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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Macondo e dintorni

di Farinelli Gaetano

8 febbraio 2014 – Cagliari. Siamo ospiti dell’architetto Gianquirico (Chicco) Corazza. Durante la cena con gli amici, Giuseppe racconta l’avventura di Macondo, i progetti, l’obiettivo costante che è l’incontro con l’altro e la relazione tra le culture, l’attenzione agli ultimi e all’infanzia abbandonata in particolare. Poi abbiamo colto l’occasione per conoscere e visitare la Sardegna, a partire dalla città e dintorni, fino ai nuraghi, che ci portano dentro una storia di quattromila anni fa, con l’ausilio del dottor Quirico come autista e guida.
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12 febbraio 2014 – Foligno (Pg). Giuseppe è invitato da Leonardo Pinna e dal C.S.I. a parlare ai giovani di Macondo e della sua filosofia. L’importanza dello sport come conquista dello spazio e non dei titoli, raggiungimento del proprio equilibrio e non solo dei primati competitivi. Lo sport come gioia di vivere e gara di incontro tra persone che amano la vita. Erano presenti anche le autorità del paese, in segno di riconoscimento della solerte attività di Leonardo Pinna, che festeggiava i suoi primi cinquant’anni.
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14 febbraio 2014 – Fellette di Romano d’Ezzelino (Vi). Gaetano incontra gli ospiti della Comunità di Villa Silenzi. Argomento la felicità: possibile? raggiungibile? La conversazione procede a fatica; l’argomento è astratto.
Non esiste la felicità; esistono uomini, donne felici o infelici. Il relatore sigla la conversazione con una citazione: la felicità è relazione con l’altro, con la diversità e sta nel volto e negli occhi di chi cammina sull’altra sponda della fatica e dell’emarginazione.
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24 febbraio 2014 – Bassano del Grappa (Vi). Il gruppo Adesso di Bassano ha organizzato un incontro al Ridotto Remondini, dietro il Bar Café, con il professor Ivo Lizzola su Lavoro e giovani, che apre la conversazione dicendo che il lavoro non è un valore in sé stesso, ma lo diventa quando è in funzione della persona; per questo anche un lavoro esecutivo, Macondo e dintorni Cronaca dalla sede nazionale o un lavoro che intacca la salute, se viene vissuto in funzione di un futuro dei propri figli o in funzione di una liberazione futura è pur esso un valore. Poi Ivo entra in argomento non tanto per lamentare la disoccupazione che c’è, o per raccontare i dati della crisi economica e politica, che occupa molti spazi della comunicazione attuale, ma per vedere quali sono le possibilità di lavoro oggi. Attraverso esempi, il professore mostra come ci si avvii verso un lavoro sociale e produttivo insieme; non si può pensare a una occupazione come prima, secondo i ritmi e i criteri del passato, ma occorre pensare e costruire una nuova relazione con il lavoro, progettato sulle regole e sulla creatività e che risponda a esigenze di servizio sociale.
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28 febbraio 2014 – Pove del Grappa (Vi). Funerale di Lina, moglie di D’Errico, che ha assistito la moglie giorno dopo giorno, fino alla fine. Ora lei si congeda da noi, ma rimane negli affetti e nella memoria. Officiava il funerale don Giuseppe; i nostri defunti sono i nostri santi protettori, essi ci vedono e ci conoscono: a volte li percepiamo, dentro moti e soprassalti impercettibili, poi cala il silenzio a preparare il nostro animo al mistero della vita.
Nel pomeriggio Gaetano incontra gli ospiti di Villa Silenzi e parla loro di spiritualità, che nasce nella relazione e dalla fiducia. La fede non è un salto nel buio, ma è affidarsi all’altro. Lo spirito dà il senso del limite, ma insieme ti mette a contatto con l’indicibile. Poi, nella foga, all’oratore sfugge una parola: l’affido è una scommessa e allora lo interrompe un ospite: se è scommessa, è rischio. E in fondo è pur vero. Affidarsi non è per avere un giorno il paradiso, ma per costruirlo già tra di noi. I nostri padri per noi hanno dato la vita e forse noi non abbiamo risposto alla loro fiducia. Forse dopo di noi qualcuno risponderà, se è vero che sempre il bene vince sul male.
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4 marzo 2014 – Pove del Grappa (Vi).
Funerale di Agostino Vivian. Aveva concluso la raccolta delle olive e lo aveva aggredito un dolore costante.
Giorno dopo giorno la malattia lo ha spento. Si è riempita la chiesa per l’ultimo saluto. Lo hanno sepolto accanto alla figlia Severina. I nostri morti sono i nostri santi. Parlano e non dicono parole. La loro voce si fa ogni giorno più fievole e si spegne con noi.
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6 marzo 2014 – Budrio (Bo). Teatrino della parrocchia di San Lorenzo. Padre Benito introduce la serata sul tema La nostalgia di Dio. La sala è gremita. Si alternano nella conversazione Gaetano e Giuseppe, che prendono spunto dal libretto di Pietro Barcellona, per poi addentrarsi nel mistero della ricerca di Dio e del senso della vita quotidiana.
Passano in rassegna i temi: la religione, la fede, la nostalgia del nostro breve passato, lo sbandamento, la tecnica e l’economia, il mercato, l’inquieta domanda di spiritualità dell’occidente; tante domande, tra le quali muoviamo i nostri passi incerti.
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12 marzo 2014 – Tesero, Val di Fiemme (Tn). Incontro di Giuseppe e Gaetano con alcune mamme, a ragionare di sacramenti e vita cristiana, di fede e di devozione, di catechismo e di annuncio del vangelo e della preparazione dei loro piccoli alla prima comunione.
La conversazione si fa animata quando si parla del percorso educativo dei nostri bambini verso la scoperta del Gesù dei vangeli, nell’alveo della tradizione parrocchiale, che le paure dell’ortodossia hanno spesso cristallizzato in formule perfette e inaccessibili.
Poi la cena in casa di Margherita ha riscaldato i cuori e lo spirito di quanti sono rimasti dopo la battaglia.
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15 marzo 2014 – Belluno, Cattedrale. Dalla porta centrale, in controluce, avanzano gli sposi Fulvio Cortese e Lucia: salutano, presentano gli ospiti della festa, elencano i testimoni laici ed ecclesiastici. Suona l’organo, vibrano le canne ad accompagnare le voci nei canti. Gli sposi prima e i sacerdoti poi rammentano le immagini, i simboli, la festa, i desideri e le aspirazioni del matrimonio. A conclusione, il sacerdote enuncia gli articoli di legge, mentre già sul frontone della cattedrale si assiepa la folla che attende sulla porta il volto raggiante degli sposi che l’acqua del cielo benedice assieme a una nube di riso bene augurante amore e abbondanza.
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17 marzo 2014 – Pove del Grappa (Vi), sede nazionale. Si riunisce il Comitato della festa nazionale. Si annunciano i temi, si fissano le date, si assegnano i ruoli. Si assaggiano i biscotti della nonna, il vino dei colli e ci si dà appuntamento di verifica dei compiti, per nuove opportunità o per improvvidi imprevisti.
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20 marzo 2014 – Pove del Grappa (Vi). Don Piero, non lo conosci? Parroco di un paese della Romagna solatia, dolce paese, San Giovanni in Marignano, dovresti conoscerlo: due battute e ti conquista con la sua ironia; siamo andati assieme al Corlo, ci sono un invaso e una diga; non conosci neanche il Corlo? A leggere la cronaca, a volte s’inciampa sull’ignoto. Don Piero, a settantacinque anni, ha dato le dimissioni dalla parrocchia, come d’ordinanza; adesso però la comunità lo trattiene, perché, vedi, le istituzioni hanno una loro logica, che è l’efficienza, ma la vita e il cuore, no.
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22 marzo 2014 – Ferrara. Tutti voi conoscete i nomi della redazione di Madrugada. Vengono da varie parti d’Italia: Roma, Milano, Padova, Bassano del Grappa. Si incontrano attorno a un tavolo, nel centro delle famiglie, all’Isola del Tesoro. Il coordinatore apre la seduta, invita i presenti a esporre le proposte e gli argomenti. Si evidenziano gli spigoli, si decantano le luci, si elencano le parole chiave, il volume delle voci s’ingrossa, si espande, si articola, s’inerpica, si attenua.
Si assegnano i compiti per casa, poi per coppie, a gruppetti, per singoli sciama sulle strade la redazione e si dà appuntamento per il semestre successivo. Qualcuno si ferma a mangiare un boccone, a bere un bicchiere e ad accendere un’amabile conversazione sulla politica, che si infiamma, brucia, si attenua e poi chiude sulla soglia dell’osteria in mille abbracci e arrivederci.
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1 aprile 2014 – Trento. Lucia Sansonne si laurea in lingue. Sono arrivate le amiche dal territorio di Vicenza, le zie, i parenti dalle Puglie, per festeggiare la laurea conquistata con forte determinazione, superando gli ostacoli montati dai datori di lavoro.
Lo studio invece le ha offerto l’opportunità di vivere e lavorare a Londra, che è diventata la sua seconda città di adozione. La corona d’alloro conclude un cammino e apre una nuova strada.
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5 aprile 2014 – Bazzano (Bo). Guido Patelli, ex operaio metallurgico alla Calzoni di Bologna, laureato in filosofia da operaio studente e Milvia salgono assieme ai figli, alla nipotina, ai parenti e amici al Castello di Serravalle per celebrare il matrimonio civile in una delle sedi del nuovo comprensorio comunale, che raccoglie cinque municipi. Poi gli sposi hanno ricevuto, nella chiesetta accanto, la benedizione del sacerdote. Gli sposi erano felici e contenti come due giovani innamorati, e se l’età soffia e s’increspa tra le pieghe del tempo, l’amore illumina gli occhi, il volto e brucia i navigli.
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5 aprile 2014 – Pove del Grappa (Vi).
Social Day, giornata di lavoro per la terza media di Pove. Sono arrivati in prima mattinata, accompagnati dai loro insegnanti; accolti nella sede di Macondo da Bertilla, Gianni e Battista, che hanno loro affidato attività varie: il riordino della sede, la sistemazione dei libri, la pulizia delle scale, il lavaggio delle auto con abbinamento fortuito/volontario di doccia senza shampoo di amici/amiche di classe.
Alla fine della mattinata l’associazione Macondo ha consegnato alla scuola un’offerta, a copertura del lavoro dei ragazzi e delle ragazze e a vantaggio dell’attività sociale del Social day, che finanzia alcuni progetti in Africa e America Latina.
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11 aprile 2014 – Bassano del Grappa (Vi), Vicolo Gamba, Bar Libri. Presentazione del libro Tre d’amore. Lo spazio è stretto, tra la strada e il bar, una saletta tra pareti cariche di libri; la gente si stringe nelle sedie, si fa piccola, per dare spazio agli altri, che arrivano numerosi per vedere e ascoltare. Al tavolo non sono più tre soltanto, Anna Trevisan, Giovanni Rattini, Paolo Meneghini, perché di solito qualcuno s’aggiunge a tavola e fanno cinque con Giuseppe e Gaetano. E sono tre racconti di umanità varia, attenti al sentire di chi non ha voce né ascolto.
Con una scrittura attenta alle pause, agli sguardi e alle parole, poche. Gli autori poi danno un’intervista per un programma in streaming e siedono a tavola per continuare con gli amici la conversazione.
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12 aprile 2014 – Tregnago (Vr). È un paese dell’interno, lontano dall’autostrada; ma ci sta gente buona. Siamo arrivati, Giuseppe e io, che era già ora di pranzo; c’erano Claudio Capozucca, la famiglia, gli amici, il fuoco nel camino, il vino in tavola, poi è arrivato il consigliere regionale (non faccio il nome per non dare spago alle invidie) Stefano Valdegamberi. In questi incontri non è facile distinguere il confine tra le voci e le parole, tra il vino e l’allegria, e intanto, dopo i primi convenevoli, la conversazione si è fatta franca, la critica del mondo passava anche attraverso la messa a fuoco dei nostri rapporti personali e la compagnia provvisoria diventava stima reciproca, che il vino riscalda.
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14 aprile 2014 – Padova. Alle prime luci dell’alba, circondata dalle figlie, si spegne Edgarda, madre di Mirca Minozzi, nostra cara amica, che ha fatto parte della Segreteria nazionale di Macondo. La primavera ci riporta nel ciclo della vita e della morte, nell’alternarsi delle generazioni, in un flusso misterioso senza fine, mani che salutano, piedi che corrono, braccia che si aprono per nuove vite.
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16 aprile 2014 – Pove del Grappa (Vi). Incontro con Antonio Cerqua e Mauro Pellegrino. Scambio di idee sui rapporti con l’estero, sui progetti a favore dell’infanzia e degli adolescenti; sul progetto riguardante i ragazzi che fanno un percorso educativo con il circo e nel circo: è un’idea dell’associazione Carretera Central, che organizza i Circo Festival nella città di Siena, cui hanno partecipato compagnie di circo provenienti dall’Italia, Argentina, Brasile e Palestina.
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20 aprile 2014 – Bassano del Grappa (Vi). Istituto Graziani. Pasqua di Resurrezione. Tutti i bambini sono saliti attorno alla mensa-altare; il coretto delle donne, guidate dal maestro Mirco alla tastiera, intonava i canti; i celebranti si alternavano nell’omelia: Maria Maddalena raccoglie le pecorelle del gregge smarrito, il regno di Dio è tra noi e la resurrezione ci appartiene nella vita oggi. I bambini aggiungevano qualche suggerimento di preghiera. Poi la folla si avvicinava all’altare per la comunione. In coda alla messa qualcuno partiva per non perdere il posto in tavola nel pranzo pasquale. Molti si incolonnavano a salutare i sacerdoti sulla porta. Defluivano intanto i carri fuori del parcheggio. L’orologio saldava i minuti restanti alle tredici sulla tavola già fumante di pasticcio e agnello. Buona Pasqua.
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26 aprile 2014 – Paese (Tv). Incontro con i bambini/bambine della prima comunione. Gaetano pone sulla tavola il pane e il vino, apre il libro dei canti, intona una canzone, poi un’altra. I bimbi ripetono, ricordano i loro nomi e il nome di Gesù. Giuseppe ricorda ai bimbi e ai genitori l’importanza emotiva e religiosa del momento, l’incontro con Gesù. Poi la maestra di canto riprende con i bambini e le bambine le canzoni della messa; si aggregano i genitori che vogliono accompagnare i figli all’altare nella grande chiesa in cima al paese di Semonzo.
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27 aprile 2014 – Verona. Un lungo viaggio sotto la pioggia ci attende oggi; batte lenta e poi cade a catinelle l’acqua dal cielo. Andiamo al monastero degli Stimmatini. Non conosciamo bene la località di destino.
Raccogliamo indicazioni di itinerario al telefono durante il viaggio. Passiamo per Quinto, Marzana e finalmente compare il monastero di Sezano. Nel grande prato pensile (?) inizia la celebrazione cosmica condotta da padre Matthew Fox. Si fa cerchio e si prega.
Poi si entra nella sala dell’eucarestia.
Silenzio e preghiera, invocazione e memoria di situazioni d’ingiustizia.
Poi invocazione dello spirito che entra nella grande assemblea in forma di donna giovane danzante, che tiene tra le mani un velo azzurro con il quale raccoglie e accompagna i fedeli all’uscita della grande sala. Poi l’assemblea fluisce nuovamente nel giardino sotto un cielo nuvoloso, che vede sciogliersi l’assemblea.
Nel pomeriggio si parte per Riccione, al Teatro del Mare, per la 52a recita de La fabbrica dei preti di e con Giuliana Musso; nel prologo l’attrice narra l’apertura del concilio Vaticano Secondo, seguono storie di seminario e dopo, raccontate da tre preti in una sola voce, accompagnata da musiche e dai silenzi, mentre sullo sfondo passano le immagini fotografiche di seminaristi. Nel finale del monologo sul palco una donna abbraccia la veste talare in segno di affetto e misericordia, e conclude lo spettacolo. Al termine, dopo un breve intervallo, due preti, protagonisti indiretti della commedia, raccontano e rispondono alle domande dell’attrice-autrice davanti agli spettatori che si sono attardati in platea, avvinti e incuriositi dalla storia. Molti gli amici che hanno partecipato allo spettacolo. I due preti sono stati poi ospiti in casa di don Pietro, cui li lega una lunga e preziosa amicizia.