Cronaca dalla sede nazionale

6 maggio 2001 ­ Ci siamo ritrovati nella terra di Dosolo per affrontare il rapporto genitori e figli; con un titolo suggestivo: Né con te, né senza di te; perché il silenzio dei figli non si indurisca troppo contro i padri. L’invito era rivolto ai giovani, ma anche ai padri. I relatori: Achille Rossi, che ormai tutti, o quasi, conoscono, educatore e antropologo, ha affrontato la condizione del figlio all’interno della famiglia e la difficoltà dei genitori a ricavarsi un ruolo nel rapporto coi figli. Il secondo intervento era di Oreste Gavetti, un genitore: intervento non parlato, ma cantato; accompagnato dalla sua chitarra e dalla batteria ha cantato e commentato alcune sue composizioni che esprimevano i sentimenti di un padre di fronte alla vita e alla morte, alle prospettive, alle pigrizie e impazienze degli adulti e dei giovani.
Infine ha preso la parola Giovanni Realdi, per parlare non tanto delle attese psicologiche dei figli o di un figlio, ma il desiderio di costruire rapporti che partono dalla riscoperta della parola e dal suo buon uso, per sfatare i luoghi comuni che sembrano sentieri ed invece diventano barriere architettoniche che impediscono il rapporto trasparente. La sala era gremita e attenta, si avvertiva il calore del tempo e della vita. Il pranzo era preparato dagli amici di Dosolo, completo nell’insieme e nei particolari; i loro nomi sono scritti nell’album della cucina popolare, che ama i primi piatti senza dimenticare i secondi, con un gusto peccaminoso per il dolce.

14 maggio 2001 ­ Bassano del Grappa (Vi). Nella chiesa parrocchiale della S.S.
Trinità viene celebrata una messa in suffragio di Tonino Lazzarin, morto recentemente nella terra del Maranhao, in Brasile, dove era rientrato per riprendere un lavoro pastorale, fatto di attenzione all’uomo nei suoi bisogni e desideri, e che in Italia, per il breve tempo che era rimasto tra noi, aveva svolto nell’adattamento necessario dei tempi e degli spazi. Alla celebrazione erano presenti Nelma Correia, moglie di Tonino e il vescovo di Balsas, monsignor Franco Masserdotti, legato a Tonino da affetto e stima.

15 maggio 2001 ­ Roma.
Giuseppe si incontra con Angelica Sansone, che altri riconosce come la donna del Sud, e i ragazzi di Taranto, da non confondere con quelli del muretto o del Marais. Il motivo era quello di impostare il campo estivo e allargare il processo formativo: trovare spazi di incontro e privilegiare l’educazione della persona all’interiorità e alla responsabilità con l’altro.

18 maggio 2001 ­ San Zeno di Cassola (Vi). La scuola di Ethica et Oeconomia apre un Forum Internazionale Nord­Sud con l’interrogativo Una rete etica per l’economia mondiale? Convergono personalità, intellettuali e imprenditori da tutto il mondo. Il forum si snoda su tre giorni attraverso relazioni e tavole rotonde; nella seconda giornata si fanno più intensi gli interventi da parte dell’assemblea, per non congelare dietro le relazioni il convegno e la sua portata.

23 maggio 2001 ­ Mira (Ve). Su invito di Monica e Carmelo, Giuseppe si incontra con la comunità per il reinserimento sociale dei giovani dopo il periodo di attività e permanenza all’interno del gruppo; si sviluppa tra il relatore e i ragazzi un processo di comunicazione e di ricerca generale rispetto alle tematiche, ma anche personale rispetto ai bisogni e ai desideri di ciascuno.
Fiorano (Modena). Padre Edilberto Sena incontra gli amici di Modena per raccontare la sua nuova attività di informazione a Santarem, dove è stato nominato direttore della radio diocesana.
Il suo obiettivo è quello di costruire un programma popolare, che non sia vincolato e condizionato dai politici del luogo.

24 maggio 2001 ­ Pove del Grappa (Vi). In preparazione della festa nazionale di Macondo si tiene una conferenza stampa per lanciare il messaggio e presentare gli ospiti, che anche quest’anno sono giunti da vari continenti.
Presenti Bassano TV, la testata de Il Giornale di Vicenza e de Il Gazzettino. Il tema del convegno: La violenza è privazione di terra, di parola, di diritto. Alla preparazione della festa e del convegno ha lavorato il comitato presieduto da Baldassare Zanchetta e Luigi Zuccheri, che hanno coordinato le attività delle molte associazioni che comparivano in ordine alfabetico sul volantino preparato da Andrea Bordin. Il presidente insiste sul significato del convegno e presenta gli invitati, che poi avranno incontri specifici con la stampa.

26 maggio 2001 ­ Ravenna. Si celebra il decennale della conquista dello scudetto nel torneo di volley da parte della squadra del Ravenna, unico della sua storia. In occasione delle celebrazioni, l’organizzatore Marco Ortolani ha proposto a Macondo di partecipare alla serata per rilanciare il progetto di solidarietà I bambini torneranno a giocare alla presenza di alcuni soci e amici di Macondo. Nella sfilata di apertura sono scesi in campo gli atleti accompagnati da ben trenta bambini di dieci anni, che indossavano le maglie stampate dall’associazione e che portavano sul petto il messaggio di solidarietà per i ragazzi di strada; parte degli incassi della serata sarà devoluta al progetto di adozioni a distanza.

27 maggio 2001 ­ San Giacomo di Romano d’Ezzelino (Vi). In quella che era la scuola dei Fratelli delle Scuole Cristiane, all’interno del parco grande e accogliente, si è celebrata la tredicesima festa­convegno dell’Associazione Macondo.
Nella sala, alle spalle degli ospiti, il grande telone che traduceva in orizzontale i colori del convegno e le parole, preparato da Mirella ed Elisabetta nelle notti tiepide di maggio alla luce dei neon.
L’incontro si è aperto con il canto di due donne, Laura e Cinzia, che dal fondo della sala, cantando, sono scese fino al palcoscenico del salone. Suggestivo. Al tavolo della presidenza si sono avvicendati gli ospiti, nell’attenzione generale.
In controluce ricordo Irmà Adma dal Brasile, che da quindici anni segue con amore i ragazzi di strada di Rio; Sergio Cusani denunciava il senso di smarrimento e abbandono in cui viene confinato il carcerato; Pol Zayat dall’Argentina ricordava il degrado umano in cui l’autorità confina il popolo argentino; ha parlato Marta Buritica Cespedes del sindacato delle donne per ricordare la violenza quotidiana in Colombia, che uccide là dove si tenta di aprire i primi passi della solidarietà. Seguiva il prete angolano Adriano Utwatchali che nel nome suo ricordava sorridendo la sorte di sua madre, che dopo tante figlie femmine, il maschio, lui, l’aveva salvata dal disonore, perché è il maschio quello che conta. Come poi dimenticare l’amico carissimo padre Edilberto Sena, dalla foresta, che negli stessi giorni aveva partecipato al forum sulla globalizzazione? Ha chiuso ­ e credo sia l’immagine che resta negli occhi di tutti ­ lo scrittore Raffaele Mantegazza, il quale con modulazione drammatica, teatrale, ironica, tragica e godereccia ha condotto l’assemblea negli intrighi e nella palude dell’omologazione e del degrado umano, che parte dai campi di sterminio, passa per l’esaltazione della violenza e i fumi della noia.
E poi Giuseppe, il presidente, che richiamava da un lato il valore della denuncia, dall’altro la volontà di resistere e di costruire speranza.
L’organizzazione ha poi offerto il pranzo ai convenuti ad un prezzo politico (si diceva nel sessantotto), ha garantito il servizio bar, nel caldo tropicale del pomeriggio.
Le associazioni che hanno partecipato alla festa hanno offerto sui loro tavoli progetti di lavoro e di intervento. Il pomeriggio è stato allietato dalla musica e da una presenza cordiale e affettuosa di molti giovani e bambini.
Nell’aula magna sede del convegno è stato presentato il libro di Andrea Gandini, apparso pure nell’ultimo numero di Madrugada: Crescita economica e sviluppo umano. Alla conferenza di presentazione, accanto all’autore, stava il professor Bruno Amoroso; in sala c’era un pubblico numeroso ed attento. Al tavolo della presidenza il cronista impenitente.

30 maggio 2001 ­ Vescovana (Pd). Giuseppe Stoppiglia viene invitato presso la scuola media ad un incontro organizzato dal collegio docenti sul tema: "Educazione e sessualità", tema che richiama l’educazione alla corporeità; che poi significa educazione al rapporto in cui la corporeità non è componente passiva o parziale, ma elemento inscindibile della persona. Alla conversazioni erano presenti gli studenti e gli insegnanti.
Borso del Grappa (Tv). Nella stessa giornata Giuseppe viene invitato dal gruppo culturale dell’amministrazione comunale a parlare sull’argomento: "Vivere la gioia";nel clima litigioso della politica, nell’appello moralistico di molte istituzioni che predicano il bene, spesso tanto triste e noioso, vale la pena di avere curiosità per un argomento così peregrino, anche perché la gioia facilmente s’adombra e diviene malinconico romanticismo, incompreso desiderio di vivere, quando non vittimismo nostalgico.

3 giugno 2001 ­ Stroppari di Tezze sul Brenta (Vi). Il presidente della polisportiva di Stroppari, l’insigne Carlo Valle, avendo invitato il presidente in carica pari di grado anche se su altro settore, Giuseppe Stoppiglia, ed essendo questi andato e avendo ivi parlato al gruppo dinamico e sportivo di quelli che sono i valori del convivere e del competere nello spazio della lealtà e della benevolenza, ha tutti invitato a crescere sulle radici della propria terra nell’orizzonte benefico delle altre culture. Il finale di campionato è stato celebrato in un clima di gioia festevole.

6 giugno 2001 ­ Roma. Edizioni Lavoro e Gruppo di Lugano organizzano un dibattito su I cattolici e la globalizzazione. L’incontro si tiene nella sede romana di "Oasi Città Aperta" di Troina. Intervengono Alberto Cuevas, Nino Lisi, Ettore Masina, Giuseppe Stoppiglia; il dibattito è condotto da Pietro Gelardi, presidente di Edizioni Lavoro, che ha pubblicato quattro libri sulla globalizzazione, argomento molto frequentato in questo tempo, di cui spesso si confondono le caratteristiche e i termini.

9 giugno 2001 ­ Milano.
Nella sede di Comunità e Lavoro, Sandro Antoniazzi e Lorenzo Cantù aprono un seminario sui temi attuali della globalizzazione; al seminario intervengono grandi esperti quali il prof. Bruno Amoroso e il prof. Alessandro Messina; chiude Giuseppe Stoppiglia su Globalizzazione e cambiamenti culturali, tema che ha interessato fin dall’inizio per le implicazioni omologanti della globalizzazione e perdita quindi di identità da parte dei popoli, in un processo che è solo di libera competizione finanziaria.

10 giugno 2001 ­ Marostica (Vi). Nella Piazza degli Scacchi, in un clima mite di primavera, sotto un cielo di nubi burbero e benefico, come da memoria goldoniana, si è celebrata la prima marcia per i meninos de rua. Organizzati dal gruppo dei macondini di Marostica, guidati da Fabio Lunardon della stirpe dei Ceihni, sotto il patrocinio del comune, i più che cinquecento partecipanti hanno camminato sui colli della campagna fiorente, e hanno contribuito all’azione solidale per i ragazzi di Cordoba in Argentina, cui sarà devoluto il denaro raccolto.
L’iniziativa avrà una sua continuità non solo nei prossimi anni, ma anche nella sensibilità del territorio marosticano.

14 giugno 2001 ­ Bassano del Grappa (Vi). Anche Bassano si mobilita. In occasione dell’incontro dei "Grandi" della terra, del G8, il Centro "Romano Garotti", osservatorio dei diritti umani , organizza nella Saletta Angarano un dibattito pubblico Da Seattle al G8 di Genova. Intervengono Giuseppe Stoppiglia di Macondo, Luca Casarini dei Centri Sociali N­E e Andrea Alessandrini della Rete Lilliput. La sala è gremita, c’è un clima gioviale di confronto; non manca il gusto dell’ironia nel dibattito che raccoglie molte anime, senza diventare animoso e ostile. Si conclude con la decisione ferma di partire per Genova.

15 giugno 2001 ­ San Giuseppe di Cassola (Vi). Si conclude la settima edizione del torneo di calcetto "Macondo" cui partecipano le squadre delle aziende del comprensorio di Bassano: è una felice iniziativa che accompagna la festa nazionale dell’associazione.
Alle semifinali sono scese in campo la Vimar e la Campagnolo, la Meb e la Guardia di Finanza. Si è aggiudicato il primo posto la Meb.
Il torneo è stato organizzato dal signor Tolio, in collaborazione con alcuni amici, che ogni anno si dedicano alla realizzazione di questa manifestazione.
Alla premiazione è intervenuto il Segretario dell’A.C.
Vicenza Rizzitelli e il giocatore Maggio.
Il ricavato del torneo è stato devoluto alle attività dell’associazione Macondo.
17 giugno 2001 ­ Fiorano Modenese (Mo). Si è tenuta la segreteria di Macondo in casa di Nadia. All’ordine del giorno un tema di fondo: se ha senso, e perché, l’associazione Macondo. Senza dare risposte definitive e dogmatiche, gli interventi hanno messo in luce alcuni aspetti della funzione educativa dell’associazione. Alcuni della segreteria avanzano la proposta di un coinvolgimento di Macondo in certe attività e manifestazioni, altri che la sua funzione permanga sempre prepolitica e non di schieramento, anche se lascia poi che i suoi componenti vivano l’attività sociale e politica.
Nadia ha poi offerto il pranzo nella sua casa, preparato dalla madre.

22 giugno 2001 ­ Pove del Grappa (Vi). Si riunisce il comitato della festa per la verifica; si ritrovano nel ristorante al Monsignore. Presiede Baldassare Zanchetta e gli siede a lato Luigi Zuccheri. La festa quest’anno ha assunto maggiormente i caratteri dell’incontro e meno quelli della sagra; bisognerà comunque organizzare maggior partecipazione alla costruzione della festa nazionale, che chiede sempre nuove energie. Soddisfatto e riconoscente il presidente della Macondo.

24 giugno 2001 ­ Mira (Ve).
Battesimo di Sofia Tuzzato.
Ora che la mamma ha superato le complicazioni del parto è festa grande attorno a Sofia, che cresce sana nell’amore dei genitori e degli amici.

25 giugno 2001 ­ Milano.
Ho scelto un giorno a caso per una cronaca sbalestrata.
Qualcuno mi ha sottratto la nota della sua partenza. Perché infatti è partito per il Brasile Egidio Cardini: si è fermato a Rio, dove tiene morosa, a namorada (ricordate l’articolo "Buon compleanno, Rio"?). Resta a Rio fino alla fine di agosto; accoglie gli amici, i soci, i dispersi che arrivano dall’Italia con lo zaino e il cuore in gola.
Li porta nelle favelas sul morro e ao mar di Rio, nella bianca praia tra le morenitas, per vedere e per sospirare, per ridere e per piangere; come nei grandi film, come nella realtà meccanica e tragica. In questo torrido estate sono partite per il Brasile trenta persone, accolte dal nostro Egidio, accompagnate nella casa di Grajaù, dalle suore, che aprono ancora quella che era la casa di Gianfranco del Giovane, di Maria, di Macondo, all’ospitalità.

29 giugno 2001 ­ Breganze (Vi). Tra le dolci colline sorge la casa di Mosé e Sonia. Si sono sposati da poco e non tutti gli amici avevano fatto visita alla loro dimora. Per questo nel caldo dell’estate, quando cerchi ristoro sotto l’ombra fresca del faggio e ascolti il canto dell’usignolo nel 29 notizie bosco, ci siamo incontrati tra le pareti domestiche dei novelli sposi a brindare alla salute e alla vita: amaro il calice, dolce la vita.
1 luglio 2001 ­ Pezzoli (Ro).
Il Teatro Tenda della parrocchia di Pezzoli organizza una Conversazione di Ermete Realacci, presidente di Lega Ambiente sullo Stato di salute del pianeta Terra e dei suoi inquilini; partecipa Giuseppe Stoppiglia che affronta le disparità e le ingiustizia nel rapporto nord e sud del mondo.

5 luglio 2001 ­ Noale (Ve).
Ricoverato in ospedale per disturbi cardiaci si spegne l’amico Toni Cortese. Con lui si interrompe un lungo filò, che percorre anche la storia del nostro tempo, si addentra nella cultura europea, si traduce nel lungo percorso della formazione degli adulti, e si espande nell’attività di formazione alla CISL assieme a Giuseppe Stoppiglia.
Ha voluto essere sepolto nella sua terra, nella tomba di famiglia, accompagnato dal coro che lui stesso aveva fondato. Uomo libero, che non cedeva mai ai facili giudizi, degli uomini e delle cose sapeva analizzare e capire le ragioni profonde. Al suo funerale, celebrato in Spinea (Ve), numerosi gli amici dal Veneto e di altre città.
Valle San Floriano di Marostica (Vi). Nei campi inondati dalla luna e da un numeroso sciame di formiche con le ali, sul prato collinare illuminato dal riflettore legato a un ramo di castano, il comitato della prima marcia di Marostica consuma in allegria una cena di simpatia con carne e verdure alla griglia; e gelati freddi nella calda estate marosticana. Numerosi i convitati, allegri e raccolti presso la casa in collina di Lunardon e Stoppiglia.

7 luglio 2001 ­ Monastier (Tv). A casa di Giorgio Daniel si incontrano con Joaquim Ventura Lopes, arrivato da Cuiabà e ospite di Giorgio, Donatella Fregonese, Maria Antonietta Dariol e Alberto Camata. Lo scopo è quello di organizzare una serata pubblica e un sostegno per l’Associaçao dos Familiares Vitimas de Violencia di cui Joaquim è vicepresidente. Ma la maggior parte del tempo viene speso per ricordare il Brasile, il Pantanal, le persone conosciute nei viaggi tropicali. Non si sa come ma, al momento del congedo, anche il piano operativo era pronto.

24 luglio 2001 ­ Verona.
Chiara Govoni e Tomas Morosinotto conseguono la laurea in Biotecnologia con il massimo dei voti e la lode.
Gli amici dell’ateneo hanno fatto loro la festa secondo le modalità della veneto goliardia, tra pestaggi e manganellate, forche caudine e vituperio, letture biografiche scandalose, sotto il sole, bagnati da vino putrescente, uova e sidro caldo per tenere alto il clima della giornata, che si è prolungata in una tavernetta tra crostini, piadine e riso primavera, all’interno di un bagno turco con finestra di sicurezza per eventuali malori susseguenti a canti osceni, affabulazioni contorte, discorsi strappati sotto tortura e ringraziamenti cordiali.
San Costantino Albanese (PZ). Si apre il camposcuola dei quarantadue ragazzi e ragazze di età compresa tra i sedici e i ventitre anni, provenienti da tutta Italia in bici, di treno, in auto e di corriera, a cavallo con zoccoli o senza (erano concessi anche i draghetti di plastica) per affrontare e costruire il tema de La festa e la musica come luogo di incontro che si è concluso domenica 29 luglio. Il campo è stato organizzato da Angelica Sansone assieme a Bruno, Stefania e Donato.
Luoghi di incontro erano la musica come strumento di relazione e di creatività gioiosa, la costruzione di una festa nella sua complessità, dinamicità, vitalità e gioia. Poi i momenti di verifica, le conclusioni; infine nel congedo nostalgie, abbracci e qualche lacrima di perle.

25 luglio 2001 ­ Padova.
Laura Marcon viene proclamata dottore in chimica farmaceutica con il massimo dei voti. Si ripetono alcune modalità già contemplate a Verona; qualche vigile minaccia multe per schiamazzo e inquinamento di luogo pubblico con materiale non riciclabile e frasario conturbante. L’allegra brigada degli sbandati avrebbe proposte una discussione animata sull’uso dei filtri d’amore nel medioevo, decaduti poi nelle secche penose (le assonanze sono pretestuose del lettore) del viagra. Dio salvi Laura.

26 luglio 2001 ­ Monastier (Tv). In una serata calda e afosa, Joaquim Ventura Lopes espone davanti ad una platea di sessanta persone sul tema Mato Grosso: violenza e impunità. I racconti di Joaquim riescono a toccare le corde giuste di chi ascolta. Cresce l’interesse, ne sono una prova le domande e le richieste di chiarimenti. All’invito di sostenere l’Associaçao dos Familiares Vitimas de Violencia, Monastier risponde generosamente.

29 luglio 2001 ­ Badia Prataglia (Ar). Nella Casa per formazione Casanova prende avvio il campo itinerante. All’entrata del paese ci accoglie la banda, con gli stendardi, che poi veniamo a sapere che non era per noi, ma per i gruppi di volontariato locali. Partecipano (al campo) giovani di età dai venticinque ai trent’anni: sono uomini e donne cui piace ballare, ridere e pensare.
Ascoltano con tenacia, pensano senza supposizione.
Passano davanti a loro le parole, le voci, le elucubrazioni, gli scherzi, i richiami, i suggerimenti, le invettive dei relatori; si raccolgono in gruppi, scrivono manifesti mai definitivi, recitano pensieri e cantano parole. Organizzano il campo Gianni e Luigia Pedrazzini; conducono animatori formatori di lunga esperienza. Nel campo c’è anche una bimba piccola come semplice uditrice. I ventinove partecipanti cammineranno sui sentieri di Camaldoli accanto a san Romualdo e sulle strade di La Verna, vestendo il saio di san Francesco e la pazienza di frate Leone. Su tutti il sole di luglio e la luna rossa delle notti calde, a volte magiche. Il congedo si è consumato accanto ad una Mercedes Benz guidata da un uomo dal passato variopinto, con vocazione d’ordine, che accompagnava sotto scorta un uomo di prestigio e di magniloquente saggezza: Bepi e Marieto.

30 luglio 2001 ­ Pisa. La signora Laura Bartolini ha preso l’iniziativa di sensibilizzare un gruppo di famiglie attorno al problema dei ragazzi di strada nelle città dell’America Latina. Allo scopo ha organizzato una cena solidale, aiutata in questo anche dalla sorella, cui hanno partecipato ben sessanta persone.
Un passo verso l’incontro e il confronto con gli altri.

31 luglio 2001 ­ Pove del Grappa (Vi). Nella chiesa di San Vigilio ci siamo incontrati, amici e parenti, a pregare insieme e ricordare Maria, che un anno fa è partita lasciando a ciascuno di noi l’impegno di vivere a fondo la nostra vita; perché il vivere è l’inizio di un nuovo cammino di relazione con l’altro.

Scrittura, codici e messaggi
Le immagini di questo numero di Madrugada

a cura di Chiara Cucchini

Voci di questi giorni: «Vota! Mangia! Compra! Ascolta! Il buco, i violenti, il vulcano…
Vieni! Dormi! Consuma! Dimagrisci! Le tasse, la scuola, la clonazione…».
Quando tutto ci viene vomitato addosso con questa violenza, parole, immagini, false suggestioni, e poi tutto velocemente sparisce senza voce, senza solco, senza comprensione, dovremmo capire quanto sia menzognero ciò che ci circonda, quanto sia ottuso ciò che ci rincorre, quanto siamo, noi, alla fine, impoveriti.
Poveri di contenuti e poveri di cultura.
Forse, invece, nemmeno lo capiamo, perché l’abitudine a questo inutile miserabile rumore, la familiarità con pagliacci e pappagalli ci ha reso insensibili e sordi e non ci accorgiamo nemmeno di aver perso tempo la memoria e la cultura e di averne così tanto bisogno.
Come riappropriarci delle nostre idee? Come ritagliare uno spazio autonomo di pensiero? La prima esigenza è il silenzio. Per individuare una via che passa certamente per il leggere e lo scrivere, due azioni poco praticate, ma che implicano riflessione e memoria, necessarie ad originare i punti fermi della nostra cultura.
Altrimenti, quando il tempo soffierà, sulle nostre mani troverà solo poca sabbia che inesorabilmente se ne andrà con lui.