La campagna d’estate

di (Ap/Ps)

In questa estate del 2022, la campagna era arsa, non pioveva, i fiumi si asciugavano. Riemergevano relitti bellici, ponti medievali, palafitte preistoriche. I raccolti si seccavano. Il sole spolpava l’anima.

Caldo torrido, inverosimile, senza fiato.

In questa estate del 2022, Putin continuava la sua campagna militare, seminava bombe, mine, missili. Cresceva la distruzione, fioriva
la disumanità.

Assurda, malefica, demoniaca.

n questa estate del 2022, eravamo in piena campagna elettorale.
Alleanze che non decollavano, baci, tradimenti. Terzo polo, cinque stelle, una sola Italia, ripetuta in tutte le declinazioni possibili, forzatamente, fraternamente, sovranamente e popolarmente. Exit.

Dove andiamo? Cosa siamo? Da cosa ripartiamo?

In questa estate del 2022, ho camminato nella campagna salentina, fra muri a secco, rovi, pecore. Nel caldo della terra, sotto il lucido del cielo, verso spicchi di mare. Ero ospite grato.

Siamo ospiti, sempre, ovunque, ospiti di uno spazio e di un tempo.

 

L’autunno, già ai primi giorni, è pioggia che uccide, è minaccia atomica, è la destra al governo.

Eppure… la natura resiste, resiste il blu, resiste il verde che riprende l’ultima goccia.

Temo l’inverno.

L’inverno in noi e fuori di noi. Non perdere il seme, conservalo. Lo aspetta, mite, il tempo giusto.

(Ap/Ps)