MELQUÍADES
Crans-Montana e famiglia nel bosco. E se ci fossero altre responsabilità oltre a gestori e Comune?
Ora che ci sono 40 morti e 116 feriti tutti chiedono di condannare i gestori del locale e il Comune (per 5 anni di mancati controlli) in una Svizzera dove se ti cade un tovagliolo in strada ti fanno la multa e se non parcheggi bene qualcuno te lo fa notare, tutto lindo e pulito (all’esterno). In società dove le cose visibili e materiali sono sanzionate, mentre quelle invisibili e spirituali no (come i reati finanziari e la speculazione). Sarebbe anche da cambiare la norma che nei piccoli Comuni (anche in Italia) siano sindaco, assessore, polizia locale e vigili del fuoco locali a svolgere tali controlli perché dove la comunità è piccola, gli interessi economici sono a volte difficili da contrastare e, come ha detto qualcuno, “giocano tutti insieme a golf”.

Nei comuni del Medioevo i sindaci dovevano essere forestieri e durare un solo anno e poi risiedere lì almeno 3 mesi per analizzare il loro operato ed evitare collusioni con potenti locali.
Funerali di Stato per i nostri ragazzi, ma nessuno scrive di che paese sono gli altri morti, oltre ai francesi (c’era Macron): tempi di sovranismo nazionale anche per i defunti.
I genitori chiedono che lo Stato si faccia parte civile e si assolvono. Eppure, oltre alle clamorose responsabilità di gestore e Comune ci sarà pur qualche genitore che si interroga (molti sono più che abbienti, ingegneri, avvocati, medici, finanziari,…) su come i loro figli (minori) fan festa (e non era la prima volta) in un locale dove i minori non potrebbero entrare, dove ci si vantava di fare giochi pirotecnici con bottiglie di spumante (con alcol) costose, col solito strafare di chi si porta in spalla la giovane di turno con un soffitto che è a 10 cm.
E che dire di coloro che anziché scappare filmavano col telefonino, scambiando il pericolo con uno spettacolo? La conferma che lo smartphone abbassa tante cose, anche la percezione del reale e del pericolo. Ma da giovani si vive con telefonino e tecnologia, non è più tempo di esperienza con lavori manuali o vita vera e nelle scuole il lavoro e le attività reali manuali (anche artistiche) sono scomparse (tranne ginnastica).
E poi il locale era smart, per giovani vip/smart, in un località sciistica smart e dove era smart riprendere le prime scene di un incendio. La tecnologia, grande sorella, ti rassicura anche se sei in pericolo… sveglia amico non sei al cinema, anche se così “credi di essere sano”.
All’estremo opposto ci sono dei genitori che vogliono educare i propri tre figli nel bosco, lontano da queste modernità. E questi vanno precocemente sanzionati perché neo rurali radicali, diversi, non hanno il cesso in casa, i figli fanno l’home schooling, non frequentano altri bambini, non si vaccinano, la casa è riscaldata solo in cucina. Tutto sa troppo di una volta. E’ vero che sono amati dai genitori, che bosco e animali sono una grande risorsa, ma i loro comportamenti sono troppo distanti dalla modernità. Piacerebbero a Pasolini, ma non a noi che siamo per la sicurezza “finta” (sudi, non andare sull’albero, è pericoloso, vai piuttosto in discoteca, guida a 180 all’ora,…), i comfort, l’inclusione della nostra scuola poco “affettiva” se l’80% degli studenti dichiara essere uno schifo.
Se stai nel bosco isolato non va bene, ma se stai chiuso in casa e senza rapporti coi genitori, come i 50-70mila hikikomori,…beh quelli chi li vede, sono invisibili. E chi fa elemosina o sta nelle roulotte? Mica è facile prenderli, lì sono armati e c’è una comunità che li difende.
Gaber diceva che è “nelle piccole cose che si notano le tue stonature…che tra un whisky e una risata nei giorni di riposo l’uomo muore con tutta la sua famiglia abbarbicata…”. E qualche papa, se fosse ancora vivo, potrebbe dire: chi sono io per giudicare una famiglia diversa ma che ama con la luce negli occhi i suoi figli che vuol far crescere nel bosco e tra gli animali, in fondo anche il nostro Gesù non ha avuto tanti comfort.
Separati dai genitori, i figli del “bosco”, sono ora ben curati, riscaldati e con un cesso standard nella “casa-famiglia”, ma hanno iniziato a fare gesti di autolesionismo. Forse stavano meglio prima insieme ai loro genitori immersi nella natura, seppur senza cesso e da adolescenti, senza telefonino, sarebbero subito scappati via da quel locale, o più probabilmente, non ci sarebbero mai entrati.
Andrea Gandini
Economista, già docente di economia aziendale, analista del futuro sostenibile. Componente della redazione di Madrugada.
