Incontro pubblico di fine Estate 2026
Le parole che siamo diventati
RENDIAMO CONTO DELLE NOSTRE PAROLE

Sabato 12 Settembre
9:30 – 17:00

Sala polivalente
via degli Scalpellini 9
Pove del Grappa (VI)
Programma
9:30-11:30 PAROLE GENERATIVE
LESSICO DISOBBEDIENTE
Marco Campedelli (scrittore, teologo, educatore)
LE PAROLE DELLA CURA
Michele Visentin (formatore)
11:20 condivisione contenuti
12:30 Pranzo c/o Centro diurno anziani
14:30 – 16:30 SCRIVO PER RESTARE UMANO
LE PAROLE DEL SILENZIO
Vittoria Cristoferi (neuropsichiatra infantile)
PAROLE DA GAZA
Ruggero Da Ros e Cristina Metto (Pax Christi)
16:00 condivisione contenuti
17:00 Chiusura lavori

“Le parole che siamo diventati: rendiamo conto delle nostre parole”, continua la nostra riflessione sul valore e la responsabilità delle parole che usiamo, o preferiamo, per raccontare chi siamo, in che mondo viviamo, da quale parte stiamo, come ci sentiamo. Anche perché, come scrive Marco Campedelli, invitato ad intrattenerci «Più parole possiedi, più abiti il mondo, non da servo, ma da persona libera. La rivoluzione non viene dai cannoni. Viene dalle parole». La parola è un soffio che esce dalla bocca, ancestrale e vitale fin dalla sua origine, possiamo essere pieni o vuoti di parole, respirare a pieni polmoni o essere asfittici, possiamo conoscerle davvero o prenderle in prestito, per sentito dire, possono essere a volte ridondanti, evocative, censurate, spesso le curiamo meno dei vestiti che indossiamo ma comunque ci rappresentano, possono acquistare sfumature personali, caricarsi di memorie come le filastrocche, rispondere a coerenze ed appelli a volte estremi.. come quello di restare umani.
Con questo seminario che sarà il 12 settembre presso la sala polivalente di Pove del Grappa, vogliamo restare fedeli ad un appuntamento di fine estate per creare anche quest’anno l’occasione, sempre molto attesa, di ritrovarci, confrontarci e aver tempo per rinforzare i legami tra noi, favorire contaminazioni, scambi, aggiornamenti, in quel clima di condivisione e festa che da sempre caratterizza gli incontri di Macondo.
L’appuntamento è per le 9.30 per un breve saluto e una introduzione al tema; i primi due primi relatori invitati introdurranno una riflessione legata alle parole generative, abbiamo scelto le “parole disobbedienti” che saranno approfondite da Marco Campedelli, teologo, scrittore che ci ricorda, nel suo libro Lessico disobbediente, che le parole: ”Custodiscono la memoria che abbiamo perduto. Sono parole-alberi, parole-mare. Su di esse possiamo arrampicarci verso la luce, tuffarci, talvolta naufragare. Questo campionario di parole è un appello a ritrovarle, a scandirle, a liberarle se imprigionate, a tenerle strette dentro la bufera. Sono parole marginali, lasciate ai bordi. Non addomesticate».
Michele Visentin, formatore e counselor seleziona per noi alcune “parole della cura” i cui etimi e significati arcaici e profondi possono aiutarci a stabilire, mantenere o rinforzare relazioni delicate e difficili, comunicazioni in contesti di fragilità e sofferenza, in situazioni che a volte ci fanno proprio perdere la parola..e il respiro.
Com’è nostra abitudine ci dedichiamo uno spazio di confronto e approfondimento degli stimoli dati dai primi due relatori fino all’ora di pranzo che si consumerà assieme presso la sala del centro diurno di Pove.
Nel pomeriggio dalle 14.30 affronteremo il tema: “scrivo per restare umano” lo spunto è stato preso dal titolo del toccante diario di Muhammad al-Zaqzouq che racconta la vita sua e della sua famiglia a Gaza tra il 7 ottobre 2023 e la fine del 2024, tra bombardamenti, sfollamenti e la lotta per mantenere la propria umanità. La scrittura dunque come un “ancora di umanità” tema che sarà sviluppato attraverso due testimonianze, “Le parole dal silenzio” con Vittoria Cristoferi neuropsichiatra infantile che ha dedicato tutta la sua vita a trattare soprattutto bambini e giovani autistici non verbali dando loro la possibilità di narrazione assistita, riformulando così il paradigma clinico e pedagogico che scardina l’equazione “assenza di linguaggio funzionale uguale assenza di cognizione”, dimostrandoci che quando al silenzio si prestano delle parole spesso incontriamo poesia.
Ruggero da Ros e Cristina Metto amici e volontari di Pax Christi ci portano “Parole da Gaza”, che raccontano la sofferenza, l’incertezza e la resilienza degli abitanti di una terra massacrata, di un popolo che lotta per sopravvivere ma anche con grande dignità cerca di tenere desta l’attenzione sulla propria condizione e tentando così di trascendere il meccanismo animale della sopravvivenza attraverso l’so della parola di denuncia, testimonianza, rivolta.
Che dire ancora… vi aspettiamo tutte e tutti, staremo bene assieme,
un caro abbraccio profondo come un respiro in foresta
Monica Lazzaretto
Padova, 18 agosto 2026
