MADRUGADA
Come rimanere sé stessi, altrove
La protagonista di questa storia, laureata, a circa trent’anni trova finalmente uno sbocco per la sua vita professionale: da Padova finisce nei Paesi Bassi per lavorare in un’azienda di marketing, specializzata in scarpe. Siamo un po’ tutti Giulia, trovare un equilibrio oggi è diverso che nel passato e, spesso, siamo costretti a farlo lontano da casa.
I cambiamenti interiori, storia di Giulia
Mi sono trasferita a Rotterdam per iniziare un’esperienza all’estero e fare uno stage lavorativo.
Prima di trasferirmi non conoscevo la cultura che avrei incontrato e non sapevo bene cosa aspettarmi. Sono arrivata senza una casa, che non ero riuscita a trovare prima della partenza, dovendo di conseguenza trascorrere qualche giorno in hotel. La vita a Rotterdam non è sempre piacevole e serena: bisogna abituarsi al vento freddo che ti travolge la mattina quando apri la porta di casa ancora mezza assonnata, alla pioggia quasi costante nella stagione autunnale e invernale, al grigiore della città quando il tempo è cupo, ai monumenti stranissimi (e non molto piacevoli alla vista) che si possono incontrare in diversi punti della città… e il cibo? Davanti a ogni pasto, mi chiedevo: «Che ci faccio qui?». Una domanda che mi sono fatta più di qualche volta e la risposta non sempre è stata chiara.
Ma ci sono dei lati positivi. Si può dire che sicuramente Rotterdam è una città con un’anima libertina, con degli angoli nascosti da scoprire e che ti possono incantare.
Non è stato certo amore a prima vista, ci sono voluti circa tre anni per imparare ad apprezzarla e sentirmi accolta; ma adesso, quando rientro dall’Italia, pur portandomi appresso ancora dolci, malinconie e domande, posso dire di sentirmi bene e spesso motivata. Nonostante un lavoro che spesso mi ha messo alla prova… quanta ansia quando le scarpe non arrivano in tempo, quante ore passate al telefono con UPS a sbloccare le spedizioni, quanta agitazione prima delle presentazioni e pure qualche piantino non è mancato.
Questo mi ha permesso di crescere, imparare ad accettare le sfide senza fare molti passi indietro.
Una delle sfide più grandi della vita olandese è stata probabilmente convivere con il tempo uggioso e piovoso. Ho dovuto ridimensionare la mia meteoropatia considerevolmente per assicurarmi la sopravvivenza! Infatti, la pioggia a volte addirittura mi rilassa e faccio piani ormai con qualsiasi tipo di tempo: una volta in Italia sono andata al lago con il gelo insieme alla mia famiglia, che un po’ mi ha presa per matta… ma come dare loro torto! E cos’altro mi manca? Manca la varietà paesaggistica dell’Italia, in questa terra così piatta (in auto da distante pensavo di aver finalmente visto una collina e invece era un ponte …).
Però con la primavera e le giornate lunghissime tutto il Paese prende un nuovo spirito: i parchi verdi e fioriti di Rotterdam sono diventati una tradizione piacevole; ci si può spostare da una zona all’altra della città con il water taxi. Una volta ho preso pure una barca pubblica per andare in ufficio in una giornata soleggiata: questi sono le parti belle e uniche di Rotterdam.
Un mix di lati complicati e alcuni molto piacevoli che cercano di incastrarsi per trovare un giusto equilibrio.
Giulia Mutto
Laureata in scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani.
