I sogni e le paure

Dormi, dolce Eleonora, mentre i fedeli orsacchiotti sorvegliano il tuo sonno.
Dormi, e felice abbracci un sogno.
“Dove andrò? Che avventura mi aspetta? Ti tengo stretto, mio sogno, e vengo con te”.
Vicino a te, nel bosco dove ora ti trovi, c’è un’ombra.
“Chi sei?” – chiede Eleonora. “Dov’è la mamma?”.
E subito, senza attendere risposta, corri impaurita.
“Cosa mi riservi, mio sogno?
“Perché devo scappare?”.
Ti inoltri nel bosco, stringendo ancora il tuo sogno. Non lo lasci, lo porti con te per viverlo fino alla fine.
Corri rapidamente, incalzata dall’ombra che ti insegue.
Sei tenace, non ti tiri indietro e continui a correre perché non ti vuoi arrendere.
“…Mamma!… Non mi prendeva, perché io ero più veloce.
“Io non volevo più aver paura. E correvo…”.
Il sogno è sul pavimento.
Ti ha aiutato, Eleonora, ad avere fiducia in te stessa e a superare la paura.
Adesso, bambina, attendi un sogno nuovo.

Di notte si chiamano sogni, alla luce del giorno si condensano in desideri e a volte in utopie.
Dobbiamo nutrirli, curarli e condividerli.
Altrimenti, ignorati, i sogni si ammalano e dopo poco ci abbandonano, lasciandoci senza l’orizzonte verso il quale camminare.