Elenco degli articoli
Quando l’obbedienza non è più una virtù
Articolo di Francesco Monini
Quando due diversi punti di vista, due concezioni delle cose e dell’ordine che le regola viaggiano su binari paralleli supportati da dimostrazioni e motivazioni innegabili e tali da eludersi vicendevolmente, allora due sono le vie da perseguire: una dialettica che porta al progresso e all’evoluzione in senso positivo delle problematiche iniziali e l’altra che sfocia
Sovranisti? No, nazionalisti
Articolo di Fabrizio Panebianco
È rientrato nella discussione economica e politica il termine «sovranismo». Il termine dovrebbe indicare quelle forze politiche che vorrebbero agire per «riportare» la sovranità nazionale nelle mani del popolo, lottando contro le istanze sovranazionali. Il nemico è variabile di volta in volta e può venire identificato con organi politici sovranazionali (l’Unione Europea per esempio), i
Ruanda
Articolo di Cecilia Alfier
Il piccolo Ruanda (26.338 chilometri quadrati), con i suoi undici e più milioni di abitanti, è densamente popolato. Per il suo paesaggio è detto il paese delle mille colline. Si trova nell’Africa centrale, nella lingua di terra fra il Nilo e il fiume Zaire. Molta parte del suo territorio è a 1500 metri sul livello
L’onda Bolsonaro sulle elezioni presidenziali
Articolo di Arnaldo De Vidi
Il sistema neo-liberale (o dittatura delle multinazionali e del mercato) nelle elezioni Il caos attuale del Brasile si capisce riflettendo sul panorama mondiale di oggi e… di ieri. Alla fine degli anni ’80 il primo mondo è rimasto padrone assoluto dello scenario socio-politico-economico mondiale, con il crollo del secondo mondo e l’inconsistenza del terzo. Nel
I tempi cambiati
Articolo di Bruno Vigilio Turra
Raccontava mia nonna, vecchia contadina delle Alpi e vera leader di una famiglia frettolosamente definita «patriarcale», che quando seppe che avrebbe avuto una pensione, che avrebbe ricevuto dei soldi senza per questo lavorare duramente, pensò per prima cosa a uno scherzo da prete e poi, incassato il primo contributo, si sentì miracolata, la donna più
Fare teatro… a passi sospesi
Articolo di Michalis Traitsis
Perché il teatro in carcere Sono tanti i motivi che mi convincono a sostenere l’utilità e la pregnanza di un progetto teatrale in carcere. L’attività teatrale mette in moto risorse, lavora sulla relazione e l’aiuto reciproco, promuove il senso sociale, riattiva appartenenze. Contribuisce a restituire dignità, fiducia, capacità di pensarsi e anche di mostrarsi diversi
Tornare in campo dopo il giallo
Articolo di Stefano Cavallini
Art. 27 della Costituzione: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Art. 27, Legge 354/75: «Negli istituti [di pena] devono essere favorite e organizzate attività culturali, sportive e ricreative e ogni altra attività volta alla realizzazione della personalità dei detenuti e degli internati,
Il galeorto di Ferrara
Articolo di Domenico Bedin
L’ottava porta si chiude dietro di me ed entro nell’area pedagogica dove durante l’anno scolastico si tengono le lezioni delle varie scuole. C’è un assembramento di detenuti inconsueto. Cerco di capire e riconosco gli alunni della scuola di agraria. Mi vengono incontro eccitati: stanno sostenendo l’esame orale per la maturità. Sono sorridenti, tutto sta andando
Quelli dentro e quelli fuori
Articolo di Ziad Elayyan
Un’immagine ossessiva L’uomo porta nella cella i suoi reati, e l’altro uomo immagina sé stesso come un animale che, ossessionato dall’idea di difendersi dalle aggressioni, si costruisce dei rifugi sempre più sicuri e complicati, fatti di carceri di massima sicurezza, celle di isolamento, centri di detenzione temporanea, stratificazioni, fortificazioni. Continua a costruirsi porte blindate e
Buoni e cattivi
Articolo di Roberto Bezzi
Tutti noi, per sopravvivere nella società contemporanea, ci raccontiamo il mondo, noi stessi, gli altri, utilizzando semplicistiche categorie che attengono al senso comune… il buono e il cattivo, il bello e il brutto eccetera. E ne siamo così tanto convinti che crediamo che queste categorie siano oggettive e soprattutto che rappresentino le persone in modo
