MADRUGADA

Articolo di Gaetano Farinelli

Francesco e le nuove povertà di speranza

Spesse volte, la sera, assieme a mia madre
Francesco d’Assisi: un uomo che cambia la Chiesa senza cadere nell’eresia pauperistica. Che cambia le regole della vita consacrata, senza costruire una regola. Da lui nascono tre ordini, ma unico è il riferimento: il vangelo della povertà e della mitezza. Nasce anche un ordine religioso femminile, con un’autonomia e libertà nuova, che è la libertà della fede: Chiara non sarà ancella, serva, del fondatore, ma sorella Chiara. I frati non resteranno dentro la città o nei monasteri, ma usciranno e cammineranno nel mondo.
Da adolescente, quando rientravo a casa dal seminario, spesse volte, la sera, assieme a mia madre andavamo alla chiesa dei Cappuccini, percorrevamo tutto il colonnato davanti all’azienda Valli e arrivavamo fino alla porta del lazzaretto e poggiavamo il piede sul gradino di accesso. Era il piede di san Francesco.
Ma ho conosciuto Francesco quando, introducendo la storia del medioevo nel corso delle medie, l’insegnante di italiano ci fece imparare a memoria il Cantico delle Creature, perché era la prima composizione in lingua italiana. Che per me suonava strana come lingua madre, ma facile da mettere a memoria.

La storia di una generazione
Poi lo fecero patrono d’Italia. E rappresenta l’Italia per la fratellanza e per la povertà. Oltre che per il suo Cantico delle Creature, scritto in volgare.
Accanto a Francesco ci sta pure santa Caterina, ordine dei domenicani. Il mio impatto emotivo con Francesco d’Assisi avviene con la miniserie tv di Liliana Cavani (1966). Racconta la storia di una generazione, quella di Francesco, che passa dalla vita mondana con gli amici all’esperienza della guerra, le contese comunali e la sua prigionia. Poi il colpo di fulmine nella lettura del vangelo, scelta di una vita austera, povera, senza uso del denaro. Contestazione di una società mercantile: la ricchezza, il denaro e la vita facile. Un film che prelude ai movimenti sociali e politici del 1968. Che è stata la storia di una generazione che lotta contro l’autoritarismo, il consumismo.
Riprende la scena di Francesco che nella piazza di Assisi consegna al padre i vestiti e resta nudo.

Uccellacci e uccellini
Un altro film interessante che riprende la figura di Francesco è Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini. Sempre degli anni Sessanta. Due popolani di Roma (Totò e Ninetto Davoli) camminano lungo i sobborghi della città accompagnati da un corvo che li ammaestra sulla dottrina di Marx, lotta di classe, l’intellettuale organico, la vittoria del proletariato, un linguaggio per loro incomprensibile interrotto da Totò con motteggi ironici e sarcastici. Poi cambia la scena e siamo catapultati nel tredicesimo secolo: san Francesco parla ai suoi frati, tra cui Totò e Ninetto, frati pure loro. Francesco li manda in missione, a portare la pace tra falchi e passeri, che ascoltano la parola di dio, ma poi i falchi si mangeranno i passeri. Ci ricorda l’avventura di Francesco in Terra santa. Episodio gioioso in cui Francesco, disarmato, con il solo suo saio va incontro al Saladino, per incontrare un uomo a cui portare la pace di Cristo. Non ottiene la pace tra cristiani e musulmani. E i luoghi santi restano oggetto di eterna contesa.
Intanto l’azione di Francesco a lungo termine bandisce la fratellanza tra gli uomini, e spegne il significato di nemico come male e suggerisce l’idea di avversario che può convertirsi. La speranza rimane non solo come ipotesi, ma come forza che costruisce.

Frate Francesco e frate Leone
Azzardo in letteratura un paragone tra la coppia san Francesco e frate Leone con Don Chisciotte della Mancia e Sancho Panza. Due forme estreme di ascetismo in Francesco che ammaestra frate Leone sulla vera letizia che sta nel sopportare la fame e il freddo e l’ignominia alla porta del convento con umiltà e rassegnazione, rinunciando a sé stessi come il Figlio dell’Uomo che non ha dove posare il capo; così Cervantes narra di Don Chisciotte che impone al suo scudiero di andare contro l’ingiustizia del mondo in nome di Donna Dulcinea del Toboso e di correre lancia in resta contro i giganti del disonore che si sono pietrificati nei mulini a vento. Sancho Panza, con il suo buon senso, rinuncia all’impresa, mentre il cavaliere dalla trista figura si infrange contro i mulini, allo stesso modo gli ideali si infrangono contro la realtà. Gli ideali dell’amore e dell’onore si scontrano con la brama del possesso e del sopruso. Resta solo l’amicizia che mantiene Sancho legato al cavaliere don Chisciotte, come frate Leone resta il fedele scrivano di San Francesco e prende nota dell’ammaestramento, temperato dall’umiltà che tiene il senso del limite.

Da Sorella Madre Terra alla Magnifica humanitas
Ricordo un episodio a Rio de Janeiro che mi resta impresso a risalto delle mie contraddizioni.
Stavo viaggiando su di un bus urbano e leggevo un testo di Leonardo Boff. Affrontava il tema a lui caro dell’ecologia. E mi pareva strano che un filosofo e teologo si interessasse di queste cose.
Ora me lo trovo qui accanto, in un libretto che abbiamo pubblicato nel 2024 con MacondoLibri: Sorella Madre Terra, che affronta il tema da un punto di vista scientifico. La natura è l’insieme delle relazioni e delle energie che operano tra di loro in sincronia e danno vita a un mondo in continua trasformazione. Francesco che chiamava a raccolta le cose inanimate, che hanno come prima e unica relazione con l’essere e non con la vita, per lui erano in grado da dare allegrezza all’uomo e lode a Dio Signore. E successivamente papa Francesco ha scritto una enciclica, Laudato si’, che riprendendo il filo che passa attraverso Francesco e Leonardo Boff, ne amplia il tema, per un ecologismo integrale, in cui la Magnifica humanitas di Leone XIV è coinvolta, affinché l’ecologia non divenga una scienza che astragga dagli effetti sull’uomo, proprio perché nuove forze si sono sovrapposte nei percorsi precedenti senza l’umano, e dunque ci saranno interventi riparatori, interventi contro corrente, che tengano conto delle attività umane attuali e passate, per non inasprire i confronti già aspri tra le nazioni.
San Francesco, con la sua vita ascetica di amore e rispetto, ha illustrato un esempio di sobrietà e di fratellanza che nasce da una sintonia tra l’uomo e quanto esiste e sta dentro e attorno a noi.
Quando negli anni settanta in Italia nacquero i primi movimenti ecologisti, l’atteggiamento scettico delle persone li considerava idee e progetti di gruppi aristocratici e raffinati, i radical chic. Ora negli ottocento anni dalla morte di Francesco, la mentalità è cambiata e non basta. Lunga è la strada della conversione, che richiede austerità e rispetto, amore e giustizia per una Magnifica humanitas.

Gaetano Farinelli

Gaetano Farinelli

Cofondatore dell'associazione Macondo, prete, redattore di Madrugada