MELQUÍADES

Fonte: Razón Pública
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CC BY-NC-SA 3.0
Articolo di Ricardo Chica

Il significato dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente

Sebbene le guerre in Ucraina e in Iran indeboliranno il potere imperiale statunitense, il che può essere interpretato come una transizione da un’egemonia unipolare a una multipolare, il percorso è irto di enormi rischi, tra cui una depressione economica globale e persino una guerra nucleare. Nel caso dell’Ucraina, Putin è sottoposto a un’enorme pressione per accelerare il raggiungimento dei suoi obiettivi, al punto che la sua pazienza nei confronti di quel Paese e dei suoi alleati potrebbe costargli un colpo di stato militare, dato che la stragrande maggioranza della popolazione russa è infuriata per l’aggressione statunitense e della NATO: 7.000 droni al mese, molti dei quali forniti dai Paesi membri della NATO, mentre gli Stati Uniti monitorano via satellite tutti gli obiettivi in ​​Russia, a partire dalle raffinerie. Anche se, in realtà, l’offensiva dovrà attendere l’estate, quando le strade fangose ​​si saranno asciugate. In ogni caso, la Russia sta ricambiando fornendo all’Iran una parte del supporto che gli Stati Uniti hanno dato all’Ucraina, con l’aggiunta cruciale del supporto tecnologicamente avanzato della Cina.

Attacco di droni a una centrale elettrica | Dsns.gov.uaCC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Naturalmente, le due guerre non sono scollegate, poiché entrambe richiedono risorse militari, le cui scorte americane si sono notevolmente ridotte. È di fondamentale importanza che Russia e Cina stiano assumendo il ruolo di Stati Uniti e Israele in Iran, fornendo al Paese le loro più recenti innovazioni in materia di tecnologia satellitare, difesa aerea e missilistica. L’importanza di questo fatto non può essere sottovalutata. Le due potenze emergenti si stanno confrontando direttamente con l’impero americano, il che è naturale dati i loro legami commerciali (la Cina importa la maggior parte del suo petrolio), militari e geopolitici (lo stretto rapporto mantenuto da un accordo con la Russia).

E l’aggressione di Israele contro la Russia, che ha oltrepassato le sue linee rosse, tra cui il bombardamento della centrale nucleare di Busheher, il cui personale è in gran parte russo; e l’attacco al porto di Bandar Anzali sul Mar Caspio, attraverso il quale transita gran parte del commercio proveniente dai paesi limitrofi, a cominciare dalla Russia. Putin ha spostato parte della potente Flotta del Mar Nero nel Mediterraneo e ha avvertito Israele che interverrà in Libano se non cesseranno i suoi attacchi criminali contro la popolazione civile, una “gazawificazione” che si estende dalla Cisgiordania a Beirut e al sud del paese.

Un’ulteriore complicazione del conflitto in Medio Oriente è che Israele potrebbe ricorrere al suo arsenale nucleare a causa della sconfitta subita per mano dell’Iran con la sua straordinaria batteria missilistica – un incredibile progresso tecnologico per un Paese che ha trascorso gli ultimi trent’anni isolato da sanzioni ed embarghi. Questo rappresenta un rischio concreto, dato che l’ideologia sionista si è allontanata dal suo originario secolarismo per approdare a un fondamentalismo apocalittico, aggravato dal sostegno di squilibrati evangelici americani, guidati dal Segretario alla Difesa Hegseth, che si considera un crociato in una guerra santa. Questi individui ignoranti credono che il Terzo Tempio arriverà con il ritorno di Gesù Cristo e la sua follia del Rapture1, il tutto senza alcun fondamento biblico. Gli obiettivi della guerra si accumulano senza alcuna chiarezza strategica.

In realtà, la sottomissione di Trump a Netanyahu (tutti i presidenti precedenti si erano rifiutati di sostenerlo: si tratta forse di ricatti legati ai video di Epstein e/o al debito contratto con l’AIPAC2 per finanziare la sua campagna elettorale?) ha intrappolato gli Stati Uniti in una posizione difficile, proprio quando avrebbero urgente bisogno di creare un altro conflitto a Taiwan. Né l’Ucraina né l’Iran sono vantaggiosi per gli Stati Uniti, che si trovano intrappolati in quest’ultimo conflitto a causa del modo in cui Netanyahu definisce la politica estera americana. Una conoscenza di base della geopolitica suggerirebbe che il vero concorrente è la Cina e che gli Stati Uniti dovrebbero concentrarsi sul contenimento della sua espansione. Tuttavia, sia l’Ucraina che Israele presentano delle difficoltà per trovare una via d’uscita. Nel primo caso, a causa dei partner europei della NATO, che hanno adottato una politica estremamente aggressiva nei confronti della Russia e possiedono stabilimenti in tutta Europa che producono droni per l’Ucraina. Nel secondo caso, a causa dell’impossibilità di agire in conformità con gli interessi americani, essendo essenzialmente soggetti a quelli di Israele.

Mentre la Russia continua la sua inesorabile avanzata in Ucraina, un’avanzata che quasi certamente includerà le città tradizionalmente russe di Kharkiv e Odessa, l’Iran sta sconfiggendo l’alleanza israelo-americana in Ucraina con il suo arsenale di missili e droni altamente avanzati, ora rinforzato da forniture provenienti da Russia e Cina. Tuttavia, in entrambi i casi, una rapida risoluzione non è fattibile, poiché i negoziati di pace sono bloccati dall’enorme divario tra le posizioni delle due parti. L’Iran si rifiuta persino di negoziare sul suo programma nucleare, mentre la Russia offre una soluzione che era già parte dello straordinario accordo del 2015 quando garantiva il controllo sul programma nucleare iraniano che Trump ha smantellato. Ciò dimostra l’influenza di Netanyahu, che si è estesa anche all’Iraq e alla Siria. In quest’ultimo caso, ciò preannuncia l’ingresso della Turchia nel conflitto, poiché Israele sta sfidando la sua egemonia in quel paese; uno sviluppo che amplierebbe il conflitto e garantirebbe in definitiva la sconfitta dell’ISIS (che ha il secondo esercito più grande della NATO e ha sviluppato un arsenale di missili e droni altamente avanzato).

In entrambi i casi, la pace non è all’orizzonte. In Ucraina, la Russia imporrà infine le proprie condizioni, ma il percorso da seguire comporterà ulteriori distruzioni e perdite per il Paese, a causa delle pressioni europee volte a garantire che l’Ucraina continui a servire al loro scopo di indebolire la Russia. La situazione in Iran è ancora più complessa a causa del ruolo preminente di Israele, che rimane fermo nel suo progetto di distruggere l’Iran, eliminando così ogni resistenza nella regione, dopo aver già annientato Libano, Iraq e Siria con la stretta collaborazione degli Stati Uniti. Ma l’Iran si sta preparando a questa guerra da tre decenni ed è in grado di distruggere Israele, così come (cosa molto grave!), se costretto, le monarchie del Golfo. Questo, unito alla possibilità che estendano il blocco al Mar Rosso con l’aiuto degli Houthi dello Yemen, garantisce un cataclisma per l’economia globale. In ogni caso, la resistenza degli Stati Uniti al compromesso, come dimostrato nei negoziati di Islamabad, e il loro desiderio di mantenere la propria posizione egemonica non faranno altro che complicare e prolungare i conflitti.

  1. è una dottrina cristiana escatologica secondo cui, nella fine dei tempi, i credenti saranno improvvisamente sollevati o presi da Cristo verso il cielo prima (o durante/alla fine, a seconda della versione) di una serie di eventi catastrofici sulla Terra. ↩︎
  2. L’American Israel Public Affairs Committee è un gruppo di pressione statunitense noto per il forte sostegno allo Stato di Israele. È considerato il più potente e influente gruppo d’interesse a Washington. L’associazione si definisce la “lobby statunitense pro-Israele” ed è un’organizzazione di massa i cui componenti comprendono democratici, repubblicani e indipendenti. ↩︎

Pubblicato da Razón Pública, da noi tradotto.

Ricardo Chica

Ricardo Chica

Dottorato di ricerca, Master in Economia e Diploma in Sviluppo presso l'Università di Cambridge. Editorialista per diverse testate giornalistiche,