MADRUGADA

Articolo di Gaetano Farinelli

Macondo e dintorni

24 ottobre 2025 – Valle San Floriano di Marostica (VI). Cena di riconoscenza a un mese dalla marcia. Nella sala della Pro Loco, con tre lunghi tavoli che coprono la sala. Gli anziani, da antica abitudine, sono schierati accanto alle finestre; nel mezzo e nel tavolato della parete di sinistra, i ragazzi e le ragazze che hanno contribuito all’organizzazione della marcia siedono assieme alle donne e agli adulti. Questa sera saranno servite pizze di ogni ordine e grado provenienti da Marostica. Passano veloci e fumanti sulle piattaforme dei tavoli che aspettano, assaggiano e passano oltre, al vicino. Il soffitto della sala rilancia a terra le voci dei convitati e si moltiplica il frastuono. Sessanta sono i presenti, sessanta le pizze che poi esondano. I commensali sui piatti di oggi ricordano i contadini di Pieter Bruegel a una festa popolare. Alla cinquantesima pizza il flusso rallenta. Prende la parola il presidente Stefano Dal Moro che racconta i fasti, le glorie, i premi, le presenze degli iscritti e la gioia dei bimbi pure loro iscritti alla marcia che superano in curva le mamme sul percorso breve, mentre i commensali già battono le mani e coprono la sua voce.
Segue e incalza un Segretario di Macondo, a conferma che la marcia dona vita alla valle e ai pochi abitanti. Nel prendersi cura degli anziani e dei ragazzi, della terra che calpestiamo sta il senso dei nostri passi che attraversano la valle. Tira le somme l’economo Sergio Fantin, presenta il reso conto delle entrate e delle uscite. Il bilancio è positivo e andrà a favore delle attività sociali interne e all’estero. Dulcis in fundo e caffè amaro, concludono i battimani al grido di «Avanti i giovani!», per dare il cambio agli anziani. Adelante Pedro!, che poi a bassa voce suggerisce al cocchiere mo va pian, ragasset.
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30 ottobre 2025 – Pove del Grappa (Vi).
Mentre sto completando la cronaca, mi giunge da lontano il servizio video di Mauro Furlan, che vive a Rio de Janeiro nella Casa di Macondo. Racconta che ben 2500 uomini della polizia e di altri corpi militari hanno circondato il quartiere baraccopoli del Complexo do Alemão per spingere gli uomini (tutti ragazzi giovani) del Comando Vermelho, che ha invaso molte favela per il commercio della droga, su per la salita in cima al Morro, fino alla Floresta dove stava in agguato il rimanente della polizia che ha sparato e ucciso a bruciapelo 138 uomini. Un massacro. Sui giornali avete certamente letto lo scempio dei corpi e il lutto disperato di tante madri.
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1 novembre 2025 – Correggioverde di Dosolo (Mn). Stefano Benacchio e Gaetano Farinelli, accompagnati questa volta da Elena e Adriano Guglielmini, vanno in visita da Luigia e Gianni Pedrazzini che ha compiuto il giorno precedente 76 anni.
Sta affrontando con pazienza e coraggio la malattia e assieme a Luigia costruisce una barriera perché fermi o almeno rallenti la sua avanzata. Abbiamo gustato assieme il pranzo preparato da Luigia raccontando le nostre storie di vita, senza dimenticare la storia sociale e politica di cui facciamo parte.
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8 novembre 2025 – Piovene Rocchette (Vi). Visita a Pierenzo Nardello, medico.
Una malattia progressiva era cominciata lo scorso anno. Si sperava in un decorso più lento. Oggi Gaetano e Stefano lo hanno trovato praticamente immobile, alimentato da un sondino. Lo assiste Bruna, con grande dedizione, aiutata anche da Simone, che vive in casa con loro. Eravamo andati per partecipare a una “cena povera” in solidarietà della comunità di Rumbek nel Sudan del Sud, retta dall’amministratore apostolico, il vescovo Christian Carlassare, originario di questa terra. Ma la cena è stata sospesa e rimandata ad altra data da definire. I due pellegrini hanno trovato comunque una cena calda e abbondante in casa Grotto-Baroni.
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23 novembre 2025 – Saronno (Va). È morta Augusta Restelli. Nata da famiglia operaia, incomincia a lavorare a 14 anni in un cotonificio. Entra nella commissione interna a 17 anni. E per molti anni opera nella categoria dei tessili della Cisl. Augusta si occupò soprattutto di formazione in un periodo di grandi cambiamenti politici, sociali e culturali, promuovendo corsi per giovani e la presenza femminile nel sindacato. Prima donna a entrare nella segreteria confederale della Cisl. Nella sede di Macondo ci sta una foto del 1981 che ricorda un suo viaggio in Brasile e l’incontro di Augusta con dom Pedro Casaldáliga (grande vescovo e poeta che ha lottato per la difesa degli indios brasiliani), assieme a don Giuseppe Stoppiglia e Pippo Morelli; in cornice si racconta che i tre viandanti, quando raggiunsero São Félix do Araguaia, si diressero alla casa di dom Pedro e videro presso la soglia di casa un vecchio contadino cui chiesero se il vescovo fosse in casa.
Sono io – rispose il vecchio. Mo! va là, proprio tu? – dissero ridendo i viandanti e si fermarono a parlare a lungo con lui, che li invitò in casa sua.
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24 novembre 2025 – Veneto. Elezioni regionali. Si impone la Lega con il candidato Alberto Stefani, giovane presidente che subentra a Luca Zaia che era stato eletto ben tre volte. Non è passato il tentativo di una legge proroga per il terzo mandato, che poi per Zaia sarebbe stato il quarto.
Di conseguenza rimane la norma vigente, e l’ex presidente, il signor Luca, fa un passo da parte. Mi sovviene che nella trasmissione televisiva di Renzo Arbore, L’altra domenica, suonava il motivetto delle sorelle Bandiera che recitava scherzoso: «Fatti più in là».
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29 novembre 2025 – Bassano del Grappa (Vi). Che sorpresa al Ridotto del teatro Remondini, la coppia Matteo Giorgioni e Lisa Frassi, che ha accompagnato per diversi anni la formazione di un gruppo di ragazzi e ragazze sotto la sigla di Macondo Suoni di Sogni. Cantano e suonano insieme, su di una scaletta che rammenta episodi e aneddoti di vita e ricordano in particolare il sogno apripista di scelte per il giovane Matteo, di un prete operaio alla Calzoni di Bologna, un certo don Giuseppe Stoppiglia, che gli avrebbe indicato il sentiero; inoltre la scaletta riportava il viaggio di Matteo in Brasile e l’incontro con un avvocato di favela. Il concerto si è tenuto alla presenza di numerosi amici e di ragazzi che hanno partecipato a campi di formazione con Macondo Suoni di Sogni in anni recenti. Il concerto ha rinnovato memorie e rallegrato con melodie e ritmi coinvolgenti.
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1 dicembre 2025 – Sacro Cuore di Romano d’Ezzelino (Vi). È pronta la strenna di Natale, Il Cantico di Francesco d’Assisi, ultimo lavoro di Mario Bertin per la nostra associazione Macondo, curata da Stefano Benacchio e il progetto grafico di Andrea Bordin. A passo felpato arriverà alle case di tutti gli amici e amiche. Buona lettura.
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21 dicembre 2025 – Zanè (Vi). Siamo ormai alla vigilia di Natale. Continua il nostro viaggio tra gli amici e soci di Macondo. Iniziamo con una visita in casa Carollo. Ci viene incontro Piergiorgio all’angolo. Ci fa festa. La casa è situata a lato dell’incrocio, protetta dai rumori con un muro di cinta che attutisce il passaggio del traffico. Ci fa festa Adriana che prepara il dolce e il caffè. Ci sediamo assieme, anche se sarà breve la sosta, e la narrazione scorre come grani del rosario le vicende della vita. Piergiorgio proclama il menù per la cena ma i due viaggiatori devono proseguire verso Piovene Rocchette dove passano per le case. Prima da Bruna e Pierenzo Nardello. Gaetano si ferma a chiacchierare con Pierenzo che la malattia tiene inchiodato alla seggiola e sul poggiacapo. La voce è fievole, ci raccontiamo le avventure dell’infanzia, il tempo libero, fantasioso, dei dieci anni nei prati, lungo le strade fuori mano, da soli o in brigata.
Sorride, ci appassioniamo nei ricordi. Poi mi alzo, mi guarda di traverso senza torcere il collo. Mi chiede un chiarimento su di un libro che legge. Tento una risposta, che non ricordo. Mi sorride: «Ci vediamo presto». Poi siamo passati in casa di Daniela Baroni e Remigio Grotto, dove ci attendevano gli amici del gruppo di Piovene per la cena preparata da Daniela e Bertilla. Una conversazione pacata, a volte animata sulle scelte politiche locali. Poi, di soprassalto, la parola salta sulla guerra o meglio lo spirito di guerra, l’Europa che si arma, gli Stati Uniti che tolgono la loro tutela sull’Europa, lo smarrimento dell’Europa, e quale sarà il nostro animo, la nostra intelligenza a fronte di questi moti tellurici che scuotono le coscienze. Quella sera ci congedavamo da Pierenzo con la speranza di rivederlo a breve. Sarebbe morto il giorno di Santo Stefano, dopo il ricovero d’urgenza in ospedale. Lascia la moglie Bruna e il figlio Simone. Pochi anni prima, raggiunta l’età della pensione, Pierenzo era partito con l’ONG Medici con l’Africa Cuamm. Non aveva accusato nessun disturbo ed era rientrato contento di quella esperienza in Africa che aveva sempre sognato.
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16 dicembre 2025 – Bassano del Grappa (Vi). Muore Antonio Lunardon (Toni per i familiari), padre di Fabio e Daniele, ideatori e primi animatori della marcia per i bambini di strada di Valle San Floriano.
I primi segnali di malattia sembravano solo un vento di autunno che scuote le foglie e poi si accartoccia. Verso la fine di ottobre veniva ricoverato all’ospedale San Bassiano. A fine novembre la diagnosi è severa e non concede tempi lunghi: viene assegnato all’hospice di Casa Gerosa a Bassano per le cure palliative di accompagnamento alla buona morte. Toni era contadino, sui monti di Valle San Floriano, legato alla terra come a una religione di vita, che racconta le stagioni, e che aspetta la mano dell’uomo solerte e rispettosa dei ritmi della vita e della morte. Si spegne poco dopo la mezzanotte, nel primo giorno della novena di Natale. Accanto al suo letto i figli che lo hanno accompagnato nella malattia. Raggiunge la moglie Flora, morta nella sua casa a gennaio dello stesso anno, dopo le feste di Natale.
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2/4 gennaio 2026 – Con l’inizio dell’anno in corso, le due sezioni di Macondo, giovani e giovanissimi, si sono ritrovate nell’ultima settimana di vacanza per un camp in due località separate per offrire a ogni gruppo un’attenzione particolare. Il gruppo giovani, in numero di diciotto ragazze e ragazzi, si incontra a San Rocco (Ro) sul Delta del Po, nel Rifugio Natura per due giorni e due notti; hanno affrontato il tema scandito su tre parole: responsabilità, scelte, solidarietà. Poche parole di introduzione da parte dei tre animatori Natalino, Lidia e Lara. Il gruppo ha seguito una lunga traccia che li ha spinti a sviscerare le tre parole, sia in coppia che singolarmente, sul loro significato nella vita per poi riportare nei vari gruppi e in plenaria sia gli aspetti soggettivi e gli esempi, sia la percezione generale del lavoro fatto tra loro ed evidenziando anche la funzione, il ruolo e la relazione con gli animatori adulti che li hanno seguiti nei due giorni. La scelta del posto sul delta, isolato, silenzioso, lo spazio segnato dal fluire del fiume grande e la distesa pianura del rodigino li ha aiutati a vedere e sentire il rapporto con la Terra, sé stessi e l’altro che segna la nostra identità.
Il camp giovanissimi svoltosi a Enego (Vi), in una casa degli alpini del Comune, è stata un’esperienza di autogestione – scrive l’animatrice Ilaria Volpato – in cui tutti hanno collaborato attivamente e con tanto impegno in tutte le mansioni (cucinare, lavare i piatti, fare le pulizie…), dandoci riscontro anche stavolta del fatto che a loro piace sentirsi così, “ingaggiati” e anche responsabilizzati nella quotidianità. Il tema, I legami familiari, è stato affrontato dapprima con una rappresentazione del proprio albero genealogico, assegnando a ogni membro della famiglia (o della parte di famiglia che hanno scelto di rappresentare) un oggetto significativo, che ci serviva per il primo impatto e poi la visione del film Encanto, da cui abbiamo tratto riflessioni e parallelismi con le relazioni e i valori familiari di ciascuno. Con il passare dei giorni, i ragazzi sono entrati sempre più nel vivo del tema, condividendo i valori nei quali si riconoscono e in quali no, quindi quali valori intendono portare avanti e quali invece desiderano lasciar andare. Degli otto partecipanti, alcuni erano “veterani”, nel senso che hanno partecipato a quasi tutte le uscite proposte nell’ultimo anno e mezzo, altri invece erano solo alla seconda o terza esperienza e c’era anche chi era al primo camp, in un bel clima di inclusione.
Alle attività più riflessive, abbiamo integrato momenti liberi con giochi da tavolo e palloni, la salita alla torre di Enego e una breve escursione alla grotta di Valdicina. Ma per tutti – scrive Virginia Anna Francate – è stato suggestivo il primo impatto con la neve, che circondava la casa degli alpini, nostra dimora per due giorni.
Il freddo stringeva in un viluppo la casa, pur riscaldata. Le camminate tra la neve e il fascino di un mondo tutto bianco che si diffonde ovunque tra le gobbe, i dossi e gli avvallamenti.
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7 gennaio 2026 – Milano. È morto Benito Boschetto. Aretino di nascita, fiorentino di formazione, milanese di adozione, allievo di padre Ernesto Balducci. Manager in aziende pubbliche e private (Camere di Commercio, Borsa S.p.A., società immobiliari, organizzazioni no profit). Un socio di Macondo e un amico. «Ho viaggiato tanto» – scriverà Benito in un momento di riflessione dalla Terra Santa, per vedere e per capire le sofferenze degli umani. E qui in Terra Santa ha messo mano alla sua attività, che non è soltanto sentimento e pietà, ma diventa costruzione di rapporti nuovi attraverso opere che cercano di rispondere ai bisogni degli umani. Incontra i bambini abbandonati e protetti dalle suore francesi di san Vincenzo, e poi a Ebron, nei pressi del deserto di Giuda, i contadini, i pastori, che vivono a fatica sotto il controllo pressante dell’esercito israeliano e dei coloni, una vita di sopravvivenza.
Di fronte all’ingiustizia Benito ci offre una riflessione sulla speranza. Una virtù che si coniuga con l’altruismo e la libertà degli uomini tutti. La speranza che si apre ai sogni e si trasforma in realtà attraverso la volontà e il progetto operativo. Da qui la sua decisione per la Palestina, sotto l’ala della Fondazione Giovanni Paolo II. La fatica di passare attraverso gli ostacoli della burocrazia. Era rimasta sul posto vicino a Betlemme un’operatrice del progetto, la signora Margherita Pascucci, per dare compimento alle opere, che però non hanno avuto uno sbocco operativo. Ma già prima era nato Microcammino, un progetto concreto a beneficio della Sierra Leone, paese povero e in guerra, costruito assieme a Peter Bayuku, che aveva come principio base l’autogestione delle opere: scuole, scuole materne, case, pozzi, centri di salute, casa grande per 100 bambini ciechi. Un complesso importante per la Sierra Leone.
Che ha dato respiro agli abitanti del Paese.
Aprire gli occhi oltre l’orizzonte opaco.
Non si può dimenticare, nella formazione di Benito, nel suo orientamento spirituale e politico, la sua relazione con padre Balducci. Ernesto aveva la forza di indicare il rapporto dinamico tra la fede e la politica della pace. L’importanza di tendere e costruire la pace già qui in Terra, che non è lotta contro, ma azione nonviolenta attiva per costruire ponti, fino a percepire l’uomo in una dimensione planetaria, non di conquista ma di responsabilità e tutela della Terra e dell’uomo sulla Terra, nella ricostruzione dei rapporti con la vita che noi umani con l’affanno per il potere e la cupidigia del possesso distruggiamo. La distinzione e l’autonomia del sacro e del profano, che liberi l’uomo dagli estremismi e dalla radicalizzazione delle ideologie. La costruzione e ricostruzione di un mondo a misura d’uomo e in prospettiva di liberazione e di servizio. E la Casa di accoglienza Arché, costruita da padre Bettoni assieme ai tanti collaboratori, tra cui Benito che aveva conosciuto padre Giuseppe nell’annuncio del vangelo quando era parroco della comunità di sant’Angela Merici.
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20 gennaio 2026 – Pove del Grappa (Vi), sede nazionale di Macondo. Un manipolo di persone, di età compresa tra i diciotto e gli ottanta e passa, si incontra per salutare gli amici brasiliani Milse e Mauro Furlan, che hanno trascorso le feste natalizie in casa dei genitori Livio e Augusta a Paese (Tv). Poi siamo passati a cena in una saletta della pizzeria “Come vuoi tu”, quella sera inondata da una folla di clienti che festeggiava l’anniversario di apertura del locale.
La musica entrava da ogni parte, rumorosa e festosa. In saletta c’erano i ragazzi e le ragazze che avevano fatto il viaggio in Brasile e avevano conosciuto Rio de Janeiro e Leonardo Boff a Petrópolis. Ed erano alloggiati con le animatrici e gli animatori nella Casa Maria e Giuseppe Stoppiglia, gestita dalla coppia Milse Ramalho e Mauro Furlan, presenti alla cena assieme ai figli. Abbiamo goduto tutti dell’incontro festoso, parlato di nuove prospettive di viaggio e molto altro, che si è perso tra le musiche e i ritmi della festa.

Gaetano Farinelli

Gaetano Farinelli

Cofondatore dell'associazione Macondo, prete, redattore di Madrugada