MADRUGADA

Articolo di Redazione di Madrugada

Le scuole viaggianti

Si sono moltiplicate dopo il Covid le scuole itineranti o nomadi, costituite da piccoli gruppi di studenti che anziché rimanere in classe con le mascherine hanno preferito una scuola all’aperto, itinerante. Un caso che qui raccontiamo è quello dell’esperienza della Coop sociale CamminaMenti di Magenta/Legnano (Milano) che si occupa di salute mentale e che organizza in collaborazione con Strade Maestre (Rende, Cosenza) un anno di scuola superiore in cammino. L’esperienza del 2024 ha visto coinvolti 8 studenti di 17 e 18 anni (5 maschi e 3 femmine, potevano iscriversi fino a 15), nel 2025 sono saliti a 14 e l’anno prossimo si conta che saranno due classi. Il prezzo per i genitori varia da 7mila a 10mila euro (in base all’ISEE ed è prossimo al costo di uno studente della scuola pubblica: 7.500 euro).

Teoria e pratica, studiare e viaggiare
Il programma mixa il curriculum tradizionale ministeriale con esperienze di scuola nomade e all’aperto. In Italia sta crescendo da molti anni un settore di scuole all’aperto che radica la sua origine nell’esperienza avviata in Italia nel 1908 e terminata nel 1977 e di cui abbiamo parlato in uno specifico post (https://www.macondo.
it/2020/la-scuola-sostenibile-della-nuova-italia).
Quella di cui qui parliamo è l’esperienza della scuola nomade di Niccolò Gori Sassoli, fondatore di Strade Maestre. Racconta di aver ricevuto più di 2mila e-mail da studenti e genitori, presidi e docenti interessati a capire come funziona il suo modello. Secondo Sassoli ed Emilio Ruffolo che la animano, aiuta a pensare e sperimentare insieme, senza soffocare gli studenti con il nozionismo e le solite lezioni frontali. Per chi vuole saperne di più ci sarà la rassegna Fa’ la cosa giusta oppure è necessario rivolgersi alla coop sociale.
La sperimentazione ha visto studenti provenienti dalle scuole pubbliche che dovranno ovviamente poi superare un esame da privatista (partecipa anche una studentessa australiana). Le guide-insegnanti che hanno preparato il primo anno scolastico in cammino sono specializzate in differenti discipline per poter insegnare le diverse materie (matematica, scienze, fisica, italiano, latino, storia, filosofia). «Il percorso scolastico di Strade Maestre è disegnato per proporre esperienze di insegnamento e apprendimento vive e concrete, unendo la teoria e la pratica, lo studio e il confronto» – spiega Marco Saverio Loperfido, ideatore del progetto, educatore e guida.
«Si parlerà di geologia sui pendii dell’Etna e ai Campi Flegrei; di chimica e ambiente lungo un sentiero sull’Appennino o in uno stabilimento industriale, per fare solo degli esempi». Strade Maestre si è rivolta a giovani che frequentano la terza o la quarta classe della scuola secondaria di secondo grado (superiori). La scuola è privata e non ne conosciamo i costi, ma per ridurli queste esperienze usano vari stratagemmi come luoghi offerti a basso prezzo o gratuiti, e genitori che pagano una retta in media di tremila euro all’anno. La soddisfazione degli studenti intervistati è molto alta e sono grati ai loro genitori per questa «eccezionale scuola». Lo studio viene considerato «immersivo, interdisciplinare, critico, e fatto così non smetteresti mai e a volte dimentichiamo di avere uno smartphone con noi. Piace studiare visitando i luoghi, le chiese, i musei». Ci sono occasioni anche di visitare esperienze simili come Casa Censi, la scuola laboratorio del maestro Franco Lorenzoni ad Amelia in Umbria dove sono stati con altre scolaresche per un certo periodo ed è stata un’esperienza indimenticabile, esserci, vedere, toccare e imparare: quanto è onesta l’esperienza.
Hanno percorso mille chilometri in un anno con 4 docenti-guide attraversando 12 regioni per 240 giorni. Il viaggio è iniziato a Orvieto, dove hanno esplorato la Valle dei Calanchi e hanno studiato all’aperto e imparato l’escursionismo in sicurezza, così possono avere anche il patentino di guide. Poi sono andati in Lazio e Umbria e a dicembre in Sicilia. Succede però che facciano anche i primi 4 giorni residenziali e poi, il quinto, a camminare. In gennaio sono stati in Calabria presso la scuola slow e all’aperto “Le terre di Castalia” di Rende.

Le scuole Waldorf, vita assieme e aiuto reciproco
Ci sono poi altre esperienze “pioneristiche” come quella di 15 studenti di 5 regioni provenienti da scuole Waldorf che hanno completato tutti i 5 anni delle superiori in questo modo. Le lezioni si sono svolte in 7-8 luoghi diversi per circa un mese (un albergo in una città d’arte, una fattoria biologica, un rifugio, etc.) con un programma analogo a quello tipico Waldorf con materie “classico-scientifiche” cioè italiano, matematica, latino, inglese, storia, geografia, e laboratoriali come falegnameria, argilla, infine arte ossia pittura e musica.
Gli aspetti innovativi che favoriscono e accelerano l’apprendimento sono, a mio parere, tre: a) la residenzialità degli studenti dal lunedì al venerdì (nei week end tornano sempre a casa) e il loro vivere in comunità che li costringe a forti relazioni per nulla virtuali e a sacrifici (pernotto, vitto,…); b) la presenza costante di un educatore-tutor con cui possono confidarsi e confrontarsi nei numerosi e sensibili problemi tipici dell’adolescenza, cosa che non possono, e non vogliono, fare coi genitori; c) la dimensione del “viaggio” che offre l’opportunità di conoscere diversi luoghi quando, verso metà pomeriggio, le lezioni terminano.
Un modello diverso sia dalla scuola tradizionale, che è stanziale, sia dal vecchio collegio, anch’esso stanziale, che favoriva le relazioni faccia a faccia, ma che aveva regole molto restrittive, oggi difficilmente accettabili da ragazzi e ragazze e dai genitori.
Questi modelli di scuole nomadi hanno molti vantaggi: 1) la possibilità per gli studenti di vivere un’intensa esperienza di gruppo (ma controllata da adulti che lasciano la libertà di agire da soli dalle 17 alle 19), di aiutarsi l’un l’altro sia nella dimensione sociale-amicale che dell’apprendimento, al di là della competenza dei docenti; 2) la dimensione del viaggio e del camminare insieme che è essa stessa una forma potente di apprendimento, così come fa bene in questa fascia di età vivere 5 giorni su 7 lontano dai genitori; 3) dover accettare regole e vincoli come condividere gli spazi della stanza con altri due studenti, non poter essere completamente liberi, come spesso accade oggi, disporre dello smartphone solo dalle 17 alle 19; 4) occupare, indirettamente, all’interno della dinamica di gruppo, dei compagni più deboli in quanto un’intensa vita di gruppo aiuta a rafforzare i sentimenti di fratellanza e amore, senza subire gli aspetti più temibili oggi (bullismo) né poter usare droghe, alcol, fumo, a causa della vigile presenza, diretta e indiretta, degli adulti-tutor.
A fine anno devono sostenere un esame presso una scuola pubblica dove sono stati individuati dirigenti molto aperti, che tengono conto sia delle materie fondamentali, sia di quelle spesso diverse svolte in queste scuole “viaggianti”. Nella scuola Waldorf il costo era più basso di 7mila euro all’anno, ma è fuori di dubbio che costano in quanto prevedono anche le spese di trasporto, vitto e alloggio. I costi, nel caso Waldorf, sono stati contenuti per via di donatori che hanno offerto gratuitamente, o quasi, le strutture in giro per l’Italia.
Stimoli che potrebbero usare (in parte) anche le altre scuole, creando una education sempre più pertinente alle nuove sfide della società che spinge a trovare nuovi modelli, come mostra anche la forte crescita di tutte le scuole “alternative”, comprese le home schooling, che sono triplicate come iscritti dal 2020. Un chiaro segnale di richiesta di cambiamento.

Redazione di Madrugada

Redazione di Madrugada

Redazione del trimestrale Madrugada dell'associazione Macondo