MADRUGADA
Il cambiamento sociale tra corpo e storia personale
In senso biopsichico si dice che l’uomo è costituito da un corpo e da una storia: un corpo evidente e unico, dalle impronte digitali all’assetto neuronale.
e una storia che è anch’essa unica per retaggio educativo e formativo a partire dalla sua famiglia e dagli avi, sino alle sue esperienze più recenti. Dobbiamo subito ammettere che la nostra unicità e diversità psico-cognitiva è tanto sorprendente quanto maledetta perché se la sua originalità esce dai canoni del proprio contesto sociale, diviene bizzarria, stranezza, emarginazione, pazzia, se invece rimane nel canone sociale senza capacità di cambiare, diviene mediocrità.
fissità, pura conservazione. Consideriamo ora alcune espressioni tipiche del cambiamento dei caratteri umani, valutando la loro singolarità e la loro correlazione in sei differenti stati d’animo vitali emblematici:
- vegetativo: determinato da molta realtà e pochi sogni utopici;
- idealismo: determinato da poca realtà e molti sogni utopici;
- realismo: determinato dal vivere la realtà con umorismo;
- fanatismo: determinato da sogni utopici senza alcun umorismo;
- surreale o fantastico: nasce da sogni utopici con molto umorismo;
- saggezza: nasce dall’insieme equilibrato di realtà, sogni utopici e umorismo.
Sono stati d’animo o emotivi che ciascuno di noi vive periodicamente nel quotidiano e che se praticati per lungo tempo, determinano il carattere permanente di una singola persona nel rapporto con la società. Il passaggio da uno di questi stati all’altro esige un cambiamento psicocomportamentale che si viene a generare spontaneamente per autoinduzione o per costrizione eteroindotta dal contesto sulla persona. Un altro dato da considerare è la funzione del corpo in questi passaggi poiché, nel vivere, il nostro corpo cambia sul piano fisiologico, ormonale e metabolico, e noi mutiamo per aspetto, per disposizione verso la realtà di vita e infine per stato sociale. Per valutare quanto detto basterebbe fare una personale disamina retrospettiva per vedere quante volte nella nostra vita abbiamo determinato o subito un cambiamento. Tra i più correnti di carattere autonomo troviamo: adolescenza, autonomia.
relazione con partner affettivi. Tra i più correnti tra quelli psicologicamente subiti troviamo: malattie, vecchiaia, senso del vivere e del morire. Basterebbe rivedere i film di Ingmar Bergman.
fine esploratore di questi stati emotivi tra gli anni ’50 e ’60, per comprendere le dinamiche di cambiamento personale in relazione alla società. Da Il settimo sigillo sino a A proposito di tutte queste signore si compie un excursus che oscilla tra interiorità personali e analisi di contesto sociale in cui l’uomo è intrappolato e subisce il vivere con poche possibilità di cambiamento. La società moderna, dagli anni ’90 a oggi, è più liquida e meno strutturata, il cambiamento personale si manifesta con grande dinamicità e libertà perché più impellenti e problematici sono la solitudine e l’individualità in cui si dipana un destino umano autodeterminato tanto da poter affermare che oggi ogni uomo è un’isola (parafrasando al contrario John Donne e Thomas Merton) che vive tra solitudine, carenza di relazioni, depressione e disturbi dell’umore. Queste determinanti sono bene espresse dal cinema di Ferzan Ozpetek dominate dall’ironia e dal distacco nell’accettazione delle diversità umane come fatto inevitabile del vivere, accogliendo l’altro per quello che è. Questi autori, come tanti altri, filosofi e non.
hanno affrontato l’approfondimento dei cambiamenti della vita con impegno serio e gaio a un tempo, ora profondamente ingenuo e ora cinico; costoro, come tante persone anche semplici, sono pervasi da un senso di commedia, sorretto da saggezza, propria della vita vissuta serenamente e sensualmente, con gioie e dolori, senza cadere in essi con un’adesione monocorde. Per questa solitudine interiore e poliedricità sociale, gli uomini contemporanei sono di fatto in pericolo, poiché dimenticano di avere un corpo con tutta la sua vacuità e dimenticano che la vita è fatta del semplice godimento di noi stessi e degli altri, della casa, della natura, delle semplici cose che ci lasciano sbalorditi in un mondo che abbiamo difficoltà a esplorare. Il raggiungimento della saggezza, della quiete interiore, che è il più alto grado del pensiero esistenziale, consiste nel moderare i propri sogni o il proprio idealismo col buon senso dell’umorismo a sua volta materializzato di realtà. È un percorso pseudoscientifico che può procedere con un’analisi interiore costante, dove ciascuno di noi deve essere libero di discutere, di cambiare opinione e cammino di vita. È necessario che chi vuole cambiare la sua vita non pretenda di poter dimostrare le sue scelte con una massa di fatti che prescindano e che superino l’interpretazione personale, poiché il cambiamento è un atto intimo basato sull’unicità dell’individuo: chi espatria per godersi la pensione ha motivazioni interiori che superano il fatto economico. Si deve, dunque, concludere che il cambiamento nelle relazioni sociali non è mai sostanziale se non passa per la corporalità emotiva. È così nell’amicizia, nella fede degli ideali e in amore.
le massime leve di ogni cambiamento personale.
Alessandro Bruni
Biologo farmaceutico, già preside della facoltà di farmacia dell’università di Ferrara componente la redazione di Madrugada.
