Campo estivo 2026 – giovanissimi

Abbiamo le autorizzazioni per pubblicare le foto dei minori

LEGAMI IN EVOLUZIONE: LOVE LAB


Ciao, siamo Elena ed Elisa, facciamo parte del gruppo giovanissimi di Macondo. Macondo è un’associazione che organizza attività e progetti per creare socialità, inclusione e partecipazione. Si occupa di mettere in contatto le persone e creare occasioni per stare insieme, come i camp. Sono quattro all’anno, uno per ogni stagione, e quelli estivi ed invernali sono i più lunghi.

Siamo delle “veterane” dei camp, ne abbiamo saltato solamente uno! Ci piacciono molto queste esperienze, sia per la bella compagnia, sia per le attività interessanti su vari temi. Ogni volta abbiamo l’occasione di riflettere e visitare nuovi posti.

Questo camp è stato a Canal San Bovo e abbiamo trattato il tema dell’amore.

3/8/2026 – Arrivo, soffitto troppo basso e lupus

Siamo partiti al mattino ed ero felice, curiosa di scoprire il posto e le attività che avremmo fatto. Ero pronta per iniziare una nuova avventura. Non vedevo l’ora di rivedere i vecchi amici e di conoscerne di nuovi. Siamo arrivati a Canal San Bovo poco prima di pranzo. Una volta arrivati tutti, ci siamo presentati e abbiamo iniziato a parlare un po’ tra noi. Ellena ed Ilaria ci hanno mostrato le camere per sistemare le valigie. Ci hanno diviso nei gruppi che avrebbero svolto diversi compiti durante le giornate. Nei camp estivi e invernali siamo autonomi. Con l’aiuto delle animatrici prepariamo i pasti, laviamo i piatti, puliamo i bagni e gli spazi comuni e organizziamo le serate. È un aspetto che mi piace molto, perché ci insegna a essere più responsabili, ad aiutarci a vicenda e a darci la soddisfazione di aver fatto quasi tutto da soli. In tarda mattinata abbiamo fatto un gioco per rompere il ghiaccio. Mangiare tutti insieme è stata un’occasione per parlare. Nel pomeriggio ci siamo dedicati a diverse attività che introducevano il tema del campo, ossia l’amore. Prima abbiamo scritto e condiviso dei bigliettini, riguardo a una situazione in cui ci siamo sentiti fuoritempo/fuori luogo rispetto ai nostri coetanei. Poi abbiamo scritto un bigliettino con delle aspettative per il camp, e uno sempre sul sentirsi fuori tempo ma sul tema dell’amore da conservare fino a fine camp. I racconti degli altri mi hanno fatto riflettere e sentire meno sola. Come seconda attività abbiamo completato un cartellone con diverse azioni ed età. L’obbiettivo era quello di farci capire che ciascuno ha i suoi tempi, non tutti iniziamo a fare una certa azione alla stessa età. Infine, abbiamo scelto le regole da rispettare durante il campo, in modo da autoregolarci. Prima di cena abbiamo svuotato le valigie e fatto i letti, con qualche piccolo imprevisto: il soffitto basso. La serata è trascorsa tra “Lupus in Fabula” (un classico) e “L’impostore”. Le serate mi piacciono perché sono giochi che possiamo scegliere insieme, riuscendo a portare proposte sempre diverse. Prima di dormire abbiamo chiacchierato un po’ e più tardi alcuni ragazzi hanno invaso la nostra camerata “per dare la buonanotte”, ma sono stati beccati… Insomma, è stato un primo giorno intenso!

Elena (quella che ha dato troppe testate al soffitto)

4/8/2026 – Attrazione, cascate e obblighi stravaganti

La mattina le campane hanno svegliato quasi tutti alle 7:00. Ci siamo trovati giù per la colazione e, dopo aver lavato i piatti, siamo andati nella sala dell’oratorio per iniziare l’attività. Ci siamo divisi tra femmine e maschi, che hanno cambiato stanza. A quel punto ci hanno svelato la prima fase del tema del camp: l’attrazione. Mi è piaciuto molto che durante il camp, in alcuni momenti, ci siamo divisi tra maschi e femmine perché così c’è stata più libertà di esprimersi per tutti. Abbiamo riflettuto sulle caratteristiche dell’attrazione, gli aspetti più diffusi e le unicità. Dopo pranzo ci siamo preparati per andare al torrente e, dopo una breve passeggiata sotto il sole cocente, siamo arrivati, ci siamo sistemati con i teli all’ombra degli alberi e ci siamo fiondati subito alle pozze per rinfrescarci, fare i tuffi ed esplorare le cascate. Non tutti hanno avuto modo di esplorare, a causa di un ritrovamento di un pesce. Dopo la pausa siamo tornati dove avevamo messo i teli per fare l’attività. Così, rinfrescati e gocciolanti, ci siamo avvolti negli asciugamani e abbiamo parlato delle red flag dell’attrazione: segnali negativi che vediamo nella persona per capire da chi “stare alla larga”. Finita l’attività ci siamo rimessi in cammino per tornare all’oratorio. Dopo cena, ci siamo trovati sotto il tendone per le attività serali: “Patata bollente” e “Obbligo o verità?”. Sono andata a letto sfinita, ma anche arricchita dalla bella giornata passata piena di risate in compagnia.

Elisa (la vincitrice di “Patata bollente”)

5/8/2026 – Approccio, giro a Prade, problemi con le vespe e skincare time

La sveglia è suonata più o meno per tutti alle 7 con la confusione delle campane. L’attività del mattino era un brainstorming su vari temi: con chi ci confidiamo, come ci approcciamo e cosa facciamo, come ci comportiamo. Abbiamo riflettuto e creato dei cartelloni divisi tra maschi e femmine. Mi è piaciuto vedere le differenze emerse dal confronto e la condivisione finale tutti insieme. Abbiamo pranzato e poi ci siamo preparati per la passeggiata. Siamo partiti nel primo pomeriggio: per fortuna era nuvoloso e non era troppo caldo! Abbiamo attraversato il bosco e siamo arrivati in un altro paesino. A merenda, abbiamo fatto una piccola pausa gelato. In un parco abbiamo svolto l’attività del pomeriggio, parlando delle red flag nell’approccio e di esperienze personali. Poi siamo tornati (con molta calma) e ci siamo fatti la doccia. Abbiamo cenato con della pizza e abbiamo avuto qualche problemino con una vespa. Durante la serata, abbiamo giocato a “Dame e cavalieri” e “Pistolero”, con qualche difficoltà a ricordare i nomi di tutti! Una volta saliti nelle camere, noi ragazzi ci siamo trovati in uno spazio comune per fare skincare. Tra chiacchiere e risate, ho capito quanto sia speciale il gruppo che abbiamo formato. Più tardi siamo andati a dormire, stanchi ma felici.

Elena (ho paura delle vespe e la pelle molto idratata)

6/8/2026 – Innamoramento, cartelli stradali e il caldo torrido

Il giovedì ci siamo svegliati grazie all’immancabile trambusto delle campane. Dopo colazione, chi non doveva pulire ha iniziato a prepararsi la valigia e poi ci siamo trovati tutti nella sala dell’orario per l’attività della mattina. Quindi, dopo esserci divisi tra maschi e femmine, abbiamo disegnato, ognuno il suo cartello stradale che rappresentava l’innamoramento. Questa è una delle tipologie di attività che mi piace di più: trasformare qualcosa di astratto in una cosa materiale (e magari quotidiana) attraverso il disegno. Abbiamo fatto anche un brain-storming di quello che facciamo o proviamo durante l’innamoramento e poi ne abbiamo scritto una definizione. Ci siamo riuniti, abbiamo esposto i lavori e infine abbiamo parlato delle relazioni pericolose tenendo conto dell’esempio di Giulia Cecchettin. Dopo pranzo, abbiamo portato giù le nostre valigie e abbiamo fatto l’attività conclusiva esponendo (chi se la sentiva) il biglietto scritto e conservato da inizio camp. Abbiamo concluso dicendo una parola a testa che per noi rappresentasse il camp e i giorni passati. Piano piano sono arrivati tutti i genitori e siamo andati a casa tra saluti e abbracci. Ho passato un viaggio sereno ripensando ai bei momenti vissuti e al bel gruppo che si è creato. Appena scesa dalla macchina, volevo già tornare a Canal San Bovo perché qui giù fa veramente caldo!

Elisa (mi sto sciogliendooooo)

In conclusione, secondo noi si è formato un gruppo stupendo e ci siamo divertite tantissimo. Speriamo che i prossimi non saranno da meno, ma siamo sicure che le nostre aspettative verranno superate (come sempre). Questo campo aveva un tema più “difficile”, ma gli animatori sono stati bravi nel trattarlo in un modo chiaro, facendoci sentire accolti e incoraggiandoci ad aprirci.

Elena ed Elisa