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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Macondo e dintorni

di Farinelli Gaetano

11 maggio 2007 – Verona. Casa dei nonni di Luca, forzosamente occupata dalla segreteria di Macondo, che aveva prenotato una sala parrocchiale, sul cui limitare sono stati fermati i componenti dal campanaro che non ha voluto sentir campane di sorta e messi sul lastrico. La segreteria si riunisce in occasione della festa e per il piano di formazione, che quest’anno avrà come primo impegno il campo in Bosnia a Srebrenica, che si svolgerà in contatto con le associazioni locali, le istituzioni e il sindaco. Si entrerà in contatto con la popolazione al mattino attraverso il gioco con i bambini e nello scambio di arte culinaria con gli adulti; nel pomeriggio ci saranno momenti di conversazione, testimonianze, brevi interventi. Resta l’impegno di ricostruzione della scuola (che sarà inaugurata durante il campo) e la proposta di adozione di un progetto per i diversamente abili di Srebrenica.
Viene rilanciata l’idea della formazione attraverso un momento di festa, senza stabilire a priori dei ruoli, ma cercando di capire da quali bisogni nasce l’idea e il progetto di formazione, che in passato si è sviluppato sul campo, e oggi può riprendere mettendo da parte il ruolo della leadership e puntare alla formazione come servizio. Seguirà il convegno di Gallio ai primi di settembre, nella sala consiliare del comune.
16 maggio 2007 – Roma. Conferenza stampa di Giuseppe nella sede del quotidiano della CISL, che compare nei giorni successivi con uno spazio di rilievo in prima pagina e nell’interno: il sindacato, gli obiettivi, le prospettive, le carenze, le opportunità evase e inevase, sindacato come risposta ai bisogni o come proposta alternativa, seppur mediata, di una società in cambiamento. Seguiranno poi numerose telefonate di amici del sindacato, preoccupati che non fosse quello un necrologio o un preannunciato addio, cui la segreteria telefonica ha saputo offrire risposte rassicuranti.
17 maggio 2007 – Venezia. Padre Edilberto Sena, ospite in Italia per il convegno di Macondo, arriva dopo un lungo viaggio di due giorni, proveniente da Santarem, città sul fiume Tapajós. Dopo la dura lotta affrontata nel 2006 per fermare la produzione di soia nella foresta amazzonica di Santarem, con grave danno sia per la foresta mutilata sia per la gente espulsa dalla propria terra verso la città, questo sarà per padre Edilberto un mese di incontri con gli amici, di relazioni ufficiali a Roma e a Bruxelles, per illustrare lo stato delle cose in Amazzonia e per configurare una proposta comune di convegno e di comunicazione sul tema dell’ambiente e della popolazione amazzonica, e infine, tempo permettendo, di riposo ristoratore.
19 maggio 2007 – Pieve di Soligo (Tv). Nella grande sala della biblioteca sono presenti gli alunni e i genitori delle scuole del circondario. Il presidente del Rotary Club illustra l’iniziativa delle scuole, finalizzata alla conoscenza dell’Amazzonia, condotta e diretta dagli insegnanti, dietro la consulenza di padre Antonio e di Giuseppe e con i filmati provenienti da Santarem, coronata dal concorso sponsorizzato dal Rotary Club. Padre Edilberto, giunto da Santarem per l’occasione, sale sul palco, consegna i premi ai ragazzi e alle ragazze, che hanno realizzato i quadri che rappresentano la lotta per la terra e per la foresta con immagini e colori nati dal loro genio personale e anima con la sua parola diretta gli interventi dei responsabili della scuola.
24 maggio 2007 – Pove del Grappa (Vi). Conferenza di padre Edilberto e di Mauricio Torres nella sala pubblica del Municipio su Ambiente e Amazzonia. Si alternano nella conversazione Padre Edilberto e Mauricio, l’uno in portoghese e l’altro in portuliano, con la traduzione alterna di Farinelli. Il pubblico segue con interesse l’illustrazione. Introduce la serata il vice presidente dell’associazione Democrazia e partecipazione. Assente il presidente Baldassare per infortunio, precipite dall’ulivo (quello di casa naturalmente), in assenza improvvisa di appoggio scalare, con impatto tellurico traumatico; ricoverato in pronto soccorso e poi dimesso, dopo un primo assestamento avrà un lungo periodo di riabilitazione.
26/27 maggio 2007 – Cartigliano (Vi). Convegno e festa nazionale di Macondo. Nel primo pomeriggio dà inizio alle attività la società Ekate Teatro con i Sentieri dell’essere. Laboratorio sensoriale. In contemporanea sul prato si apre l’animazione di Valentina con il grande cerchio.
E poi fu la pioggia scrosciante. Un diluvio di terrore, i passeggeri nascosti dentro le macchine, quasi galleggianti sul fondo del parcheggio retrostante la Villa Morosini Cappello. Chi era dentro il teatro Pio X pregava i santi perché cessasse il nubifragio, si ricomponesse il cielo e la grandine si fermasse a metà dell’aere. I pompieri a secco guardavano il cielo con l’occhio al telefono e l’orecchio al trillo. Alle diciotto e trenta come d’incanto cessa la pioggia, che defluisce nei tombini e galleggia sul prato.
Inizia la serata di incontro con Stefano Benni, Rubem Alves, introdotti da Pietro Barcellona. Il pubblico ha riempito la platea e il loggione. Il tema prende spunto da un racconto di Rubem, Il gallo che cantava per fare nascere il sole.
Si parla di scuola, di insegnanti attenti e di insegnanti distratti, del cuore e della mente dei bambini/e, che hanno bisogno solo di essere accolti, stimoati, non repressi. I due scrittori rammentano il loro tempo, la loro meraviglia davanti al mondo e la meraviglia di altri fanciulli. Il pubblico ascolta, chiede, batte le mani con simpatia e tenerezza.
Alla fine tutti fluiscono verso la Villa dove li attende il ristoro di un ricco spuntino; molti si fermano ed è festa fino a notte fonda.
Domenica. Sala Pio X al mattino e Villa Morosini Cappello nel pomeriggio.
La sala è gremita. Il maltempo non ha spaventato i soci, gli amici, i simpatizzanti. Sono arrivati dal nord e dal sud, come ogni anno, alla nuova sede del convegno, che ha trovato generosa accoglienza nel comune di Cartigliano. Il presidente introduce il tema A piedi nudi sulla terra rossa, ché rossa è la terra del Brasile, rosse le terre dell’Africa, rossa in memoria della violenza, che la terra subisce e che subiscono milioni di uomini che vivono espropriati del loro spazio; ma anche per un ritorno di noi tutti alla terra, alla madre terra.Anche quest’anno i relatori sono tanti, Curbelo Maria Elena dall’Uruguay, Voka Kilembi Richard dalla Repubblica democratica del Congo, Dzenana dalla Bosnia, Carlos Guzman Cordova dalla Bolivia, padre Maurice Oudet dal Burkina Faso, Mauricio Gonçalves Torres dal Brasile, Raoul Tommasi Crudeli in teleconferenza dagli USA. Il pubblico è adagiato sulle poltrone rosse, e segue con attenzione gli interventi fino alle quattordici del pomeriggio. Sul sito di Macondo potrai trovare le relazioni dei singoli testimoni. Al convegno segue il pranzo, con menù alternativo, un poco al di sotto delle attese, un assaggio di quel che potrebbe essere una dieta di origine precolombiana.
E si apre intanto la grande kermesse delle numerose associazioni coi loro tavoli, i loro programmi e i colori dei paesi cui i programmi fanno riferimento. In contemporanea si accendono proiezioni e mostre, e stand gastronomici e all’interno della Villa Morosini prende vita l’iniziativa teatrale Un seme come la vita. Stanza sensoriale con Angela Burico e Cristina Carbone; numerosi i partecipanti che per tempo si sono prenotati. E di nuovo la pioggia interrompe le attività, che si raccolgono nelle barchesse, dentro la Villa. La preghiera ecumenica viene celebrata nel teatro. All’altare sacerdoti cattolici e un pastore presbiteriano, Rubem Alves, celebrano assieme l’eucaristia.
L’assemblea in platea riempie la sala e segue con fervore il rito condotto da padre Edilberto, accompagnato dal canto del coro di Pove del Grappa «Note in blu» che esegue canzoni che sollevano l’anima e i cuori sulle note di un ritmo che trascina. La festa poi continua a rilento, ma senza malumori, tranquilla e serena fino a sera.
28 maggio 2007 – Milano. Il professor Guzman incontra nella sede della fondazione San Carlo il professor Ivo Lizzola, il dottor Sandro Antoniazzi e il giudice Gherardo Colombo. L’accoglienza è affabile, attenta alle proposte dell’ospite. Carlos Guzman propone il progetto europeo Alfa per uno scambio interculturale e internazionale tra Italia e Bolivia a livello universitario e per una scuola popolare. Gaetano presenzia in rappresentanza di Macondo.
La giornata è piovosa e Carlos Guzman resta incantato davanti al duomo di Milano, senza ombrello e poi corre sotto la pioggia a raggiungere la metropolitana.
31 maggio 2007 – Roma. Padre Edilberto e Mauricio incontrano la senatrice Anna Donati, presidente della commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato, assieme ai suoi membri per presentare gli ultimi sviluppi economici e sociali dell’Amazzonia. Sono accompagnati dal presidente di Macondo. All’entrata tutti debbono indossare la cravatta, secondo il cerimoniale senatoriale.
Nessuno sa indossarla e inventano lì per lì un nodo estemporaneo, forse lo stesso che facevano con il nastro dell’asilo ai tempi della monarchia o della prima repubblica.
3 giugno 2007 Maser (Tv). Davide Pandolfo si unisce in matrimonio a Nadia Zalunardo nella chiesa di Crespignaga di Maser. Suonano le campane a festa, mentre gli sposi avanzano nella navata centrale tra le file degli amici; volano in cielo i colombi e le tortore sull’onda dell’ave Maria, più alta gorgheggia l’allodola, sentinella del falco che plana in picchiata. Sulla porta i bambini attendono la sposa per il lancio del riso e della pasta, Davide inciampa sul velo della sposa.
Malcontenta (Ve). Con la cresima, Piermatteo Piovan entra nell’adolescenza, primo passo intrepido nel mondo degli adulti. In chiesa sono presenti tutti i familiari e gli amici, che dopo la cerimonia raggiungono un ristorante rustico, in una giornata calda, sotto il sole che brilla, dietro un vento leggero che accarezza le chiome e scuote il ciuffetto di Jacopo.
5 giugno 2007 – Bruxelles, parlamento europeo. Gaetano, Edilberto e Mauricio, in delegazione presso il gruppo parlamentare dei Verdi e colleghi socialisti, gruppo Sinistra Europea e alcune ONG interessate al tema della foresta amazzonica. Meraviglia e disorientamento dei tre provinciali all’entrata del palazzo, rassicurati dalla presenza di Silvia, che è la segretaria dell’onorevole Monica Frassoni che ha proposto l’incontro. Seguono gli incontri con i parlamentari, accoglienti, affabili, attenti all’esposizione di padre Edilberto e di Mauricio, che a ogni incontro arricchiscono il loro racconto di nuovi particolari, nomi, suggerimenti, sempre incalzati dalle domande degli ospitanti e dalle loro proposte. La sera dopo gli incontri intensi del pomeriggio in cui Gaetano ha esposto in inglese (sic!) il profilo e gli intenti dell’associazione Macondo, i tre ancora emozionati dalle sorprese del giorno si concedono una cena di pesce in un tipico ristorante di Bruxelles, pur lontani dal mare, dopo aver visitato la piazza centrale.
8 giugno 2007 – San Giuseppe di Cassola (Vi). Nei campi sportivi adiacenti la chiesa parrocchiale si disputano le finali del torneo di calcetto organizzato da Bruno Tolio e da Tiziano cui partecipano ben dodici squadre di varie aziende del bassanese. A causa della pioggia la finale è stata spostata e questa serata è stupenda, mite la temperatura e il cielo sereno. Le quattro squadre finaliste si confrontano con vigore e intelligenza; un gruppo di affezionati grida e incita i giocatori dall’unico spalto del campetto e dalle adiacenze. Raggiunge il primo posto la Baxi. Lo speaker annuncia i vincitori, Bruno Tolio consegna le coppe.
Il primo premio viene consegnato da Gaetano come rappresentante di Macondo, che poi consegna a Tiziano e a Bruno una tela proveniente dal Kenya in riconoscimento dell’attività svolta.
Tutti sono contenti e felici dell’impresa conclusa, e cantano in onore dei vincitori e dei vinti. Manco si astiene la civetta, che pur canta dopo la mezzanotte, in sovraccoperta vola il barbagianni.
Bologna. È nato «Macondo Emilia», inaugurato dal concerto di Matteo Giorgioni al quartiere Reno, cui partecipavano l’avvocato Airton di Fortaleza, Giuseppe Stoppiglia come presidente di Macondo e i genitori di Matteo, che seguono spesso il figlio in Italia e pure in Brasile. L’avventura di Macondo Emilia è lunga da raccontare ed è sfociata in questi due mesi intensi di emozioni con l’arrivo dal Brasile di Airton, ospite di Matteo a Bologna, testimone alla festa di Macondo e accompagnata dal susseguirsi di concerti organizzati da Matteo a Bologna fino a Rovigo, su l’invito di Remo Agnoletto.
Musica e parole hanno accompagnato la grande tournée di Matteo, e le lacrime dei partecipanti commossi dalle immagini degli abitanti della favela di Fortaleza.
9 giugno 2007 – Montecchio Maggiore (Vi). Serata dedicata al volontariato. Canta Luca Bassanese, a commento di alcuni brani del libro di Giuseppe, presente pure lui alla serata.
Luca sa alternare parole che raccontano, alla musica, al canto, attorno al tema del volontariato, che ha bisogno di creatività, e dunque di musica, arte, che ci aiutino a sollevarci, a volare, ad senza competizione e sempre puntando al meglio, o forse meno ancora, cioè al bene con la minuscola; la serata si conclude attorno a una tavola, che non è poi la parte peggiore, perché attraverso il cibo il corpo entra in relazione con il mondo e ne sperimenta la qualità e la precarietà.
andare oltre al nostro bisogno di fare del bene, per rispondere alla vita nelle sue manifestazioni più diverse.
15 giugno 2007 – Vidiciatico (Bo).
La fondazione santa Clelia organizza un convegno su L’uomo e la città cui partecipano sociologi, urbanisti e anche il nostro presidente in sostituzione di un famoso architetto urbanista.
Mentre ascolto i loro interventi sul rapporto tra gli umani e le strutture urbane, mi vengono in mente in sovrapposizione le mappe delle città nel loro avvicendarsi nel corso del tempo, la formazione di sempre nuove mura atte a contenere il flusso della popolazione, che deborda, per poi scomparire con l’avvento della nuova artiglieria di terra e aria dalla funzione di difesa della città, ora assediata dal traffico, visibile e invisibile, caotico, rumoroso e l’insinuarsi furtivo dei marciapiedi che rubano uno spazio supplice alle macchine, che trovano sul loro meccanico percorso transenne, deviazioni, sensi unici, e strisce pedonali, dossi per rallentare il moto perpetuo, mentre sui bordi delle strade si inalberano gli avvisi, le suppliche, le minacce per ricordare che la morte è alle porte.
Sarà in grado la città di contenere la leggerezza dei bambini e il passo lento degli anziani? Le parole dei relatori ne sono convinte e i convenuti applaudono.
Pove del Grappa (Vi). In serata verifica della festa di Macondo. Si annota che nel corso del tempo il convegno ha preso il sopravvento sulla festa, che pure è sempre vivace e creativa, ma passa in secondo ordine. Si può forse recuperare l’equilibrio, richiamando i due momenti in una sintesi, senza distorcere la loro qualità e la loro funzione. Può uscirne un quadro di vita. Ma bisogna entrare in un dialogo che non rinuncia all’originalità delle parti e tiene fede all’obiettivo, 16 giugno 2007 – Galliera Veneta (Pd). Giuseppe battezza il figlio di Monica Ruffato nell’acqua che è fonte di vita e nello spirito che soffia sulla superficie del mare.
17 giugno 2007 – Pove del Grappa (Vi). Battesimo di Alberto Zanchetta, figlio di Alessandro e Alessandra, nella chiesa di san Vigilio, rallegrato dal coro degli angeli e dal coro di Pove in alternanza creativa, mentre i bambini correvano su e giù per la navata del tempio.
17 luglio 2007 – Malga Mausoco, massiccio del Grappa. Incontro con Alberto e Joaquim di Cuiabà, che ha fondato un’associazione in difesa delle famiglie che hanno subito violenza dalla polizia. Joaquim ha partecipato alla festa di Macondo ed è stato ospite in casa di Giorgio Daniel. Ora rientra al suo paese, a pochi chilometri dal grande parco del Pantanal.
28 luglio 2007 – Bergamo. Primo incontro dei partecipanti al campo di Srebrenica. Arrivano da varie parti d’Italia, portano in spalla lo zaino, si ritrovano all’ostello, si chiamano, si riconoscono, si raccontano e già si mettono al lavoro. Domani partono per la Bosnia e sarà un viaggio lungo venti ore, con l’emozione contenuta di ritrovare o di vedere la prima volta i luoghi della tragedia e della memoria.
Il campo si conclude domenica cinque agosto con la verifica. Vi partecipano sindacalisti della Filca (Edili Cisl), soci di Macondo e persone appartenenti ad associazioni locali di Srebrenica.
La cronaca dettagliata sarà fatta nel prossimo numero di Madrugada. Per un pane e per una sardina potrà continuare la mia filastrocca.