Camp giovanissimi 17-18 Ottobre 2026

Nel weekend tra il 17 e il 18 ottobre 2026, un bel gruppo di 19 giovanissimi tra i 14 e i 16 anni hanno vissuto un’esperienza di Camp presso la casa del Santuario della Madonna del Caravaggio di Vedelago, sul tema quanto mai attuale dei Social Media.

Com’è ormai consuetudine per il gruppo, anche questo Camp si è svolto in autogestione e, tra un’attività e l’altra, i ragazzi si sono sperimentati nella preparazione dei pasti, nelle faccende domestiche e nelle pulizie, con entusiasmo e disponibilità, apprezzando e valorizzando la possibilità di autonomia e di imparare cose nuove.

La riflessione sul tema ha portato i ragazzi a confrontarsi rispetto alle applicazioni che utilizzano, a come le utilizzano, a quali sono le funzioni e le motivazioni che li portano a scegliere un social network piuttosto di un altro, nonché con quale stile si approcciano al mondo dei social. Per dare voce a due partecipanti, Jacopo e Antonio, riportiamo di seguito la loro descrizione di una delle attività: «Abbiamo svolto un’attività accompagnati da tre animali: il pavone, la tartaruga e l’opossum. Ognuno rappresentava un diverso modo di stare sui social. Il pavone simboleggia chi ama mostrarsi e condividere soprattutto gli aspetti positivi di sé; la tartaruga rappresenta chi pubblica poco, ma sceglie con cura ciò che considera importante; l’opossum, invece, indica chi tende a non esporsi e a sparire dalle conversazioni».

La full immersion nel tema social media è culminata domenica con un’animata discussione rispetto a pro e contro nell’utilizzo di questi spazi virtuali, senza arrivare a propendere per l’una o per l’altra parte, ma comprendendo che ogni cosa può essere positiva o negativa a seconda di quali siano i tempi, i modi e le finalità di accesso.

Ogni incontro e ogni Camp sono occasione di crescita e di arricchimento sia per i “veterani” sia per le “new entry” del gruppo, in uno stile accogliente e amichevole, che anche stavolta ha permesso a tutti di sentirsi a proprio agio, con la voglia di mettersi in gioco e di contribuire con il proprio essere, nonostante le poche ore di sonno all’attivo!

Concludiamo questo breve racconto dell’esperienza ancora con le parole di Jacopo e Antonio: «È stata un’esperienza bella e interessante. Abbiamo avuto l’occasione di parlare e relazionarci sia con persone che non conoscevamo, sia con compagni che conoscevamo già, imparando ad ascoltare punti di vista diversi. Consigliamo questa esperienza a chi vuole riflettere di sé e confrontarsi con gli altri».

Ringraziamo tutti i partecipanti per aver reso unica anche questa esperienza e il parroco del Santuario per averci accolti “a casa propria”.