MELQUÍADES

Articolo di Andrea Gandini

Creare eventi per manipolare: la finta immigrazione a Ceuta

È probabile che dietro la finta immigrazione a Ceuta, enclave spagnola in Marocco (ma 48.300 su 50mila sono già rientrati in Marocco) ci sia il re Mohammed VI e il primo ministro Akhannouch (centro destra), uno dei bersagli della GenZ, con 1,6 miliardi di patrimonio. Il motivo? Pressare Sanchez che il 20 luglio aveva incontrato l’Algeria (per il gas), ma che teme possa ritornare ad appoggiare il popolo Sahrawi che lotta da decenni per avere l’indipendenza del Sahara Occidentale con un referendum (chiesto anche dall’ONU nel 1991 ma mai fatto). Un accordo recente (a cui ha aderito, peraltro, anche la Spagna) prevede diventi regione autonoma sotto la sovranità del Marocco. Decisione però contestata dall’Algeria che il 20 luglio è stata visitata da Sanchez per accordi sul gas.

Creare eventi per manipolare: la finta immigrazione a Ceuta
Ministry of the Presidency. Government of Spain (Attribution or Attribution), via Wikimedia Commons

Poi ci sono gli Stati Uniti di Trump e Israele che, con gli accordi di Abramo del 2020 (a cui ha aderito il Marocco), possono aver chiesto di usare i migranti contro Sanchez che si è opposto (unico in Europa) al genocidio in corso di Israele sui palestinesi a al riarmo voluto da Trump e Nato al 5% del Pil per tutti.

Che il Marocco sia amico di Trump è noto, al punto che la nuova autostrada di 1050 km che attraversa il deserto (Tiznit-Dakhla) porta il suo nome “Donald Trump”, che al Consiglio di sicurezza ONU appoggia le richieste del Marocco sulle terre dei Sahrawi e vuole il mondiale di calcio del 2030.

È noto poi che la destra mondiale ed europea lavora da anni sulla paura dell’immigrazione per aumentare i propri consensi e organizzare la finta invasione in Spagna è un modo (anche se farlocco) per tentare di screditare Sanchez.

Il Governo Meloni ha sospeso Schengen, cioè la libera circolazione in Europa, e farà controlli alle frontiere per chi arriva dalla Spagna, ma è una forma di incompetenza (voluta) in quanto la nuova sentenza della Corte Suprema della Spagna prevede la regolarizzazione di un migrante solo se risiede in Spagna da almeno 5 mesi e da prima del 1° gennaio 2026. Quindi non c’è alcuna possibilità per un irregolare che da Ceuta riesce ad andare in Spagna (ma ci sono 34 km di mare!) e che poi possa uscire dalla Spagna come regolarizzato.

È quindi evidente che si tratta di una montatura ad arte per aumentare la pressione su Sanchez già isolato nella UE per le sue scelte anti Trump (Israele e riarmo).

Quali sono le differenze tra il modello Sanchez e di Meloni sull’immigrazione? Sanchez ha deciso di aumentare l’immigrazione regolare (con regolari visti via aereo) sfruttando la stessa lingua dei latino americani che sono il grosso dell’afflusso straniero e ha ridotto, nel frattempo, gli sbarchi irregolari(calati dal 2023 al 2025 da 57.318 a 36.683).

Il Governo Meloni fa il contrario: poiché non vuole avere immigrazione legale, la quota di irregolari cresce (+55% rispetto alla Spagna) e ha ridotto i rimpatri (-29,6%, mentre in Spagna crescono). L’Italia non riesce infatti ad aumentare il flusso di ingresso dei regolari (aumentati solo sulla carta, per l’assurda legge sui flussi che si è data, ne sono arrivati 8,7% nel 2025, 14mila su 164mila!). Per nascondere questa insensata politica migratoria agita lo spauracchio iberico per celare i nostri sbarchi, quelli si incontrastati e irregolari a fronte di flussi legali che sono pochissimi e mandano in bestia le nostre imprese (corrette e sane) che cercano lavoratori che non trovano.


L’immigrazione netta nei paesi UE è stata negli ultimi 10 anni (2014-24, Il 2025 non è disponibile) del +4,3%. Maggiore in Germania (+7,5%), Spagna (+7,3%), Austria (+7,1%) e minore in Italia (+3,1%), ma mentre in Germania, Spagna e altri paesi è molto alta la quota dei regolari, l’Italia ha la quota più alta di irregolari (478mila, rispetto ai 234mila della Spagna, 340mila dalla rotta balcanica, 260mila in Grecia e 48mila dall’Est). Il risultato è che l’Italia ha quasi il 40% di irregolari in ingresso contro l’8% della Spagna. Poiché gli irregolari che entrano in Italia in gran parte si spostano poi in Europa, il paradosso è che è l’Italia a minacciare l’immigrazione irregolare in Europa, non la Spagna, la quale ha meno irregolari e meno dell’Italia si spostano dal suo territorio verso l’Europa.

Ingressi regolari e irregolari dal 2021 al 2026 (giugno). Fonte Frontex e UE

La differenza con Sanchez è che il primo ministro socialista ha deciso una forte immigrazione legale a partire dal 2022 e la regolarizzazione di irregolari nel paese (circa 500mila) per rilanciare la crescita della Spagna che ha bisogno (come tutta la UE e l’Italia) di immigrati legali per il suo sviluppo, che viaggia a una velocità di 2,5 volte quella dell’Italia (come PIL) nel periodo in cui governa Meloni (2022-2026).

Tutti sanno che la UE ha un enorme fabbisogno annuo di immigrati e lo sa anche il Governo Meloni che infatti ha aumentato il decreto flussi a livelli prima mai raggiunti ma, per la farraginosità di questo sistema demenziale, ne entrano solo 8-10% del fabbisogno, mentre invece continua un flusso di irregolari (seppure in calo e uno stock di irregolari stimato in 300mila unità)che fa comodo sia ai padroncini per sfruttarli, favorendo quel caporalato che a parole si dice di voler combattere (il PNRR prevedeva 200 milioni per ridurre i ghetti, ma il Governo ha rinunciato all’80% dei finanziamenti), sia per accrescere paura e allarme sociale tra molti cittadini sfruttando l’ignoranza sui dati e le (non) politiche immigratorie del nostro Governo e di quello che invece si potrebbe fare (e altri fanno).

Andrea Gandini

Andrea Gandini

Economista, già docente di economia aziendale, analista del futuro sostenibile. Componente della redazione di Madrugada.