MADRUGADA
Macondo e dintorni
1 febbraio 2026 – Terra-aria, Segreteria online di Macondo. Coordina l’incontro la presidente Monica Lazzaretto. C’è sempre qualcuno che tarda ad aprire la finestrella della diretta. Poi arriva l’ultimo, che fatica a entrare. Ora tutta la S1 febbraio 2026 – Terra-aria, Segreteria online di Macondo. Coordina l’incontro la presidente Monica Lazzaretto. C’è sempre qualcuno che tarda ad aprire la finestrella della diretta. Poi arriva l’ultimo, che fatica a entrare. Ora tutta la Segreteria è collegata. Le voci raccontano: le adozioni a distanza in Brasile tramite Amar sono un impegno che portiamo avanti con i padrini da più di trent’anni. Il tempo, le distanze, la difficoltà della comunicazione hanno rallentato l’interesse per le adozioni. Con tutto questo i padrini non hanno mancato all’impegno. La domanda ora è cosa fare per ridare entusiasmo all’iniziativa. La presidente Monica incarica Gaetano Farinelli e Stefano Benacchio, che si recheranno a Rio de Janeiro in agosto, di affrontare l’argomento con i referenti di Amar, per capire se e come continuare la collaborazione che presenta segni di stanchezza. In questi giorni inizia la preparazione della festa di Macondo, con due ipotesi: ripetere il convegno a Marghera, oppure portarlo a Bassano, al monastero di Campese. Buona notte. Tutti chiudono la loro finestrella di accesso. L’ultimo spegne la luce. Clic.
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7 febbraio 2026 – Milano. Ricorre nel trigesimo della morte la memoria di Benito Boschetto, che ha avuto un ruolo importante nella rete di contatti dell’Associazione Macondo. Alla sua morte abbiamo inviato un telegramma alla famiglia.
In questa ricorrenza una delegazione di Macondo costituita da Gaetano e Stefano ha partecipato alla commemorazione di Benito. Era presente la moglie Valeria con i figli Chiara e Francesco, il direttore di Casa Arché, padre Giuseppe Bettoni. Il focus di Arché si concentra sull’ospitalità e assistenza al nucleo familiare mamma e bambino in condizioni di disagio psichico e sociale. Durante la messa, don Gaetano ha ricordato di Benito la sua generosa attenzione per l’Africa.
E poi il suo interesse per i palestinesi della Cisgiordania. Ed è stato uno dei benefattori della Fondazione Arché. Alla fine della messa, Gaetano ha consegnato a Valeria un mazzo di fiori che avevamo acquistato poco prima tra le stradine di Novate Milanese. Gira a destra e poi a sinistra ma, alla fine, Gaetano ritrova l’auto in sosta vietata con le 4 frecce lampeggianti che funzionano anche da richiamo, dove lo aspettava l’autista paziente. Nell’occasione abbiamo incontrato e riabbracciato dopo tanti anni anche Astrid Cela, che era presente assieme alla moglie Maria Vittoria, il quale, durante la celebrazione, ha portato la sua testimonianza del giovane ragazzo che nei primi anni ’90 arrivò dall’Albania in Italia a bordo di un vascello pieno di persone che, come lui, riponevano grandi speranze di cominciare da capo a vivere e lavorare nel nostro paese. Grazie a Benito Boschetto, Astrid trovò impiego alla Camera di Commercio di Milano dove tuttora presta il suo lavoro professionale.
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8 febbraio 2026 – Milano. Prima di rientrare, Gaetano e Stefano si recano con la metropolitana a visitare la piazza del Duomo, non entrano nella grande chiesa dove ora si deve anche pagare il biglietto, quasi fosse un museo; si sono fermati poi a pranzo da Giovanni Colombo, che conoscete attraverso l’editoriale di madrugada, ospiti della famiglia, la moglie Lorenza, la figlia e i genitori di Lorenza, Amilcare Risi e Rosina (Sisa) Stefanelli, affabili e curiosi di sapere chi siamo e raccontarci, vicendevolmente scherzando, le nostre avventure. Parlando si riconosce il garbo delle persone. Si assaggiano e si esaltano le vivande, che il vino assapora. Dopo il pranzo ci siamo accomiatati dai genitori di Lorenza che abitano vicini alla figlia. Poi anche noi, lemme lemme, abbiamo raggiunto l’auto che ci aspettava nella piazza antistante e si è svegliata di soprassalto al richiamo ondivago dell’autista.
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23 febbraio 2026 – Campese di Bassano del Grappa (Vi), monastero di Santa Croce. Incontro con i custodi, Silvia e Angelo, per l’eventuale preparazione del convegno. Si sono infatti formati due gruppi in preparazione del convegno di primavera. Uno per sondare il terreno di disponibilità di Marghera. Il secondo per saggiare la disponibilità del monastero di Campese. C’è stata intanto piena disponibilità da parte dei custodi del monastero.
E abbiamo ricevuto pure il consenso da parte dei parroci dell’unità pastorale, don Dario e don Alberto.
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27 febbraio 2026 – Salerno. Un piccolo gruppo di giovani, accompagnati da Alessandro Mason, Maria Grazia Quintavalle e don Adriano Cifelli, si è ritrovato con Angelo Coscia, educatore, scrittore e amico di Macondo. Il viaggio, che si inserisce nelle attività del percorso Macondo/Giovani, ha avuto come momento importante proprio l’incontro con Angelo nella sua libro/teca dove svolge le sue numerose attività per i ragazzi e i giovani del territorio. Un luogo di ascolto, creatività e legalità. Circondati dai numerosi libri che diventano uno scambio fruttuoso per chi desidera leggerli, ci si immerge in uno spazio davvero ricco di umanità. Ci siamo confrontati e abbiamo fatto attività proprio sul tema del nostro spazio interiore. Ci hanno raggiunto amici storici di Giuseppe Stoppiglia e di Macondo, Mimmo de Simone, Lella D’Angelo e Paolo Romano che ci hanno aperto uno sguardo sul mondo del volontariato. Abbiamo organizzato una visita a Salerno, ne abbiamo ammirato la bellezza e recuperato scorci molto interessanti che attraverso progetti di rigenerazione urbana hanno ripreso a vivere.
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19 marzo 2026 – On-line, Segreteria di Macondo. Alle 20.30 si aprono tante finestre sugli schermi dei computer. Presenti: Monica Lazzaretto (presidente), Daniela Baroni, Paolo Costa, Chiara Cucchini, Gaetano Farinelli, Alessandro Mason.
Partecipa in qualità di uditore anche Stefano Benacchio, amministratore/economo. La presidente aggiorna i membri del direttivo circa la richiesta da parte di Mauro Furlan per lavori di restauro della casa di Rio de Janeiro, perché dal tetto entra l’acqua in casa. Paolo Costa ricorda che anche i bagni avrebbero bisogno di essere rimodernati.
La parola poi passa a Stefano Benacchio che per qualche minuto da uditore diventa espositore e presenta voce per voce le entrate e le uscite del bilancio dell’anno 2025. Il documento riepilogativo viene allegato al verbale. Vengono, infine, ricordate le date e i temi dei prossimi campi dei giovanissimi e dei giovani. Abbiamo poi definito la scelta del luogo dove fare la festa. Marghera viene scartata in quanto il teatro dove lo scorso anno abbiamo tenuto il convegno, al momento non è disponibile. La scelta cade sul monastero di Santa Croce di Campese in data 7 giugno prossimo venturo.
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21 marzo 2026 – Ferrara. Teniamo la redazione di madrugada nella sede dell’Associazione Viale K in Via Mura di Porta Macondo e dintorni Cronaca dalla sede nazionale 29 NOTIZIE Po. Andrea Gandini introduce l’ipotesi di un monografico sull’America, partendo dalla decisione di Trump di fare guerra all’Iran con la scusa di abbattere il sistema teocratico presidenziale avversato dalla popolazione; ma la vera motivazione si iscrive nel disegno di sostenere il dollaro americano, che attualmente non ha un supporto di garanzia sufficiente a mantenerne il primato. Monini aggiunge che il monografico sull’America ha bisogno anche di una lettura della società e dei suoi conflitti interni e di un articolo sulla letteratura americana. Un secondo monografico riguarda, e ne parla Andrea, l’importanza del sacro, l’indebolimento dei monoteismi e l’avanzata in Cina del Confucianesimo. Registriamo la presenza per la prima volta di Davide Romanello, studente di giurisprudenza che vive a Rubano (Pd), ha già scritto su madrugada e ha accolto l’invito a partecipare. La sua presenza è un segnale di ringiovanimento, di cambiamento e di primavera, come ha scritto Stefano nell’invito che gli ha inoltrato.
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22/23 marzo 2026 – Referendum sulla giustizia, sulla separazione delle carriere.
La riforma costituzionale, avanzata dalla maggioranza attraverso la doppia lettura e approvazione da parte delle due Camere, è ora sottoposta al voto popolare. Al referendum è stata fermata dal no degli elettori, che in maggioranza hanno superato il sì: il popolo sovrano ha deciso che le carriere non devono essere separate e il CSM deve rimanere unico.
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29 marzo 2026 – Santorso (Vi). Con Stefano Benacchio ci rechiamo prima a Piovene Rocchette a raccogliere Daniela Baroni e poi all’ospedale di Santorso dove da settimane suo marito Remigio Grotto è ricoverato. Le condizioni di salute sono critiche. Daniela affida le sue speranze al recupero progressivo e alla riabilitazione che Remigio affronterà di qui a qualche giorno, presso una casa di riabilitazione di Malo. Rimaniamo nell’ora delle visite con lui, che ci appare assente e distante. Daniela gli fa notare la nostra presenza, poi cerca sul tablet la partita di pallavolo della squadra allenata da Remigio, per fargli riaffiorare i ricordi e cercare di riaccendere la fiamma della memoria. Gli stringiamo la mano quando ci congediamo e in quel momento non sappiamo ancora che quello sarà l’ultimo incontro con lui. La vita sta per abbandonarlo. Ritorniamo poi a Piovene dove in casa di Elio e Giuseppina Crestanello ci attendono gli amici del gruppo, per condividere assieme la cena.
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6 aprile 2026 – Correggioverde di Dosolo (Mn). Nel giorno del lunedì dell’Angelo, Gaetano Farinelli, accompagnato dal fido autista, parte alla volta dell’abitazione dei coniugi Pedrazzini per condividere la Pasqua. Il nostro arrivo sulla stradina di casa, svoltato l’angolo, è preannunciato alla famiglia dal cane Buio, che ci accoglie abbaiando al di là del cancello. Dietro di lui arriva sorridente e accogliente Luigia, mentre Gianni con le bracca aperte ci attende sull’uscio di casa. Condividiamo la Pasquetta con loro, seduti al tavolo del soggiorno. La forza di Luigia è il primo aiuto, assieme alle cure, per la malattia di Gianni; perché la vita è sempre diversa dai nostri programmi e dai nostri desideri, ma si continua senza arrendevolezza, perché c’è dentro di lei, nella vita che ci scorre dentro, un senso prezioso, che Luigia e Gianni custodiscono con coraggio, per proteggerlo fino alla fine. Fuori c’è già un grande caldo, che preannuncia l’arrivo della bella stagione; nel pomeriggio mentre Gianni riposa per recuperare le forze che la malattia e le cure stanno minando, Stefano esce a camminare sulla ciclovia che 30 NOTIZIE passa sopra casa, in direzione di Pomponesco fino a Boretto, sull’argine del grande fiume, il Po, che scorre in basso placido e silenzioso. Luigia e Gaetano rimangono davanti casa, all’ombra della pianta, a condividere ricordi e confidenze, perché la malattia ci porta a vivere una relazione nuova non solo nel corpo ma anche nel tempo e nelle aspettative.
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18 aprile 2026 – Altivole (Tv), Casa Cà Leido. Due giornate nella stessa casa dedicate a due gruppi distinti, il Camp dei giovanissimi accompagnati dalle animatrici Ilaria ed Ellena in numero di 9 e il Camp dei giovani in numero di 13, accompagnati da Natalino e Laura. Anche questa esperienza della formazione è stata colta e metabolizzata da adolescenti che si sono messi in gioco per conoscere e conoscersi.
Le conclusioni del Camp giovanissimi sono commentate da una ragazza, Cristal, di cui presento parte del testo: «Abbiamo preso posto nella Casa Cà Leido, sistemato le valigie, aspettato l’arrivo di tutti per fare conoscenza reciproca attraverso un gioco.
Nella casa c’erano il gruppo dei giovanissimi (cui appartengo) e quello dei giovani (i più grandi). Le attività si svolgevano separatamente, per poi ritrovarci assieme durante il resto della giornata.
Il tema affidato a noi giovanissimi era l’amicizia e dunque le relazioni amicali costruite da ciascuno di noi nel tempo: passato, presente e futuro. Ci hanno consegnato due foglietti dove assegnare nel primo aggettivi a connotare le nostre amicizie dell’infanzia. Nel secondo foglietto un episodio rimasto nella memoria. Abbiamo fatto la stessa cosa per il presente e a turno abbiamo letto ciò che avevamo scritto. Commovente è stato notare e rivivere i cambiamenti attraversati nelle nostre relazioni.
La sera, a sorpresa, abbiamo trovato la pizza in tavola che abbiamo sbocconcellato assieme ai ragazzi di “Prove di volo” (ragazzi con autismo) mescolati con noi per l’attività della sera. Abbiamo appreso alcune difese dell’arte del Kung Fu non violento, poche ma fondamentali. I due maestri di Kung Fu sono stati simpaticissimi (abbiamo pure fatto gossip con loro!) e hanno arricchito la serata con giochi utili e divertenti, ad esempio rubare la coda all’avversario oppure cercare di abbracciarlo, intrappolarlo nel nostro abbraccio senza esserne placcati. Il giorno successivo sveglia, colazione, lavare le tazzine con le nostre mani, riprendere i giochi sulla linea del futuro e scrivere le nostre attese e i nostri sogni. Abbiamo concluso scrivendo gli ingredienti del dolce/amicizia e il dosaggio (80 su cento di felicità consiglio da vero chef ) e disegnandone la forma amicale. Infine, abbiamo disegnato un modellino per poi colorarlo con colori diversi a seconda della personalità e dei suoi atteggiamenti amicali. Il tempo stringe e allora vai con la musica a tutto gas con scopa e straccio per le pulizie di casa. Un turbine durato un’ora, ché poi la sera si rientra a casa dopo gli abbracci che la nostalgia fa intensi. Ché è stato bello sognare e scrivere sulla pedana del tempo».
Segue il commento del Camp gruppo giovani: «Siamo arrivati con zaini e aspettative. Siamo ripartiti con qualcosa di più. In questi due giorni abbiamo riso, giocato, ballato all’aria aperta, vivendo un tempo semplice ma vero e autentico in compagnia. Abbiamo ascoltato storie che non restano teoria. Debora e Diego, una vita aperta. Una casa che diventa dono per persone che non vedono l’ora di mettersi in gioco nonostante le difficoltà della vita. Teresa: il servizio che ha prestato a Ceuta, dove il confine è reale, umano,
mai invalicabile, e lei ne è la conferma.
Il dono, quello vero, si sceglie e si vive, un po’ come abbiamo fatto noi in questo Camp, scegliendo di impiegare il proprio tempo per gli altri. La sera Kung Fu: tanta energia e gratuità grazie al tempo donato.
Non perfetto, non costruito, ma gratuito».
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21 aprile 2026 – Piovene Rocchette (Vi).
Chiesa di Rocchette, era quella degli operai della Lanerossi. La folla ha occupato tutti gli spazi e sta in silenzio; quando entra il feretro, i ragazzi della pallavolo in divisa si alzano in piedi per salutare Remigio Grotto, il loro allenatore. Il coro canta la misericordia di Dio. Per cinquant’anni Remigio ha allenato le squadre dei ragazzi.
Lo ricorda Vittorino nel suo saluto, che raccoglie i sentimenti del gruppo degli amici. Un rappresentante della pallavolo ha ricordato la sua funzione di allenatore e maestro. Che sapeva infondere l’amore per la pallavolo, l’agonismo per la vittoria, la pazienza di saper perdere, il gioco di squadra e il rispetto dell’avversario. Nella messa il celebrante ricorda la funzione educativa della sua azione tra i ragazzi e il suo amore per la famiglia e per la società di cui faceva parte. Il sacerdote asperge la bara con l’acqua della misericordia e ne onora la salma con l’incenso. A gruppetti, si va verso il cimitero nuovo e intanto ciascuno ripassa le ultime stazioni di Remigio e prega in cuor suo: che riposi in pace. Il ricovero a Santorso era avvenuto a inizio febbraio. Rimasto in rianimazione a lungo, poi una breve ripresa, di speranza.
Nel passaggio a Malo per la riabilitazione il peggioramento, riportato in rianimazione con un filo di attesa. Spira in ospedale il 18 di aprile.
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26 aprile 2026 – Trieste. Il viaggio dei giovani di Macondo questa volta da Salerno si è spostato a Trieste. Provenendo dal Veneto e dal Molise, accompagnati sempre da Alessandro Mariagrazia e don Adriano, l’esperienza si è spostata lungo le frontiere della storia e del nostro Paese, nella piazza antistante la stazione di Trieste dove ogni sera gli amici di Linea d’ombra e tutti coloro che desiderano farlo si ritrovano per accogliere con un pasto, un sorriso e la cura ai piedi stanchi, i migranti della rotta balcanica. È stato molto forte, proprio nei giorni in cui si ricordava la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, immergersi in questa storia fatta di umanità ma anche di tanto dolore. La visita alla Risiera di san Sabba, luogo di memoria dolorosa dei crimini commessi dall’Italia nei confronti di ebrei, omosessuali, partigiani e dissidenti politici, ci ha sospinti nell’abisso del male che vogliamo non si ripeta e ci impegna a una solida vigilanza proprio in questi tempi difficili per l’umanità intera. L’ospitalità calda e familiare di Paolo Gallina e della moglie Orsola, con la loro testimonianza missionaria, hanno reso il viaggio ancora più interessante. Ecco anche la testimonianza di Sofia Panazzolo: «Ci sono luoghi in cui il mondo si spezza.
E altri in cui qualcuno si oppone.
Trieste è uno di questi.
Non lontano. Qui.
Ogni sera arrivano corpi stanchi.
Mesi, anni di straziante viaggio.
Violenze. Freddo. Confini chiusi.
Non sono racconti. Sono ferite.
In mezzo a tutto questo c’è Lorena Fornasir.
Non un simbolo.
Una presenza che insiste.
Si china. Tocca. Cura.
E mentre cura, espone.
Mentre aiuta, denuncia.
Perché la cura vera non è neutrale, è posizione.
E allora anche noi.
Niente distanza.
Abbiamo aiutato. Accolto. Toccato.
Abbiamo preso parte.
Perché la realtà non rimane più fuori, ti entra dentro.
E chiede conto del tuo silenzio.
Non è una storia di speranza.
È una questione di scelta.
Stare.
O voltarsi.
Il resto è indifferenza.
Silenziosa. Comoda. Irreversibile.
Non ferisce direttamente, ma permette che accada».
Gaetano Farinelli
Cofondatore dell'associazione Macondo, prete, redattore di Madrugada
