Macondo e dintorni

5 novembre 1998 – San Zeno di Cassola (Vi). Si inaugura l’anno accademico della Fondazione “Etica ed Economia”. Accanto all’attività accademica è interessante la proposta che il direttore Tullio Chiminazzo conduce: quello di dare una professionalità imprenditoriale a giovani e ragazze provenienti dall’Africa, dall’Europa dell’Est, e dall’Italia meridionale; di offrire loro l’opportunità di aprire un’attività nella loro terra confacente alle capacità e risorse locali. L’aula dell’incontro era gremita di giovani; ed erano presenti anche gli ospiti malgasci giunti da poco in Italia, ed ospiti nella casa della fondazione.

6 novembre 1998 – Giuseppe Stoppiglia si incontra con alcune classi del liceo Brocchi di Bassano sul tema del “Rapporto Nord e Sud”. Ai ragazzi ancora giovani all’inizio del loro percorso superiore Giuseppe ha proiettato le immagini scarne della favela, il linguaggio della povertà, che la miseria tenta di rendere opaco, muto. I ragazzi sono stati attenti e dalle domande si evinceva la loro brama di sapere, di capire e di modificare.

8 novembre 1998 – Pove del Grappa. Coordinamento Nazionale di macondo. Una lettera scritta dal Presidente ed inviata tempestivamente ha già illustrato i lavori di quella giornata memorabile. Era forse l’ultima giornata calda, che ci ha permesso di mangiare all’aperto, perché la sala in fondo non poteva contenere tutti. Come erano accoglienti le persone che si muovevano nella balena Macondo, che poi ci ributta nel mondo in pericolo come gli altri a galleggiare. Forse con un piccolo salvagente e gli appunti sbiaditi dalla pioggia e dalla nebbia.
Erano in tanti e di tutte le età; non per rappresentare le generazioni; ma perché presenti fossero le esperienze fatte in un anno, e le prospettive. C’erano rappresentanti di gruppi locali; e persone singole. Sono state elencate le attività; ma anche il lento maturare del gruppo all’interno del territorio; e la difficoltà di alcuni a vedere spiragli in cui inserirsi; ma insieme la volontà di non demordere.
Giuseppe concludeva invitando a pensare in grande; oltre il proprio orto, per evitare il declino che preme sull’occidente, di cui forse facciamo parte anche noi; senza divenire le Geremiadi che da lontani esili innalzano lamenti e vituperi; ma avanzando nel campo della conoscenza che sa quanto sia lungo il percorso delle cose concrete che rispondano alle esigenze; e quanto facile il vortice delle chiacchere che richiamano sempre e solo al calendario delle attività.

10 novembre 1998 – Valdobbiadene (Tv). Sulla strada del vino, non ricordo se nero, se bianco. L’oratore non s’era fermato nelle osterie. Ed incontrava un gruppo folto di ragazzi dai quattordici ai diciotto anni, vivaci; non è facile parlare ai ragazzi di quell’età: alzano il muro dei folletti, se non entri in sintonia, in simpatia. Ma anche la simpatia è una nube che porta il vento, e copre il filo del colloquio. Giuseppe ha affrontato il tema di “Uno sguardo al mondo, nei rapporti Nord e Sud…”, con quel suo modo drammatico ed irridente, provocatorio; intanto ballava sul culo di Charlot il mondo, rotondo, pericolante; ed era difficile tenere e rattenere il mondo in equilibrio che scivolava giù in basso e l’attenzione dei ragazzi. Credo, almeno questo sta scritto nell’intertesto, che qualcuno abbia osannato all’anarchia; qualcuno bofonchiato ai paradossi; ma poi sul oceano pacifico è calata la calma piatta delle bufere desertiche. E sugli orecchi dove spuntavano orecchini di vetro e di metallo soffiava il vento della sommossa, della riscossa e dell’ammutinamento….non sappiamo bene se a ridosso dell’oratore o contro le multinazionali.

13 novembre 1998 – Carpineti. Funerale della mamma di padre Umberto Scalabrini, che molti hanno incontrato in Brasile, a Rio Branco e magari assieme a lui si sono inoltrati nella foresta amazzonica. Daniela ricorda una notte di luna, e padre Umberto che svegliava i dormienti per mostrare loro quanto fosse vicina la sentinella della notte, la dea dei boschi. Ora padre Umberto fa servizio al santuario della Madonna della Ghiara a Reggio Emilia.

14 novembre 1998 – Ancona. È una giornata fredda. C’è vento e piove a tratti. La chiesa è vuota. La comunità cristiana cammina per le vie di Ancona ad ascoltare la Missione popolare. Quale sarà l’annuncio nel gorgo dei mille annunci pubblicitari? Silvia figlia di Tonino e Patrizia ultima di quattro figli, si accosta al fonte battesimale. Giuseppe parla dei simboli che hanno perso significato nella società informatica ed un poco nevrotica; parla del loro significato che si perde o svanisce fuori della memoria. Silvia io ti battezzo. Tonino e Patrizia sono contenti; le due sorelline s’avvicinano e guardano assieme a Gabriele e sono felici. Piange Silvia. Gli amici la consolano e poi di corsa a casa.

17 novembre 1998 – Roma. Giuseppe viaggia per l’Urbe e si sofferma nei dintorni assieme a Mario Bertin per cercare uno spazio disponibile e comodo per fare il campo estivo del 1999. Ultimo del millennio. Le caratteristiche non sono segnate dal libro di Nostradamus, ma dovrebbero risultare quelle dello spazio per l’incontro assembleare, dei piccoli gruppi di lavoro; e di uno spazio aperto sulla natura, che addolcisce l’animo e dispone all’ascolto.

20 novembre 1998 – Padova. La parrocchia di San Carlo invita Giuseppe Stoppiglia a parlare della paternità di Dio. Dio signore, Dio padre; a qualcuno può ricordare il film padre padrone, espressione che indica un dominio completo dell’uomo sull’uomo; negli affetti e nella proprietà; che scatena la violenza, che arma il figlio contro il padre; per questo la paternità di Dio va scoperta nella parola di Dio (vedi la parabola del figliuol prodigo), ma va pure coniugata nella storia dell’uomo, per non essere astratta, o per non divenire imprecazione e bestemmia. Alla conversazione era presente un pubblico numeroso ed attento che già conosceva l’oratore.

21 novembre 1998 – Marostica. Funerale della mamma di Carlo Maroso. Arcangela è partita dopo un lungo periodo di malattia e di grande sofferenza, sopportata con pazienza, con la fermezza che non è sgarbo, e con un pudore che rende umano anche il dolore. Era una giornata fredda pur col sole che tentava di riscaldare il volto ed il cuore degli uomini. All’ombra l’aria era gelida. E acuiva la sensibilità ed il tormento. Alla messa di commiato erano presenti molti amici ed amiche; è piacevole nel momento del dolore sentire la solidarietà di chi percorre la stessa strada.

30 novembre 1998 – Bassano del Grappa (Vi). François Turcotte al Liceo Scientifico Da Ponte organizza un incontro tra Giuseppe ed alcune classi sul tema “Rapporto Nord e Sud” del Mondo. I ragazzi seguono con interesse il filmato e le parole di Giuseppe; grazie anche al lavoro di preparazione di François, docente di storia e filosofia nelle singole classi; perché il seme non trovi un campo sterile, e l’orecchio sia abituato al linguaggio della solidarietà.

4 dicembre 1998 – Deserto d’Este. Non so se il paese sia sorto in Avvento; e se il protettore sia San Giovanni od un santo eremita. Don Gianni Gambin ed il comitato pastorale hanno invitato Giuseppe Stoppiglia a parlare di “Educazione alla fede”. L’incontro doveva tenersi in altra data; ma il relatore era rimasto vittima dell’australiana. E dunque solo oggi si affronta l’argomento mobile in quanto si sposta sul moto a luogo; spostamento dunque, movimento, che ben rappresenta la dinamica della responsabilità; che è un muoversi gratuito da se stesso per andare verso l’altro; un altro che ti coinvolge nelle sue scelte assolute, e gratuite insieme; al di là della norma, ma non contro la norma. Voce di colui che grida nel Deserto; fecondo!

5 dicembre 1998 – Castelcucco (Tv). Nomi fantastici e paesani costellano questo territorio; Monfumo, Tomba, Crespano, Semonzo, Asolo, Maser, Mason, Castello di Godego. Era una sera fredda; in una grande sala del centro civico, che gentilmente il comune ha concesso al gruppo della San Martino che risponde alle denominazioni di Sonia, Ivana, Chiara, Ilenia, Giorgio, Roberto, Baldassare, Andrea, subentrati ai benemeriti Andrea e Andrea, che si erano incontrati con Suor Adima e Roberto dos Santos nel pomeriggio, a Pove assieme ai padrini e alle madrine delle Adozioni a Distanza; dicevo dunque che a Castelcucco Suor Adima e Roberto hanno parlato nel mezzo della festa, nella pausa del pasto, quando ancora non fremevano la chitarra e il basso, la batteria non ritmava sulle note della tastiera (un complesso vero e proprio ) e il cantore non alzava voce e petto verso il soffitto basso, e ripercuotendosi sui volti e nei timpani degli astanti (la voce naturalmente), agli invitati raccontando dell’associazione san Martino, dell’attività svolta, dell’importanza della solidarietà e della sensibilità, per portare avanti la loro attività rivolta (quella della san Martino) ai bambini ed alle bambine di strada. Alla Festa sono passate almeno centocinquanta persone: pane vino salame formaggio birra aranciata a volontà, con offerta volontaria. Alcuni hanno ballato, altri ascoltato, altri mangiato: tutti volentieri. Anche le offerte si sa che si fanno volentieri, o per lo meno si ricevono con rispetto.

6 dicembre 1998 – Treste Conca sull’Altipiano di Asiago. Chi avesse voluto sentir parlare di libertà ne parlava a tempo determinato nel ritiro Giuseppe tra gli animatori di San Carlo patrono di una parrocchia di Padova; l’oratore non parlava della libertà illuministica, grande conquista sul limitare del feudalesimo, ma di una libertà civile politica, che si nutre nella relazione, che diviene liberazione, per non cadere nel narcisismo che restaura castelli antichi di favole lusinghiere e si annoia della fame quando questa non è più spettacolo.

9 dicembre 1998 – Cornuda (Tv). Dietro invito di Maurizio Giuseppe parla ai giovani di azione cattolica su “Interculturalità”; se la cultura sia un limite o una risorsa lo scrive anche De Vidi dentro il guscio di Madrugada trentadue; quale possa essere l’esito dei rapporti culturali nel villaggio globale, lo scrive Mario in Umanesimo Meticcio allo stesso numero; e ne scriveva pure Giuseppe nelle colonne accanto; Ma tu leggi Madrugada, amico lettore, paziente fuori misura? Di quelle cose conversava giuseppe coi giovani di Cornuda.

12 dicembre 1998 – Lonigo (Vi). Villa San Fermo. Staff formazione. Meraviglioso il posto, ed invidiabile per chi cammina in mezzo al traffico e non sa dove mettere i piedi. In quanti fossimo e per quanto tempo abbiamo lavorato è semplice da dire; perché c’erano quanti erano già stati interessati direttamente alla formazione; e i tempi erano pieni; solo le pause per i pasti a scandire il tempo simpatico ed esuberante. Si sono individuati i temi prima e sui temi i percorsi; ogni campo avrà le sue caratteristiche, anche perché si va formando una piccola tradizione; o meglio un piccolo tesoro dal quale ciascuno attinge, senza dimenticare l’altro che ancora porta lo zaino. A parte saranno segnalati i calendari, i luoghi e le modalità di accesso.

13 dicembre 1998 – Lonigo (Vi). Mentre terminava l’incontro dei formatori, Giuseppe il presidente partiva per Pezzoli a celebrare una messa con gli amici di don Giuliano in preparazione del Natale; che diventava anche l’occasione per riprendere i contatti con il procuratore di Palermo Caselli, ed invitarlo a breve a Bassano a parlare di speranza e di legalità intesa come servizio all’interno della società.

14 dicembre 1998 – Vicenza. Il Coordinamento delle associazioni di Volontariato del comune di Vicenza, guidato da Mario Cantarelli si trova a riflettere sulle situazioni di sofferenza nel Centro e Sud America. Stoppiglia introduce sul Movimento dei Sem Terra in Brasile; e spiega come sia nato, ed in quale direzione si stia muovendo. Nelle grandi accolte, nelle lunghe processioni religiose e civili; nella occupazione delle terre; nella pressione sociale su governo e partiti. A passo di danza, con la dignità dei popoli antichi e la forza prorompente di un popolo giovane.

16 dicembre 1998 – Pove del Grappa (Vi). Carmine di Sante conosciuto tra gli amici per il suo libro titolato “Responsabilità” si è fermato di passaggio in sede; un’occasione per parlare della sua attività; della sua vita ricca di incontri; di una cultura che attinge dal grande “Libro”, che diventa riflessione sui nostri gesti e sui nostri atteggiamenti.

17 dicembre 1998 – Montegrotto Terme (Pd). Giuseppe parla ai giovani di Azione Cattolica su “Cristiani e impegno sociale”. Argomento interessante, stimolante, pericoloso; stimolante perché mette al vaglio la nostra fede; pericoloso perché qualcuno potrebbe insospettirsi per afrore di laicismo, di scarsa dimensione verticale. I giovani attenti prendevano appunti, per farne tesoro.

18 dicembre 1998 – Piovene Rocchette (Vi). Incontro di Giuseppe e Gaetano con un gruppo di coppie, che fanno capo a Daniela e Bertilla. La conversazione si è protratta a lungo sulla preghiera, i sacramenti, l’educazione alla fede. E si intercalavano i rosari, i lamenti infuocati, le parole senza suono, il brusio della resistenza, la ricerca di un assoluto che mai riesci ad afferrare, neppure con l’antenna parabolica, o nella pubblicità di prima serata. Cadevano dal cielo le stelle, e le pive fremevano per suonare la notte di Natale. Passavano sul tavolo le dolci vivande accompagnate dal vino dei colli.

19 dicembre 1998 – Pove del Grappa (Vi). Nella sede di Macondo. Verifica dei viaggi in Brasile, Messico, Bolivia, Argentina. Su di una serie di domande molto semplice si è aperta la riflessione sugli itinerari e sul loro senso; sulla ricchezza dell’incontro; e sul maturare della personalità fuori del proprio campo visivo e residenziale. Erano presenti in ventiquattro.

20 dicembre 1998 – Un gruppo di amici e coppie di Loreggia (Pd) si ritrovano per una giornata nella sede di Macondo per riflettere sul senso di alcune letture che riguardano le guarigioni del Maestro; quale simbolo si nasconda sotto di esse, o se sia semplicemente un miracolo che anticipa la medicina; o forse la volontà ferma di non cedere al male da qualunque parte si muova o comunque si manifesti; queste e altre domande passavano sotto la luce del neon, come un allegro rompicapo, che non cessa mai di indagare.

22 dicembre 1998 – Ferrara. Don Tollini un nostro caro amico al compimento dell’età canonica si ritira dal servizio parrocchiale alla Madonna del Perpetuo Soccorso. Una vita intensa e libera; che ha puntato sui valori senza dimenticare il terreno della vita; ed il flusso vitale della natura. Mentre gli angeli si preparano ad approdare sulla grotta, don Piero continua la sua strada di annuncio di giustizia e di pace; perché quello non può tacere mai. Alla festa dei saluti c’erano pure gli amici del gruppo “MEDICINE” che appoggia l’attività dei Meninos de Rua in Brasile.

28 dicembre 1998 – Schio (Vi). Nasce Mariasole; e nasce da Paola e Marco, felici di una bimba tanto bella. Hanno aspettato che passasse il Natale, per non approfittare della pubblicità del paradiso Lavazza. Tra neve pioggia vento uragani spunta sempre il sole; non beffardo, ma benevolo. Mariasole.
Reggio Emilia. Abbiamo incontrato Pippo Morelli. Le notizie date da Giuseppe nella lettera di gennaio penso siano sufficienti a descrivere la festa di quell’incontro: la trasparenza di quegli occhi, e la gioia di vedere gli amici; la tenerezza di stare insieme ricomponendo il passato e sfidando scherzosamente il futuro e l’impossibile. Con Pippo abbiamo incontrato Susi e Chiara con il suo bel bimbo.

31 dicembre 1998 – Verona. Chiesa di San Zeno. Si sposa Marta Viviani, forse approfittando di un giorno sicuramente libero di Gigi Viviani. Si illumina il portale di bronzo, e vedo una ad una le formelle. Quasi mi dimentico di entrare in chiesa; ma il fascino della sposa la vince. Così fuori dei botti si consuma l’anno. E la sposa accanto allo sposo sale sulla vettura e scompare dietro il calendario del 1999; che non è quello della Pirelli; e porta in prima pagina una storia tutta nostra, o forse non ancora…

2 gennaio 1999 – Pove del Grappa (Vi). Continuano ad arrivare persone nella sede di Macondo. Amici da tutta Italia. Ieri Mario e Benita; poi Ivo e Valentina, ospiti di Tomas e Chiara. Oggi arriva da Todi Amedeo, a noi inviato dall’amico e compagno Ulderico Sbarra.

5 gennaio 1999 – Pove del Grappa (Vi). Si riunisce lo staff del Corso di socio politica. All’incontro non erano presenti gli amici della Lega, perché stavano scrivendo un comunicato stampa, che sarebbe apparso quindici giorni dopo, senza firma, perché gli amici si erano stancati a produrre un documento tanto breve in sì lungo tempo. Baldassare, Enrico e Andrea assieme a Giuseppe danno gli ultimi ritocchi organizzativi, onde l’iniziativa riesca e serva a quanti vorranno frequentare. Sarà stampato un volantino e distribuito a quanti sono interessati e non soltanto in provincia.

10 gennaio 1999 – Pove del Grappa (Vi). Battesimo di Francesca Tasca Zanchetta. E ritrovo poi da Alessandro Cancian dal Monsignore. I bimbi si inseguono sotto i tavoli. Le mamme parlano pacifiche dei mille risvolti della cronaca familiare. I mariti discutono di sport e di politica; un pugno di uomini mangia in silenzio. La Francesca è un sogno di mamma e di papà il sorriso. I nonni fanno coro. I bimbi ora non si rincorrono più sotto la tavola; vorrebbero cavalcarla; ma sarebbe troppo. Un brindisi. Tintinnano i bicchieri e schizza il vino biondo.

11 gennaio 1999 – Comacchio (Fe). Funerale di Alberico Zanni, padre di Tonino, vecchio socio di Macondo, che ha frequentato la casa di Rio assieme alla moglie. Alberico, antico barbiere, all’angolo sotto la torre dell’orologio. Due porte a vetri; doppia fatica per il garzone la sera a chiudere le imposte. Un occhio al cliente; e nello specchio il riflesso del passeggio; la vita che passa e che mai non ritorna.

13 gennaio 1999 – Bologna. Giorgioni è morto; a dicembre era stato ricoverato all’ospedale; piano piano aveva allentato la mano; ed era caduto in un sonno profondo, da cui non s’è più svegliato. Nella chiesa piccola e fredda gli amici si stringono per salutarlo; per ritrovarsi ancora attorno a lui; gioviale Augusto. Poter parlare ancora con te del presente affannato; e del futuro da costruire. Sui volti tesi passa l’ombra della bara; e nessuno crede che possa contenere la tua morte.

15 gennaio 1999 – Bassano del Grappa (Vi). L’onore imprevisto dello schermo televisivo, a presentare il corso di socio politica tocca al presidente, che offre agli irradiati di Bassano le motivazioni del corso; un momento di riflessione, ed un’acquisizione degli strumenti adatti a costruire assieme la società, che dilegua come una sfinge nella complessità; e riemerge sullo specchio dei sassi che raccogli uno per uno sul sentiero, il tuo il nostro..

16 gennaio 1999 – Pove del Grappa (Vi). Sede di Macondo. Dopo l’onore delle cronache, il flusso dei fogli sulla lavagna a spiegare il significato delle parole elementari della politica: Giuseppe come primo relatore introduce il canto. Sono presenti quaranta corsisti; la sala non è gremita e la polizia è rimasta sul pianerottolo ad attendere la manifestazione, annunciata dal comunicato alla fine partorito, inviato e riscritto anche quindici giorni dopo, come esempio di scrittura in una società telematica. La televisione ha ripreso alcune fasi dell’apertura, irradiata poi in serata.

18 gennaio 1999 – Roma. Giuseppe incontra Yarona, che già conosciamo dal campo scuola di Auronzo; oltre al desiderio di mantenere i rapporti, avanza anche l’idea di aprire un rapporto con Israele, con qualcuno che faccia da tramite per conoscere questo popolo antico, che cerca la vita; e visita Vicovaro dove si terrà il campo scuola del Centro Italia. L’occasione ha propiziato anche l’incontro con Mario Bertin e Benita.

20 gennaio 1999 – Pove del Grappa. Visita in Sede di Ferrari, che accompagna un amico fotografo; abbiamo preso contatto in Brasile presso gli amici e associazioni per chiedere informazioni sullo sfruttamento del lavoro minorile, sul quale Francesco vorrebbe fare un servizio fotografico.

21 gennaio 1999 – Pove del Grappa. I ragazzi dell’Olivotti che vivono nelle comunità di Mira e di Pagnano hanno trascorso una giornata in sede assieme a Giuseppe: conversando, mangiando e seguendo qualche filmato. Gira ancora la pellicola di un certo Farinco, interessante, commovente. La giornata era nata da un impegno promessa di Giuseppe, che ha fatto con loro un corso di inserimento al lavoro. Sono passati come la brezza; si sentono ancora le loro voci; e si intravvedono le loro impronte leggere che la polvere non potrà coprire.

23 gennaio 1999 – San Zeno di Cassola (Vi). Riprende il corso di socio politica; sono presenti almeno quaranta persone, di cui trentasei corsisti, gli altri sono uditori. Parla Sergio Tanzarella, che ieri ha incontrato il Direttivo della FIM (Sindacato metalmeccanici) a Vicenza. Il tema: Che cos’è la Politica? viene affrontato a partire dal gruppo, in un elenco che si fa via via più definito; per poi consolidarsi nelle affermazioni di Sergio: per fare politica bisogna avere un animo libero, e coraggioso; conoscere la storia e la propria terra. Abbiamo dovuto spostare il corso, perché visto l’interesse suscitato in paese e l’afflusso di camionette e macchine, jeep e carri armati, abbiamo ritenuto insufficiente il piccolo posteggio davanti a casa; e ci siamo spostati in luogo idoneo agli atterraggi e al bando dei comunicati stampa tempestivi come la grandine d’estate.

25 gennaio 1999 – Bassano del Grappa (Vi). Nasce Chiara, figlia di Raffaella e di Alberto Bordignon, che ogni anno allestisce la Festa Incontro di Macondo. È una giornata fredda; altrove è scesa la nebbia; che si ris-chiara tra le braccia di mamma.

26 gennaio 1999 – Deserto (Pd). Vicino a Este, all’incrocio di strade che passano e non si fermano, neanche quando c’è nebbia, dopo aver vissuto gli ultimi suoi anni accanto al figlio, inviato dalla Provvidenza nella parrocchia di Deserto, alla presenza di almeno cinquanta preti, tante suore e la popolazione, che si mette in fondo, ma che sta alle radici della vita, Maria la mamma di don Gianni ha ricevuto il saluto di commiato prima di scendere nella fredda terra. Ora Gianni rimane a Deserto, solo come Giovanni del deserto. C’era anche il fratello missionario, e la sorella suora, che piangeva; perché anche a chi è consacrato resta uno spazio nel cuore per gli affetti; ed il giardino della solitudine, dove solo scende il piede di Dio.
Padola (Belluno). Al confine dell’Italia, dove arrivano solo le anime del purgatorio e la neve Giuseppe parla ad un gruppo di giovani che partecipano al Campo Scuola Filta su: Quale tipo di relazione e di valori in una società globalizzata?, che è un po’ come riprendere il filo di una storia intricata, che altri continua a raccontare come unica versione del grande cantastorie.

31 gennaio 1999 – Camposanpiero (Pd). Giuseppe parla ad un gruppo di animatori della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo sulla relazione e la comunicazione. Ci si parla per segni, ci si comunica per grida; ci si incontra al semaforo; si fa la fila al super enalotto; ma rimane la voglia di capire chi sia chi mi sta davanti; ed io chi sono.

4 febbraio 1999 – Pove del Grappa. Dopo tanti anni ci siamo rivisti con Pippo Balicchi. Crepita il legno sul focolare. Sui piatte fuma la polenta coi funghi; nel bicchiere gorgoglia un rosso di vino. Il tempo tradisce le immagini, che rimangono fisse solo nel cuore, e ci si ritrova a raccontare la storia là dove non era finita. Non si è più saggi di prima; e restano i sogni di sempre. Oltre il grigio degli anni.

6 febbraio 1999 – San Zeno di Cassola (Vi). Ospite e relatore al corso di socio politica il dottor Carmine Russo. Rivederlo vent’anni dopo, ed accorgermi che per lui il tempo è passato oltre senza lasciar traccia, mi ha fatto una impressione lieta. Ha parlato e conversato sulla Costituzione, i suoi valori, l’utopia che ancora contiene; anche se qualche ragazzo dice che noi siamo già oltre; e che gli eventi sono maturi per un nuovo codice genetico. La sera con il treno se n’è partito, mentre soffiava il vento di libeccio. Ci è mancata Barbara, che speriamo rivedere in altra occasione.

12-13 febbraio 1999 – In questi due giorni Macondo ha ricevuto un ospite d’eccezione, il procuratore di Palermo Giancarlo Caselli: è così che si aprono le grandi acclamazioni, e la folla applaudisce, nel fondono rullano i tamburi. Il procuratore era senza voce; quasi il simbolo di una verità che si fa strada pian piano; anche se il microfono aiuta a richiamare l’attenzione. Ci sono stati due incontri; il primo la sera del venerdì a San Zeno, nell’aula magna della scuola d’Impresa di Etica ed Economia, aperto alla cittadinanza; il secondo riservato agli studenti finalisti delle superiori a Bassano nel teatro Da Ponte.
Presentato sempre dal presidente dell’Associazione Macondo; attorniato da ospiti di riguardo (è la sorte degli uomini illustri) ha aperto la conversazione in diretta con il pubblico, rispondendo in maniera chiara e vivace alle domande dei presenti. Grande schieramento di polizia e carabinieri, ma tranquillità, anche se c’era un po’ di curiosità e meraviglia tra il pubblico. Perché lo Stato si sveglia dopo i morti; perché tanta importanza ai pentiti; come fare a resistere nella ricerca della legalità se altri sono sordi o avversi; quanto è vicino lo stato ai suoi magistrati; che c’entra la mafia con l’educazione dei giovani; quanto entra la informatica nella ricerca dei mafiosi? Tante domande cui il procuratore trascinando la voce rispondeva: che mafia significa anche regresso economico; e porta con sé disoccupazione; ed i primi sono i giovani a risentirne; e che cedere alla mafia significa ipotecare i propri diritti; e che lo stato ha emanato leggi che aiutano i magistrati nel lavoro che svolgono; e che la sensibilità della società scuote lo stato; non bisognerebbe certo aspettare la morte di qualcuno tenere alto il tono della lotta; la società deve coltivare sempre la legalità come un valore di progresso. Nella taverna di Battista e Giacomina assieme alla moglie Laura il procuratore Caselli ha consumato la cena a pane salame, crostoli, frittelle e buon vino. E fuori il vento soffiava e soffiava; sulla montagna cadeva la neve. Troppo breve il tempo tra noi; un battito d’ala, un soffio di… Ora mi strappano i fogli quelli della redazione; approfittano che mi manca la scorta.

Gaetano Farinelli
insegnante di lettere
al liceo scientifico.
Componente la redazione
di Madrugada.