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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Macondo e dintorni

di Farinelli Gaetano

10 giugno 2016 – Thornbury, Victoria, Australia. Lidia Stoppiglia ved. Rigoni, sorella di Giuseppe, muore dopo lunga malattia. Ha amato la sua terra d’origine, l’Italia, sino alla fine. Scendeva spesso al suo paese per attenuare la nostalgia della terra e dei familiari, che aveva lasciato negli anni cinquanta del secolo scorso, sposa a un emigrante italiano. Non potendo partecipare al funerale, Giuseppe ha inviato ai nipoti una lettera da leggere durante il rito funebre della sorella. Il cronista aveva raccolto ma non custodito la notizia della morte, che gli era sfuggita tra le note.
Come riparazione l’abbiamo collocata in capo alla cronaca.
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27 agosto 2016 – Bassano del Grappa (Vi). Abbiamo scelto Villa San Giuseppe, che mantiene sempre un’aria solenne e festosa, aperta sull’esterno e riservata nella sala del convegno, che ha come tema Misericordia, accoglienza e cura. Tre virtù note, da riscoprire. Introduce il presidente onorario Giuseppe, che ricorda l’importanza della vita interiore per il cambiamento; l’urgenza educativa e il rapporto tra le generazioni, per non mortificare i nostri figli nelle sacche dell’individualismo.
Hanno raggiunto Villa San Giuseppe molti amici e amiche provenienti da diversi paesi dell’Italia. E ogni anno si rinnova la meraviglia di incontrare volti nuovi e volti antichi. Alcuni si fermano nella prima giornata o nella seconda; molti seguono le due giornate. Sempre alla conversazione del relatore segue il confronto con i presenti.
Primo relatore è Rosanna Virgili, che parte con una lettura comparata della misericordia offerta dalla Bibbia e dall’antropologia. Misericordia è il grembo della madre e sono le viscere del padre. E Dio si converte alla misericordia sulle parole di Mosé, che chiede a Dio di accompagnare il suo popolo nel deserto, nonostante gli errori; Rachele invece è la madre inconsolabile che piange i suoi figli: non più parole ma un grido contro la violenza, la guerra, contro la morte, grido che batte alle porte del cielo di Dio. La madre introduce il figlio al rispetto dell’altro e lo educa alla vita affettiva; il padre lo educa alla convivenza sociale, lo introduce alla politica, alla legge che è rispetto del diverso. Il femminile e il maschile insieme costruiscono la misericordia, che è accoglienza dello straniero.
Il tema di Lino Latella è l’accoglienza è tale se offre speranza. Che è invero lo spirito dell’accoglienza, che abbraccia e non soffoca, che allunga la mano, perché l’altro/ altra si alzi e cammini a trovare spazio e tempo nella società. L’accoglienza è un compito che possono svolgere gli angeli, che non sostituiscono, ma accompagnano il fratello/la sorella, fragili, perché ciascuno possa camminare con i propri piedi.
Giovanni Gaiera sta nel tema Prendersi cura dell’altro e afferma che non si può sovrapporre curare, prendersi cura dell’altro, e guarire. Bisogna richiamare alla mente l’importanza di non consegnare nelle mani degli specialisti (dal medico allo psichiatra) chi sta nel bisogno, per cercare negli specialisti la definitiva guarigione, quando invece è importante interessarsi di chi cerca accoglienza, conforto, solidarietà, speranza.
Alla fine del convegno hanno preso la parola Angelo Coscia (casa aperta e la favola di donna poesia) e Francesco Monini (scuola di etica e politica) per rilanciare il programma dell’anno che viene e dare corpo alle cose sentite nella due giorni di Villa San Giuseppe.
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15 settembre 2016 – Piovene Rocchette (Vi). Muore Elsira, la madre di Vittorino.
A scadenze diverse arriva la morte. Unica per ciascuno, personale. Chiude uno scrigno di memorie, pensieri e affetti. Poi passa oltre, e si sofferma sul corso del tempo, per accompagnare altri al riposo perpetuo. Per chi resta si chiude un capitolo che la memoria riapre quando un batter di imposta, un profumo antico di cucina risveglia la nostalgia; nonna Elsira riposa in pace nella terra di chi l’ha preceduta nella fatica e nella gioia del tempo e delle nostre piccole storie.
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16 settembre 2016 – Bassano del Grappa (Vi). Presentazione del libro di Tullio Chiminazzo. In una serata piovosa, dentro una sala gremita, al tavolo della presidenza siedono studiosi importanti di economia, sociologia assieme al presidente della fondazione di Etica ed Economia dottoressa Giorgia Sartori. E raccontano le prospettive sociali, i contributi e le incongruenze dell’economia, l’importanza dell’etica, le attività della fondazione. Poi il fondatore Tullio Chiminazzo ringrazia e ricorda i capisaldi dell’attività della fondazione in questi anni: la solidarietà e la costanza.
Giuseppe, che ha scritto la prefazione al libro, conclude la serata ricordando il nuovo umanesimo che contrasta la globalizzazione e la finanza; oggi, prima dei calcoli astratti dell’economia, occorrerebbe prestare orecchio alle inquietudini non dette del cuore, alle speranze frustrate di riscatto, alle domande inascoltate di senso.
L’altro ci scomoda sempre, perché il suo esserci apre una ferita-feritoia alla nostra supposta autosufficienza, ma apre orizzonti nuovi di vita e di senso.
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17 settembre 2016 – Ferrara. Redazione di Madrugada. All’ordine del giorno, il monografico curato da Daniele Lugli sui rifugiati, che apre una lunga conversazione sul che cosa fare, sulle procedure da tenere, sulle fasi da percorrere per svolgere una attività funzionale al problema e al tema dei rifugiati, cosa che comporterà un seguito al lavoro di Daniele.
Segue il tema delle città in-ospitali, che affronta il ruolo originario della città, che è madre fatta per accogliere e pure macchina creata per produrre efficienza economica e finanziaria. Si riprende a tratti il discorso su Madrugada online. Viene poi avanzata la proposta di scuola di Politica.
Poi si inciampa sui «Tre scalini», ristorante ferrarese che offre salama e tortelli e affini, con i vini.
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18 settembre 2016 – Viadana (Mn).
Gianni Pedrazzini e Luigia Margini celebrano i loro primi quarant’anni di matrimonio alla Corte Belfiore. In una sala festosa a capriate siedono i convitati di Corte, gli sposi leggono una zirudella detta anche filastrocca che gli amici avevano preparato e letto al loro matrimonio.
Una storia in dialetto, divertente, che raccontava i doni, i pesi e i contrappesi che lo sposo e la sposa portavano con sé al matrimonio. Luigia e Gianni leggono la cirudela, alternandosi come negli stornelli, inciampando sulle note in dialetto, rallentando sui complimenti, per confondere l’emozione che provocavano le memorie: alla festa c’era pure il parroco, con altri pievani accorsi per l’occasione. È stata una festa in famiglia, in cui si ricompongono gli affetti, si ridisegnano i volti, si distribuiscono confetti e abbracci, mentre sotto la tavola corrono i nipoti, che i figli donano ai nonni, frutto della vita che non si ferma e scavalca le barriere dell’incertezza. Nelle sale accanto altre famiglie celebravano altri eventi, nuovi anniversari, e le voci e le grida di tutti si infrangevano sulle capriate del soffitto.
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21 settembre 2016 – Arzerello di Piove di Sacco (Pd). Funerale di Mario Agostini, padre di Andrea e Paolo, Federico e Daniele. Lentamente la chiesa si riempie degli abitanti del villaggio, che hanno conosciuto Mario nella sua attività di fisioterapista. I figli lo hanno accompagnato nella lunga malattia che lo ha stretto d’assedio fino alla resa finale. Ma i figli hanno saputo mantenere con il padre un rapporto di cura, che prescinde dalle attese di guarigione e si sono fatti largo nell’assedio per portare al padre quell’attenzione che trova nel rapporto di cura segni e parole nuove, linguaggi che il cuore sa inventare. Poi sulla bara è scesa l’acqua della vita mentre il turibolo lanciava nuvole di fumo e di profumo.
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25 settembre 2016 – Valle San Floriano di Marostica (Vi). Marcia dei bambini di strada. Arrivano dalle città, dai borghi, dai monti e dalle valli e portano con sé le tute della marcia, acquistano le magliette, pagano l’iscrizione e corrono per sentieri nuovi e valli dorate, portano con sé i bambini, corrono anche i nonni. Dal palco l’annunciatore Massimo Pantano ricorda lo scopo della marcia, elenca i gruppi partecipanti, invita sul palco i rappresentanti dei gruppi, che ricevono i premi che ogni anno gli organizzatori offrono ai concorrenti. La giornata è bella. Al comitato della festa capitanato da Sergio e Fabio, si sono aggiunti in aiuto molti giovani sulla grande macchina organizzativa; in un antro nascosto agli sguardi indiscreti i paninari preparano pane, salame e formaggio per tutti. La squadra degli alpini predispone i panini «onti» che sostituiscono il pranzo, ma saranno bastati a saziare l’appetito che l’aria concilia e la voglia di stare assieme corona? Ogni anno il Gruppo Marcia Valle San Floriano finanzia alcuni progetti in Italia e all’estero.
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30 settembre 2016 – Aeroporto di Verona, partenza per la Romania. Angelo, Gaetano, Giuseppe e Stefano gettano le valigie nel ventre dell’aereo, si appostano sul dorso dell’uccello meccanico e partono raggomitolati negli scranni, dove manco ci stanno le parole della conversazione. Scendono a BucureÅŸti, accolti dalla signora Mariana Rugina e dall’autista Sorin. Mariana ci farà da guida durante la permanenza a BraÅŸov. Visitiamo la chiesa ortodossa di Sfantul Nicolae, dove assistiamo a un matrimonio tradizionale.
Visitiamo il monastero di Sinaia. Siamo accolti nella comunità ortodossa dove Mariana svolge l’attività sociale a favore dell’infanzia e di famiglie povere. L’accoglienza è commovente. All’entrata ci offrono il pane dell’ospite, poi il maestro presenta i canti della tradizione, che il coro dei giovani intona, seguono le canzoni di Dorina alla chitarra, che ci offre anche un saggio in italiano. Infine entra in campo la voce di Mariana che espone i motivi della nostra visita, e parla Giuseppe, che racconta il suo viaggio esistenziale tra i paesi della Terra e l’infanzia abbandonata del Brasile. Poi mentre la musica suona, le donne ci offrono i dolcetti della città di BraÅŸov. E si scioglie tra foto e abbracci la graziosa cerimonia nella chiesetta provvisoria della comunità ortodossa.
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8 ottobre 2016 – Santa Maria in Pietrafitta (Rn). Festa di anniversario per i 50 anni di messa di don Piero Battistini. La festa era prevista a giugno, poi l’incidente sul lavoro di don Piero l’ha rimandata a oggi.
È una serata piovosa. Il capannone dove si celebra la messa è gremito fino all’entrata, e non a causa dei soliti «pubblicani», che si fermano in fondo alla chiesa, ma perché ogni ambito è oramai occupato. Don Piero racconta la sua storia pastorale, che è stata una storia sociale, religiosa, umana.
Rispondono i referenti delle varie comunità dove don Piero ha vissuto. Prendono la parola gli amici, i confratelli e un coetaneo di messa, don Terenzi. Alla fine entra la squadra delle ragazze cameriere, che invita i presenti a mettersi da parte e in un batter d’occhio, come nelle favole, allestisce la mensa. Quando tutto è in ordine, la gente si siede a tavola, ogni tavola è un crocchio di racconti e di memorie, affabile, familiare. Poi arriva la torta con le candeline.
Don Piero pur ancora zoppicante passa tra i tavoli, saluta, rammenta, sorride, lancia una battuta, un lazzo, un sorriso ironico, poi si allontana mentre già un altro tavolo lo richiama.
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15 ottobre 2016 – Castelfranco Veneto (Tv). Matrimonio di Fabio Lunardon e Martina con tanti auguri. È una tenera giornata di sole, che fa seguito ai primi freddi d’autunno. Il sole sorride sugli sposi che stanno in cima alla gradinata del duomo di Castelfranco, circondati dagli invitati vestiti a festa che fanno corona, mentre il celebrante li attende in cima all’altare. Gli sposi attraversano la navata accompagnati dai genitori e introducono le letture del rito. Poi lo zio celebrante commenta l’evento e ricorda agli sposi la fedeltà al loro rapporto e al tempo, che chiede tolleranza e accoglienza. E saranno sposi. Dopo il rito, grande festa di fiori, di musica e canti e grande convivialità attorno alla mensa che tutti rallegra, mentre i bambini si rincorrono tra le gambe dei commensali.
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16 ottobre 2016 – Squilla il telefono: Gabriele Donola mi annuncia la morte di sua madre. Si chiamava Giovanna ed è morta accanto ai due figli che hanno assistito alla sua dipartita. Quando muore una persona si spegne un mondo e non c’è archivio che lo comprenda. Resta qualche immagine, memoria, parole dette e ripetute, le immagini materne dell’infanzia, le attenzioni e i piccoli avvertimenti. Poi la partenza da casa e la madre che si mette discretamente in ombra. Ora che è morta, per i figli nel grande agone della vita si aprono spazi nuovi, ma non c’è più quella voce che ti chiede ogni volta come stai, e che ti aspetta finché torni, sempre.
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30 ottobre 2016 – Assisi (Pg). L’assemblea elettiva degli adulti scout (MASCI) per il rinnovo delle cariche e della presidenza finisce con il terremoto della domenica, costretti ad abbandonare la Domus Pacis e concludere la votazione delle linee programmatiche in piazza Santa Maria degli Angeli. Nel sabato precedente, l’assemblea aveva ratificato l’elezione del presidente, ed era stata confermata in carica la signora Sonia Mondin, socia di Macondo, con una quota di preferenze esorbitante. Al mattino, sempre del sabato, si era tenuta la tavola rotonda, con i relatori padre Pierbattista Pizzaballa, arcivescovo di Gerusalemme e padre Enzo Fortunato direttore della sala stampa del Convento di Assisi, coordinati dal dottor Raffaele Luise sul tema Pace ed ecumenismo. Così tra gioia e paura, precipitazione e sangue freddo domenica trenta ottobre si è conclusa l’assemblea elettiva del Masci, con il saluto finale della presidente Sonia, che resterà in carica nel prossimo triennio.