MELQUÍADES
Arrendersi al teatrino “pacifistoide” filoputiniano o difendere la democrazia e la libertà
Stavolta il più lucido e ficcante è stato Carlo Calenda, che ha definito testualmente la pagliacciata dell’incontro di Anchorage 1 tra Il criminale Putin e lo showman affarista Trump “una messinscena a beneficio di showmen e criminali”.
Dunque, la situazione è la seguente.
Putin e Trump se la intendono politicamente ed economicamente. Il primo ha compiuto un passo di classica azione criminale, invadendo militarmente una Repubblica indipendente, democratica, che guardava a Occidente e che cercava, con la Presidenza di Zelensky, di depurarsi da uno dei tanti mali lasciati dal sistema comunista, che resta una corruzione endemica e diffusissima. L’Ucraina stava compiendo gli stessi passi mossi da altre Repubbliche dell’Europa Orientale nella direzione dell’Unione Europea e della NATO. È importante precisare che il percorso non era inverso. Intendo dire che nessuno nell’UE e nella NATO ha mai cercato di sottomettere nessuno a Est della vecchia cortina di ferro, a dispetto delle sciocchezze che vanno dicendo e scrivendo da tempo molti compagni putinian-comunisti europei, tra i quali proliferano in gran numero gli italiani.
L’invasione è arrivata per ragioni essenzialmente ideologico-politico-nazionali. Contesto che vi sia stato un intento essenzialmente economico di sfruttamento dei beni economici ucraini. Casomai questo è stato un elemento di contorno, che il regime sanguinario russo ha ovviamente cercato di utilizzare a proprio vantaggio. Mai rifiutare i bottini di guerra, però le ragioni erano legate strettamente all’idea di una superiorità naturale dell’anima russa non soltanto sull’Occidente, ma anche sul testo del mondo slavo.

La propaganda è stata quella classicamente sovietica. Chi ha qualche anno d’età lo sa. Tu scaraventi in pubblico una presunta verità, fosse anche una sciocchezza iperspaziale, e poi la ripeti fino alla nausea, facendola credere alla tua opinione pubblica e ai compagni ancora immersi tra le lacrime per la perdita dell’Unione Sovietica e imbevuti di vodka consumata per consolarsi. Ecco come è nata la narrazione dei “nazisti ucraini”.
A parte i pericolosi fanatici del battaglione Azov, grave errore ucraino e comunque poi annientato nell’acciaieria di Mariupol, trovatemi un nazista oggi in Ucraina, ma uno di quelli veri, con le svastiche e i baffetti alla Hitler.
Questa follia dura ormai da tre anni e mezzo per ragioni svariate.
- L’Occidente ha sempre sottovalutato la determinazione di Vladimir Putin e il suo odio profondo e incurabile verso tutto ciò che è occidentale e democratico. In questo modo Putin non si è mai fermato né mai si fermerà, se non con un atto militare significativo, che noi pudicamente ci ostiniamo a non chiamare “guerra”.
- L’Occidente è in una profonda crisi etico-culturale, intorno alla quale Putin è stato capace di dire la sua unica “verità vera”, sottolineando la crisi strutturale di un mondo che è stato portatore per decenni di valori altissimi, quali libertà, giustizia sociale, pace, democrazia reale e uguaglianza, il tutto nella costruzione in quasi tutta l’Europa dello Stato di diritto. Oggi è la società europea a evidenziare serissimi problemi di tenuta, quasi perdendo la fiducia in ciò che per decenni le ha consentito di crescere e di farlo con dignità collettiva mai vista nella storia dell’umanità.Non che Putin sia Presidente di una Repubblica adamantina e ideale. Anzi, la Russia è sostanzialmente una società sfasciata e attraversata da ogni genere di debolezza: violenza, incapacità gestionale, sfaldamento dell’istituto familiare, alcoolismo generalizzato, corruzione endemica, bassissimo livello culturale generale, trascuratezza generale, povertà. Però Putin ha adottato benissimo il metodo stalinista nel Governo del suo Paese e ha perfezionato un sistema politico d’acciaio, che controlla con il terrore i gangli vitali della società russa, dalle università più raffinate alle isbe siberiane più decrepite e puzzolenti.
- L’Occidente si è accorto tardi del lavoro eccellente di decostruzione della società europea, ispirato da Mosca, mediante l’uso sapiente di mezzi tecnologici nuovi (si veda la rete e gli hacker) e l’indebolimento politico delle aree più fragili e contradditorie. Paradossalmente un ex-comunista di ferro ha fatto uso delle strategie e dei contenuti dell’estrema destra nazifascista europea per incunearsi abilmente nelle strutture parlamentari e di Governo. L’Ungheria di Orbàn, la Slovacchia di Fico, la stessa Italia di Meloni, a cui aggiungere i consensi preoccupanti, tra il 20% e il 30% ma in forte crescita, dei movimenti di estrema destra ovunque ne sono la prova provata. Sono pochissimi ormai i Paesi europei ancora al sicuro davanti a questi pericoli di destabilizzazione.
- L’Occidente si è fidato delle eroiche capacità di resistenza ucraina nella prima parte del conflitto, confidando che ciò bastasse. In realtà i clamorosi errori di sottovalutazione strategica, inizialmente compiuti dai russi, e la splendida testimonianza personale e politica di Volodymyr Zelensky hanno rallentato, ma non fermato né tantomeno sbriciolato, l’offensiva delle sanguinarie Forze Armate russe.Oggi dobbiamo fare i conti con la loro ritrovata capacità operativa e quindi dobbiamo agire di conseguenza, elevando e qualificando gli aiuti militari, che peraltro da sé soli non bastano più. Occorre anche un coinvolgimento diretto con truppe esclusivamente europee.
- La vera Apocalisse è stato il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, a capo di un’Amministrazione infinitamente più radicale e incompetente della sua prima, fatta eccezione forse per l’attuale Segretario di Stato Marco Rubio, che sta lentamente acquisendo consapevolezza sui pericoli che tutti stiamo correndo. L’investimento della precedente Amministrazione democratica è stato completamente disperso. Di fatto Trump, che a mio parere è un soggetto evidentemente disturbato, sta commettendo una serie di errori spaventosi, che possiamo riassumere brevemente in questa serie: la quasi completa estinzione degli aiuti militari all’Ucraina; l’apertura di credito a Putin, che ha di fatto riconsegnato al dittatore russo un riconoscimento internazionale; una finta e folle equiparazione tra le responsabilità russe e ucraine nella guerra, con propensione a sminuire gli orrori compiuti dalla Russia; una vergognosa umiliazione dell’intero continente europeo, tenuto fuori da ogni processo decisionale e costantemente vilipeso e offeso nella sua costruzione politica; un’incredibile umiliazione generale di tutto l’Occidente in una sorta di “harakiri”, anche sugli stessi USA, con una Russia ora in posizione di forza.
- Il ritardo nella presa di coscienza per la costituzione di uno Stato europeo federale unitario, indipendente e sovrano, altrimenti definito “Stati Uniti d’Europa”, sta logorando il quadro generale. Teniamo presente un’urgenza assoluta e indifferibile: QUESTA GUERRA NON PUÒ ESSERE PERSA. Perché la guerra è in corso, perché ci riguarda, perché quasi certamente si espanderà nell’Europa Orientale, perché sta mettendo a repentaglio le nostre bellissime e consolidate democrazie parlamentari. Molti in Europa stanno fingendo che tutto ciò non sia in corso e molti altri stanno recitando un triste teatrino “pacifistoide”, nascondendo peraltro una simpatia mal dissimulata per l’universo post-sovietico di Putin. Non si dimentichi la felpa sovietica provocatoria del Ministro degli Esteri Lavrov 2. Nemmeno nei tempi più bui del socialismo reale avevamo visto simili atteggiamenti così volgarmente aggressivi.
Allora adesso, dopo la sciagura di Anchorage, è tutto chiaro. Noi europei siamo soli e dobbiamo rimboccarci le maniche. Ripeto alla nausea le parole del Generale Figliuolo, che non è propriamente un intellettuale comunista: “Hitler non è stato sconfitto con le chiacchiere”.
Occorre puntare decisamente alla costituzione degli Stati Uniti d’Europa e alla strutturazione di un sistema operativo militare di difesa e di offesa in un ormai inevitabile conflitto con la Russia.
La guerra è alle porte. Innanzitutto va difesa l’Ucraina e poi vanno difesi i Paesi dell’Europa Orientale per difendere infine la democrazia e la libertà in Europa. Esiste paradossalmente un’escatologia politica, sociale e culturale, oltre che etico-civile, assolutamente paragonabile a quella religiosa. Ci attende un futuro immediato ricolmo di incognite e di eventi importantissimi e potenzialmente dolorosissimi.
E’ l’ora di decidere: o ci si arrende al totalitarismo sanguinario panslavo di Vladimir Putin, recitando quel teatrino “pacifistoide” filoputiniano di cui sopra o ci si difende militarmente, senza peraltro sapere che cosa potrà accadere davvero.
Non si dimentichi che la legittima difesa è un’argomentazione perfino della morale cristiana. A meno che si creda alla diabolica retorica del sistema di morte che abbiamo davanti e che incombe su di noi.
1 Anchorage = fa riferimento all’incontro Trump – Putin avvenuto il 15 agosto in Alaska
2 All’incontro in Alaska indossava una felpa con la scritta CCCP, l’acronimo russo di Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS)
Egidio Cardini
Insegnante
