Macondo e dintorni

18 aprile 1998 – Paderno del Grappa. Treviso. Scorrendo le pagine del diario di un remoto istituto tra le montagne, trovo una vecchia intervista condotta da Matteo Grandese al professor Farinelli dal titolo corroso: far cadere il muro. E dietro il muro la pazienza di chi ha coltivato l’orto; ed ha preparato il pranzo con gli amici con le punte di garofano, la salvia ed il rosmarino; il basilico e festeggia con l’elleboro la pazzia di aver sconfinato senza precipitare nel baratro.

19 aprile 1998 – Thiene (Vi). Festa de Il Piccolo Missionario. Ho un vago ricordo di quando leggevo la piccola rivista, che faceva allora concorrenza al Vittorioso, al Monello. Ora l’avevo persa di vista e me la ritrovo tra le foglie fragili della cronaca. picciolo picciolo direbbe Pirandello.

22 aprile 1998 – Resana (Tv). È un paese vicino a Castelfranco, la patria del Giorgione. Amor sacro e amor profano, che si copre pudico con la mano. A sera dopo cena una riunione indetta da Stocco Fausto per mettere insieme tutte le associazioni di volontariato della zona in una grande festa che si terrà verso la fine di Giugno. Un’impresa. Quando Ulisse si avventurò nel mar Egeo non sapeva cosa lo aspettava. Il gruppo che si incontra nel centro sociale di Resana è cospicuo, rappresenta molte associazioni locali; le domande vertono sul perché della festa e a che scopo; con quale identità, e continuità. Le risposte: farsi conoscere; uscire allo scoperto; avere una funzione sociale; è stata invitata anche una trombetta che declami le bellezze della festa, e la loro imprevedibile folgorazione. Tutto bene. Fausto ha ripetuto, ripreso, riemerso dalle sue carte e dal suo entusiasmo il progetto e le speranze. All’incontro era presente anche il cronista improprio.

25 aprile 1998 – Auronzo (Bl). La Parrocchia di San Carlo di Padova invita Giuseppe a tenere un ritiro di due giorni. Gli esercizi hanno una funzione preparatoria atletica; i momenti di esercitazione e sforzo sono di vario genere. Le controindicazioni a tale allenamento è la vanità.

1 maggio 1998 – Viareggio. Convegno dei preti operai. Se il seme non cade per terra e non muore non porta frutto. Non che sia verso l’estinzione; anzi il suo significato assume forza nell’ambito della caduta della religione intesa come recinto privilegiato in cui Dio può essere gettonato, e si propone non dico all’inizio (ahi la presunzione) ma sulla scia di una religione che sia scelta di vita e proposta di speranza dell’uomo e di Dio.

5 maggio 1998 – Bassano del Grappa (Vi). Istituto Remondini. La responsabile del settore culturale Marina Capovilla e il preside prof. Davide Danielli hanno organizzato un incontro sul tema “Educare alla mondialità”. Sono utili in proposito alcuni editoriali di Cem Mondialità a firma di Arnaldo de Vidi che sviluppa tale pensiero. Protagonisti dell’incontro i ragazzi e il nostro Presidente, che partendo da vecchi filmati registrati nell’era d’oro delle video camere condotte da registi futuribili, ha presentato l’altra faccia della luna. Le nostre paure non nascono dal mistero nascosto dietro la pelle dei nostri simili sconosciuti. Il tremore nasce invece dall’inabilità alla responsabilità, la quale è frutto della scoperta di sé che si protende senza ramificarsi come la gramigna; ma per costruire un mondo dai linguaggi polifonici.
Mentre scrivo mi cadono sul capo le ciliege, le albicocche, le nespole cinesi; cadono perché sono mature e sono tante; e dicono che si muore di fame, perché siamo in troppi! Molti erano i ragazzi presenti.

8 maggio 1998 – Isola Vicentina. Provincia di Vicenza. Convegno sul volontariato, organizzato da Isola comunità solidale. Sono tre giornate di festa; con qualche momento di riflessione, sull’onda delle immagini, dei ricordi e dei contro campo, un po’ come nei film di Fellini quando nel bel mezzo ti si presenta un clown che ti fa tanto ridere da farti pensare. La festa aveva lo scopo di finanziare un progetto; ma anche di aprire al territorio la conoscenza di una realtà solidale, che ancora non trova uno sbocco politico; perché al di là degli umori può crescere una scelta che privilegi la relazione, invece della competizione; che dia spazio allo sviluppo umano e non solo alla crescita esponenziale. E che la festa continui. Alla festa era presente Giuseppe Stoppiglia come relatore padano metropolitano.

9 maggio 1998 – Marostica (Vi). Paese delle castagne e delle ciliegie; del torneo internazionale degli scacchi. Si è tenuto un convegno su Veneto, paese di emigranti e di immigrati. Osservavo il titolo e non capivo lo spostamento tra il participio presente, e il participio passato; che è un consolidato. Mi pareva più esatto dire: emigrati al passato, ed immigranti al presente, un fenomeno in moto.
Sette comuni con Marostica e varie associazioni del circondario hanno preparato la giornata intensa di incontri con le scuole al mattino e con i cittadini tutti al pomeriggio. C’è stata la proiezione di un documentario sulla emigrazione. Una tavola rotonda e dibattito; conduttore il fondatore di Macondo; partecipanti Paolo, Cecilia, Massimo, Gigi, Gore, Ayachi.
Nel pomeriggio introduce padre Roberto Zaupa; seguono i relatori: Tridente, Melandri, Menegatti, Bi Vincent, Ben Hmida.
Grande partecipazione al mattino; inferiore al pomeriggio. La giornata rientra nell’attività dei sette comuni “Paceinsieme”. La scoperta della diversità come veicolo di vita e di pace; oltre i recinti che impediscono ai bambini di raccogliere le ciliege che cadono dagli alberi che si alleggeriscono nel fruscio dei passeri e nella brezza della notte. Forse se ne cibano le streghe e i vampiri, per evitare pericolose infusioni nei servizi sanitari.

15 maggio 1998 – Venezia. Tessera. Arriva Maria dal Brasile. Biondi i capelli, occhi chiari. Passo navigante, dopo il lungo viaggio sui cieli dell’Atlantico. L’autista prende le valige e l’accompagna alla Ford Escort millesei, annata da revisione. Vedere i cieli tersi tra mare e terra; sentire i profumi di primavera. Ascoltare le voci che si confondono sui toni ma si ritrovano nella decodificazione dell’umore italico. Sedere a tavola nella fragranza del pane; e nell’odore acre del taleggio. E scoprire che l’Italia non è tutto, eppure ti manca tanto (quanto sta scritto sopra l’ho trovato nel taccuino di un vecchio navigatore, che amava le donne di fiori). Resterà per la festa e per i due matrimoni parentali dell’anno.

16 maggio 1998 – Taranto. E dici Angelica, e ti vengono incontro i giovani di Macondo. È stata una grande festa, in cui sono state coinvolte le scuole, gli alunni e gli insegnanti; ma anche la cittadinanza. La partecipazione è stata gioiosa. La comunicazione tra le persone; gli interventi dei relatori hanno raccolto il filo dei desideri e dei segnali (ne cito solo alcuni: Mario Bertin, Sandro Marescotti, Giuseppe Stoppiglia). Affascinante la relazione Per un umanesimo meticcio aperta da Mario, che mette in guardia dal pericolo dell’omologazione, nel processo di globalizzazione, in cui si parla una sola lingua: tecnica ed economica dell’inglese; ma si riprenda il dialogo tra le culture, e si riscopra il valore fondante della diversità, che costituisce l’uomo nel rapporto, e non nella quantità delle informazioni; seguiva poi il teatro di Pinocchio, in cui il pubblico veniva coinvolto dai burattini, dagli attori; la musica concludeva la grande giornata. Coinvolti responsabili di associazione, di parrocchia. Insomma si racconta che Taranto ormai superava la festa di Bassano, che pur si preannuncia dai toni enfatici. I centri si spostano; le periferie si animano. E soffia una brezza di mare; e dal monte fischia un vento che con sé porta petali di rosa. Sulla pelle rugosa degli umani spuntano tetra e pentaedri che brillano richiami dal capo ai piedi della penisola, isole comprese. Per ulteriori informazioni telefonare ad Angelica e giovani di Macondo, senza dimenticare il prefisso.

17 maggio 1998 – Ferrara. Redazione di Madrugada. Si allarga la redazione di Madrugada e si consolida nelle funzioni. I nuovi nomi sono Paola Stradi, Stefano Serato, Andrea Pase, Roberta Gianesin. La discussione verte sull’obiettivo primo di Madrugada, che è di formare il lettore alla mondialità. Poi passa alla volontà di dare una impostazione più omogenea, meno frammentaria alla rivista, con un servizio monografico di almeno dodici pagine che ogni volta, con articoli brevi illustri un tema, un soggetto.

23 maggio 1998 – Bassano del Grappa (Vi). Centro InformaGiovani. Conferenza stampa in preparazione della festa nazionale di Macondo. Erano presenti tre testate di giornali locali: La voce dei Berici; il Giornale di Vicenza, e il Gazzettino con Angelo, Alessandro e Chiara. Anche lo scorso anno siamo stati ospiti di InformaGiovani, uno spazio accogliente. Giuseppe ha presentato i relatori della tavola rotonda del mattino; soffermandosi sul significato educativo delle loro presenze; oltre che testimonianza di una resistenza che pullula ovunque nonostante la violenza aperta e subdola cui sono sottoposti uomini e donne; anche quest’anno al tavolo le presenze femminili sono di rilievo. Non sarà un dibattito ma un momento di ascolto della testimonianza. Rosalina, Khalida, Benito, José, Michele sono i nomi. Altri particolari puoi trovare tra gli arretrati dei quotidiani sopra citati. Erano presenti pure Alberto Bordignon, grande organizzatore della festa e dintorni, e Farinelli a bordo tavolo, in fondo per chi entra. Il sole sulle dieci; nuvole rade a quota duemila veloci come sparvieri.

27 maggio 1998 – Arrivano gli ospiti della festa nazionale: Rosalina Tuyuc dal Guatemala con il figlio Pablo ed una ragazza. Sono ospiti prima presso Renato, poi Giorgio e Sonia. Rosalina è deputata e leader del movimento delle donne e presidente dell’associazione delle vedove del Guatemala, moltissime purtroppo a causa dei lunghissimi trentasei anni di repressione in Guatemala.

28 maggio 1998 – Arriva dal Brasile José Trevisol, discendente di italiani emigrati in Brasile. Fa parte del gruppo dirigente del Movimento dei Sem Terra, costituito da circa cinque milioni di aderenti, che tentano di ritornare alla terra, da cui sono stati allontanati nel processo di industrializzazione e urbanesimo, nonché di uso esclusivo delle terre per la produzione di monocolture, come il caffè, il cotone, la canna, eccetera. Sarà ospite presso la famiglia De Bortoli Roberto e Ilenia.
Trevisol e Rosalina sono ricevuti dal Consiglio Comunale di Venezia. Hanno poi tenuto una conferenza stampa in cui hanno illustrato la funzione propositiva del Movimento dei Sem Terra; e il diritto alla denuncia ed alla indignazione da parte dei guatemaltechi. Sempre a Venezia hanno incontrato una classe di studenti di Treviso cui hanno comunicato con semplicità ed immediatezza le aspirazioni dei loro paesi.

29 maggio 1998 – Padova. Convegno di due giorni su La cooperazione decentrata cui partecipa anche la Rosalina Tuyuc. José invece si incontra con il CTM (commercio terzo mondo) e con i responsabili di Mani Tese coi quali il Movimento Sem Terra ha già un rapporto di collaborazione.

30 maggio 1998 – Arriva dall’Algeria Khalida Messaoudi accompagnata dalla Pia Ranzato che ha curato il libro pubblicato da Edizioni Lavoro e Macondo Libri, Con gli occhi della parola democrazia e resistenza in Algeria. Il libro raccoglie alcuni interventi e relazioni tenuti da Khalida in Italia. Deputata nel Parlamento algerino dal 1997, è stata condannata a morte dagli integralisti islamici. Per questo vive in una semi clandestinità.

31 maggio 1998 – Bassano del Grappa (Vi). Festa Nazionale. Tutti hanno tra le mani i pieghevoli viola, su cui emerge il fiore giallo della fantasia, cui non posso abbandonarmi per non bruciare quel poco di credibilità che ormai sfugge al cronista involontario. Il presidente di Macondo presenta il tema, il significato dell’incontro; il perché delle testimonianze. E di volta in volta presenta i relatori; chiamerà pure qualcuno sul palco a dare la sua testimonianza umana. Poi nella sala Da Ponte iniziano le testimonianze degli ospiti. Breve, ma intenso da parte di Rosalina il quadro sul Guatemala e la sua gente; il clima di paura e di sospetto in cui vive la popolazione, eppure profondo lo spirito di resistenza per costruire un tessuto democratico. La Comunità internazionale può aiutare il processo democratico, che punta al riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni, i Maya di ieri e di oggi espropriati di tutto, cui è rimasta solo la dignità di fare fronte al processo di eliminazione e omologazione.
Renato accompagna nella traduzione dallo spagnolo; la sala è accogliente, i posti a sedere quasi al completo. Sulla porta di ingresso la Bassano Tv ha intervistato Khalida. Intanto prende la parola José dai capelli biondi e gli occhi chiari; ma sono evidenti nel suo aspetto i segni di una terra e di un costume che è brasiliano: l’immediatezza, l’impeto e la dolcezza. Parla a voce alta e denuncia l’ingiustizia perpetrata su di popolo condannato a vivere ai margini della sua terra, proprietà ingiustificata di pochi, che non la coltivano; proprietari di carta, e pistoleros, che la legge difende; quella dell’ordine. Una terra vasta come un continente; ricca di vita e di materie prime, che rifiuta il degrado della sperequazione e propone una convivenza di pace e giustizia.
Battimani. Ora il presidente presenta l’algerina. I capelli rossi, la voce chiara, lo sguardo sicuro; forte e risoluta come il popolo berbero cui appartiene. Da cui proveniva pure sant’Agostino e Tertulliano. Tutti conosciamo la tragedia dell’Algeria; e qualcuno ricorda la fatica con cui negli anni sessanta si era liberata dal dominio francese. Ora è accesa la lotta per il potere tra il partito di governo e gli integralisti islamici. Khalida fa parte di un partito che condanna le stragi degli integralisti, ma critica il governo nella gestione del potere. In particolare lei segue il Movimento di liberazione della donna, che in Algeria, anche a causa di una condiscendenza per il partito islamico, è tenuta in uno stato di inferiorità. Il suo lavoro è dunque insieme politico e culturale; una lotta all’interno delle istituzioni, ma anche un percorso di riscoperta della donna e della sua dignità, anche a partire dalla cultura islamica. François accompagna nella traduzione Khalida dal linguaggio immediato e travolgente, e che mette in difficoltà il traduttore che insieme deve trasporre in lingua e tenere il filo invisibile dello spirito che traspare sugli occhi e si camuffa nel suono dell’idioma algerino. Scivola sulla pedana di centro il cine operatore malpagato che riprende immagini e suoni; indietreggia e saltella. Ora il testimone passa a Michele del Gaudio, giudice di Salerno; cui non bastano le condanne come trofei di guerra; quello da costruire è la coscienza della legalità. Questo sarà un processo educativo che potrà costituirsi nel rapporto coi giovani, nel contatto con le istituzioni educative. Alla ricerca quindi di una risposta vera, anche se non ultima; oltre il ruolo ed all’interno di una cultura umana in cui la persona è l’assoluto.
Prende la parola Benito Boschetto, ex direttore alla borsa di Milano. Affronta il rapporto tra economia e politica; passa attraverso le mutazioni della globalizzazione; coi suoi miti e coi suoi inganni. L’ora ormai è avanzata; chi non ha prenotato il pasto dovrà farsela direttamente coi cuochi. Benito procede sui processi; avanza ipotesi, propone una coscienza non succube (termine complicato dalla coniugazione impropria del succubì, succubò del caro Totò) del processo economico; perché l’economia non è una scienza astratta, ma uno strumento che ha da servire alla liberazione degli uomini; non un inciampo in cui battono la testa i “meno intraprendenti”, che sono la maggioranza.
Dietro la schiena dei testimoni cala il grande striscione che i giovani di Macondo hanno allestito con il tema a caratteri cubitali, che trovi scritto a chiocciola sul fiore giallo del pieghevole viola: “Possono tagliare…” con quel che segue. Poi cala anche il sipario bianco, perché l’operatore cinematografico sta allestendo la sala per la proiezione del pomeriggio. Dobbiamo lasciare la sala. Ora il pubblico applaude sul palco. Molti s’avvicinano ai relatori per vederli, per toccarli; per sentire che ci sono ancora uomini e donne che hanno la forza interiore di resistere al fuoco e all’indifferenza.
Segue il pranzo; servizio velocissimo, ma sostanzioso; non avrebbe certo sfamato Morgante il gigante, ma non di solo pane vive l’uomo. Intanto nella palestra i banchi, gli stand delle associazioni raccoglievano fiumi di gente e distribuivano fumetti di informazioni; e ricevevano oboli di carta e distribuivano vapori di incenso, corone di madreperla; libri bianchi e libri variopinti. Croste d’autore, crostate di casalinghe; effluvi, e catinelle di pinga, ponga, e limoni verdi, non fritti, con zucchero di canna, o di bietola, bianco e cristallino. Voci sussurranti, mimiche informative e beneauguranti. Volti atteggiati al sorriso, alla riflessione, all’ascolto, al dibattito; alla battuta cordiale, popolaresca, burlesca, simpatizzante. Insomma un incrocio di passi e di sussulti; di informazioni e di passaparola. Fuori della palestra la musica ultima batte il ritmo che si trasmette alle pareti ed ai laminati. Non c’è il sole e questo attutisce il calore che sicuramente sarebbe soffocante in questo spazio pur ampio, ma affollato. Il Centro Giovanile di Bassano ci ha accolto generosamente nei suoi spazi; ha accolto con simpatia le nostre attività. Nuova esperienza per noi, ma sicuramente positiva. Grazie! Numerose le presenze alla festa; macchine ovunque nelle vie adiacenti; nella piazzetta delle poste le macchine erano ammonticchiate fino a quattro, cinque strati; con l’impegno ciclopico di chi doveva salire al sesto strato e prendersi il camioncino familiare, per tornare a casa; ma chi ci voleva più tornare, a casa?. Sono state bevute tre cisterne d’acqua; la quarta non era potabile. Due tini di vino, uno fermo, l’altro in ebollizione; una carretta di maccheroni; due buoi: uno olandese a macchie grandi, l’altro muschiato. Maiali, scolopendre; patate farcite; un torrente di birra, due ruscelli di coca. Il conto su Visa, che paghi alla fonte, in ritardo.

2 giugno 1998 – Abano Terme (Pd). Chiude la fatica della serie di conferenze aperta a febbraio con Emergenza Chiapas, oggi conclusa da don Albino Bizzotto impegnato sul tema Diritto alla speranza: un cammino difficile verso la pace. Tutti conoscono don Albino, fondatore dei Beati i costruttori di pace. La sua relazione diventa una testimonianza di vita, esperienza concreta dai luoghi di guerra. Il gruppo di Padova ha celebrato in questo modo l’anniversario della carta dei diritti dell’uomo, usando comunque un termine provocatorio, Utopia, l’utopia dei diritti.

5 giugno 1998 – Sarzano (Rovigo). Giuseppe parla su Come incontrare i giovani; molti parlano dei giovani, dei loro comportamenti; ma su quale sentire e quali codici bisogna interpretare per entrare in rapporto con loro, affinché le riflessioni non siano bordate o fischi a mezz’aria che giudicano, senza comprendere? A questa domanda non ha dato risposta, cercando invece il filo di congiunzione nella disponibilità al rapporto e nell’ascolto da parte dell’adulto.

6 giugno 1998 – Bergantino (Rovigo). Si è allestita una mostra, e si è tenuto un incontro sulla educazione alla “donazione” di organi, del sangue e del midollo. Nella sala parrocchiale un centinaio di persone costituite da quanti hanno donato oppure ricevuto. Stoppiglia ha sviluppato una relazione sul tema: Donazione: impegno e gioia.

8 giugno 1998 – Borso del Grappa (Tv). Finale e premiazione del torneo calcistico “Macondo” che ha anticipato e seguito la festa nazionale. Sugli spalti una tifoseria acclamante; sulla pedana i vincitori ricevono gli applausi e il meritato premio dalle mani del presidente di Macondo, che ha seguito le partite più emozionanti; e si congratula con Alberton Bordignon che ha allestito il torneo, e ne ha seguito le fasi programmatiche con l’equilibrio dell’infiammare senza mettere a ferro e fuoco.

13 giugno 1998 – Pove del Grappa (Vi). Scene da un matrimonio. Baldassare e Chiara salutano gli amici ed i parenti che sono nella navata grande e unica della chiesa di san Vigilio. Il celebrante invita i presenti a parlare durante la omelia; salgono parenti ed amici, tra sussulti e prorompere di parole ed effusioni. Canta il coro; il maestro Giorgio batte il tempo e svirgola sui nasi dei cantori. Fremono i muri della chiesa antichi; ma non ci sono rischi di crollo. Sulla piazzetta antistante un furgone biposto, con salotto retrostante accoglie gli sposi tra applausi, campanelli, clacson, sorprese, e rallegramenti. Telereporter, fotografi ad ogni gesto, ad ogni sbandamento, ad ogni fremito; tutto compreso, Iva inclusa. Gli sposi emozionati prima e dopo la cerimonia contenuta nei centodieci minuti e qualche spicciolo di riserva. Le nozze di Pove si sono protratte oltre la mezzanotte, perché non cali la notte sul velo della sposa e la luce del giorno sorprenda in piedi lo sposo. Ritmi nostrani ed esotici, brasiliani e spagnoli, italiani hanno smosso cavalieri e dame, longilinei e brevilinei, grassocci e scavati da diete monastiche, bufali gazzelle e qualche piccolo pachiderma da cortile; gli altri in piedi a guardare.

15 giugno 1998 – Venezia. Maria parte per il Brasile passando per Roma. Tiene nella tasca un libro; nella borsa i ricordi dell’Italia e qualche spicciolo. Prepara la casa per quanti arriveranno a luglio.

20 giugno 1998 – Pove del Grappa (Vi). Si riunisce la segreteria di Macondo. Mancano Monica e Giampaolo per impegni di famiglia; e la famiglia è un pilastro. All’ordine del giorno: la verifica (non organizzativa) della festa nazionale di Macondo. I campi scuola dell’estate. Il coordinamento nazionale: il luogo sarà Pove del Grappa; la data è fissata per la fine di ottobre dalle ore 10.00 alle ore 17.00. I viaggi in America Latina. Anche Stefano Benacchio andrà in Brasile e visiterà in particolare il sud del Brasile. Apre i lavori Giuseppe, chiude Gianni. Erano presenti anche alcuni ospiti non paganti, con diritto di parola. Particolare attenzione alla festa e le sue priorità: la testimonianza del mattino e la socializzazione dei soci di Macondo. Inoltre il calendario dei campi scuola.

21 giugno 1998 – Resana (Tv). Piccolo centro vicino a Castelfranco, terra del Giorgione. Da tre giorni si svolge l’incontro e la festa delle associazioni non profit della zona. Fausto Stocco del gruppo Scout di Resana, e socio di Macondo, ha lanciato l’idea alle associazioni di mostrarsi insieme in pubblico, per essere conosciuti e per confrontarsi con il sociale ed il politico. Molte le associazioni presenti. Ci sono stati momenti di festa e spazi di confronto con gruppi persone e nomi di spicco. Frequentata la tavola rotonda delle ore 18.00; vi partecipava don Ciotti, don Albanesi, Gianfranco Bettin, vicesindaco di Venezia, Vera Slepoj, Felice Casson e il professor Enzo Guidotto su Giustizia – Ingiustizia cui si può far fronte attraverso la denuncia, doverosa, anche se rompe con le alleanze di potere; e attraverso il rapporto e l’accoglienza dell’altro. Introduceva e accompagnava i relatori con domande e provocazioni Giuseppe Stoppiglia.
Un grande tendone della capienza di milleseicento persone ha dato spazio al concerto, al teatro ed al cabaret. In alto stretti stretti ci stavano anche gli angeli di seconda classe, che non aveva strappato il biglietto di prevendita. C’era la tavola di Macondo carica di libri e di idee; Patrizia, Diego, Stefano e Cecilia dietro il banco, senza barricarsi.

23 giugno 1998 – Vicenza. Arriva da Parigi Juliana Pinto, figlia di Lucio Flavio che abbiamo avuto ospite lo scorso anno alla festa nazionale, ed ha ricevuto il premio a Roma “Colombe per la pace”. Si fermerà in Italia presso gli amici di Macondo per tutta l’estate.

26 giugno 1998 – A Como, Giuseppe Stoppiglia parla ad un gruppo di militanti sindacali su Globalizzazione: risorsa o rapina. Tutti ricordano “Il grande Dittatore” che si passava sul naso e sul culo il grande globo mappamondo; forse metafora di un mondo che si può dominare; ma basta niente, la percezione dell’umano contenuto nell’ironia di Charlot per forse…

Gaetano Farinelli
Insegnante di lettere
al liceo scientifico.
Componente la redazione
di Madrugada.
Risiede a Pove del Grappa