MELQUÍADES
Corporate America come il Titanic?
Intervista ad Andrea Gandini
M (Melquíades): Nei tuoi interventi hai sempre detto che con Trump l’America poteva cambiare passo rispetto alle guerre aperte. Ti sei ricreduto?
G (Gandini): Per capire Trump, bisogna capire come gli Stati Uniti vogliono gestire il loro declino e l’ascesa della Cina. Gli USA non sono più in grado di fare i gendarmi del mondo, proprio per la debolezza dei fondamentali economici americani e del dollaro. Trump aveva promesso di venire a patti con la Cina, rinunciare a una leadership unilaterale USA del mondo nel XXI° secolo e concentrarsi sul proprio paese in gravissima crisi. Ma con le sortite su Groenlandia, Venezuela e Iran l’idea di dominare il mondo non è venuta meno.

M: Perché questo cambio di rotta?
G: Si è reso conto che il dollaro (e le criptovalute) vivono una crisi maggiore di quel che pensava e bisogna assolutamente mettere dei controvalori sotto il dollaro, privato dal 1971 dell’oro. E cosa meglio dei petrodollari? Da 50 anni sono il vero controvalore del dollaro insieme ai fondamentali dell’economia americana (saldo estero, debito pubblico, forza della manifattura) che però non ci sono più.
M: Quindi Trump non è matto come si tende a dire, ma persegue una sua strategia?
G: Trump passa da gendarme a pirata per predare tutto ciò che è possibile a basso costo, spinto anche dal deep state1 a proseguire nella tradizione americana a difesa del dollaro. La guerra in Iran fa parte della “predazione” e chiarire chi comanda nel mondo, anche se questa volta l’azzardo è mortale.
M: In che senso?
G: Una vittoria degli Stati Uniti sull’Iran, segnerebbe una svolta enorme a suo favore. Se l’Iran dovesse cambiare regime, passare dalla sfera russo-cinese a quella americana, garantendo, nel contempo, la sicurezza ai paesi arabi del Golfo e quella supremazia definitiva in Medio Oriente che Israele cerca da 80 anni, farebbero Bingo sia lui che Netanyahu. E la Cina dovrebbe rimandare la sua ascesa.
M: E succederà questo?
G: Non credo. L’Iran reggerà un tempo sufficiente, ai feroci bombardamenti americani, per determinare uno choc delle borse, uno tsunami anche per l’Europa. Recessione e inflazione metteranno a tappeto per 6 mesi tutte le economie occidentali. La Cina (insieme alla Russia) farà così il primo decisivo passo verso quel Nuovo Ordine Mondiale su cui lavorano silenziosamente dal 2009. Intanto le loro petroliere passano per Hormuz.
M: Anche l’Europa sarà colpita?
G: La UE è molto più dipendente degli USA dal petrolio e l’Italia sarà la più colpita, come nel 2008, non potendo contare più sul gas russo. È probabile una recessione da maggio a tutto il 2026.
M: come reagirà l’Europa?
G: Il colpo sarà tremendo. L’Europa sta capendo quanto dannosa sia l’alleanza con gli Stati Uniti che da sempre perseguono interessi totalmente divergenti da quelli europei. Questa è anche la ragione per cui nel 2003, dopo i dissensi di Germania e Francia per la guerra in Iraq, gli USA spinsero per un allargamento (dal 2004) ai Baltici e Polonia, oggi i loro più fidi alleati. Paesi come Spagna, Francia, Inghilterra l’hanno capito, tentennano Italia e Germania, mentre i paesi baltici e Polonia, paralizzati dalla paura per la Russia, sono totalmente allineati agli USA. Non a caso danno le loro basi per gli attacchi USA sull’Iran così come Macedonia, Kossovo, Bulgaria. Spingono per un ulteriore allargamento UE e si oppongono a una rifondazione in chiave di autonomia dagli USA, una scelta, a questo punto, inevitabile.
M: E se la UE non cambia che cosa succede?
G: Che alle elezioni del 2029 vincono tutte le destre sovraniste e bye bye UE per almeno 5 anni.
M: Pensi che l’Iran bombardato e “riportato all’età della pietra nelle prossime 2-3 settimane”, come dice Trump, cederà? E che Israele riuscirà con i suoi inumani attacchi al Libano, in Cisgiordania e Gaza a piegare i popoli arabi che ancora resistono?
G: La novità storica del XXI° secolo è che nessuna superpotenza può più piegare, come fu nel ‘900 e nei secoli scorsi, una popolazione che è contraria all’invasore. L’Afghanistan lo dimostra, come anche tutte le altre guerre perse degli USA (e altri).
M: E la Russia in Ucraina?
G: Anche la Russia sa bene che può annettersi solo Crimea e Donbass, cioè le zone russofone. È questa una enorme buona notizia nella storia dell’umanità. Vale anche nel caso dell’Iran e dei palestinesi: non possono essere vinti con le bombe.
M: È quindi prevedibile che nel 2027 avremo a che fare con un Nuovo Ordine Mondiale in cui la Cina comincia a svolgere un ruolo di rilievo?
G: Sì, non solo Cina ma anche India e Brasile sono in forte ascesa. La Russia chiuderà la guerra in Ucraina con l’annessione di Crimea e Donbass. Ci avviamo verso un Nuovo Ordine Mondiale e già oggi le banche centrali vendono i titoli del Tesoro USA, il debito federale sfiora i 40mila miliardi e si teme un’inflazione a maggio del 5%.
M: C’è chi paventa una guerra civile negli Stati Uniti. È davvero possibile?
G: Il rischio c’è. Tutti gli indici dicono che mai come oggi la società americana è divisa in blocchi contrapposti. Il movimento MAGA coinvolge circa 40 milioni sui 77 che hanno votato Trump e sono radicali. La lotta contro gli immigrati mina però la crescita USA e la scarsità crea problemi anche nelle aree rurali pro-Trump. Nella sanità un quarto del personale è straniero e già scarseggiano, anche in agricoltura, i prezzi stanno salendo, processi esplosivi…
M: Chi vincerà le elezioni in Francia nel 2027?
G: Penso la destra e ciò porterà all’implosione dell’Europa che conosciamo. Il centro-sinistra, se non fa gravi errori, potrebbe vincere invece le elezioni in Italia.
M: E Cuba come andrà a finire?
G: Esce dalla crisi se Russia e Cina interrompono il lunghissimo embargo USA e il regime, trincerato in se stesso da troppo tempo, farà aperture, consigliato dalla Cina, su proprietà privata e concorrenza, che faranno contenti gli esuli americani.
M: Un mondo migliore o peggiore quello che si annuncia?
G: Migliore. Viene meno il bellicismo americano, piegato dallo chock finanziario che sta arrivando e dalla sconfitta di Trump alle elezioni di mid-term di novembre 2026. Nel 2027 riprende il commercio internazionale e la crescita di quasi tutti i paesi, specie i più poveri che subiranno nel 2026 il maggior impatto dalla crisi finanziaria americana. L’Europa dovrà ripensarsi completamente e in Italia avremo forse un Governo di centro-sinistra. L’arrivo della Cina ci farà bene, com’è stato con la lotta USA-URSS nei primi 30 anni del dopoguerra. Dal timore del comunismo dell’URSS abbiamo avuto (grazie certo anche alle lotte dei lavoratori) un capitalismo dal volto umano e il welfare e i salari sono quasi triplicati. Potrebbe succedere la stessa cosa con la paura della Cina: i nostri salari e il welfare potrebbe rinascere. Ma la UE dovrebbe svegliarsi.
M: E dell’Europa cosa ne sarà?
G: È la maggiore criticità. Dovrà cambiare molte cose, aprirsi alla Cina e alla stessa Russia, fare finalmente gli interessi dei suoi cittadini e non quelli americani e diventare un polo mondiale con un modello di sviluppo centrato sulla libertà, eguaglianza e welfare alternativo sia alla Cina che agli USA. I giovani (ma direi tutta l’umanità) vogliono questo. Ma i paesi Baltici e la Polonia che purtroppo abbiamo inserito nell’UE non lo permetteranno. Si potrebbe ripartire dai fondatori, viceversa diventeremo marginali nel mondo.
- Il deep state (o “Stato profondo”) è un termine politico che descrive una presunta rete occulta di apparati burocratici, militari, di intelligence e poteri economici che influenzano o gestiscono le decisioni statali in modo indipendente dai governi eletti. ↩︎
Andrea Gandini
Economista, già docente di economia aziendale, analista del futuro sostenibile. Componente della redazione di Madrugada.
