì riaprire tutti i nostri canali percettivi e amare il mondo in modo nuovo. Amarlo come si ama un qualcosa di fragile e prezioso. Accade allora, per chi non smette di coltivare in sé questa luce morbida che come un pallio avvolge le ferite, che ogni giorno diventa un’occasione di resistenza e di risveglio.
Dunque, che fare? La risposta è sorprendentemente semplice: vivere incarnando logiche e azioni in controtendenza rispetto al dogma neoliberale e di guerra che attualmente domina la scena.
Costruire con altri reti e legami di solidarietà, contestare apertamente la privatizzazione dei beni comuni, rivendicare una compiuta ridistribuzione della ricchezza verso il basso, non aderire alla retorica del riarmo e del nemico alle porte, dire la propria verità senza pensare che sia assoluta. Tutto questo richiede un esercizio permanente di cura del sé e delle relazioni: un impegno diffuso che ci chiede, mai come prima d’ora, di tenere insieme maturazione spirituale e giustizia sociale. Quando tutto sembra precipitare, è il momento giusto per tenerci per mano e testimoniare un’alternativa. Piccola o grande che sia, essa rompe la gabbia soffocante delle passioni tristi e lascia intravedere una vita degna per cui lottare. Allargare la crepa e fare entrare la luce, ecco “che fare”.

Paolo Bartolini

Paolo Bartolini

analista biografico a orientamento filosofico, saggista e formatore, i suoi lavori e la sua libera ricerca si sviluppano al crocevia tra filosofia, psicologie del profondo, critica sociale e spiritualità laica.