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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Macondo e dintorni

di Farinelli Gaetano

13 giugno 1995 – A Borgo Valsugana (Trento) si apre la mostra fotografica sul tema: L’altra faccia del consumismo; disperazione e speranza per le strade del Brasile. L’attività è stata preceduta da un incontro tra i gruppi del territorio, organizzato da Fabio Tomio di ritorno dalla favela di Lagartixa in Rio de Janeiro, e condotto da Gaetano Farinelli nelle vesti di (o per meglio dire in sostituzione di) Salvino Medeiros, di passaggio per i monti della Valsugana.

18 giugno 1995 – Dopo la grande festa di maggio il gruppo che ha preparato la giornata si raccoglie a Spin di Romano d’Ezzelino per la verifica. Sono state molte le persone coinvolte nell’allestimento, soprattutto nella paziente ragnatela che ha richiamato gruppi e svariate persone a partecipare con le proprie caratteristiche all’incontro di fine maggio. Ricordo in particolare Alberto Bordignon e fratel Raffaele Lievore.

23 giugno 1995 – Salvino Medeiros, avvocato di Rio de Janeiro, che lavora in un progetto di attività popolare economica e culturale in quattro favele di Rio, e che segue a Manaus una rete operativa per la difesa dei diritti umani riparte per la sua terra dopo aver visitato l’Italia, incontrato gruppi, discusso i suoi progetti, e allacciato nuovi rapporti. La sua presenza è stata preparata ed accompagnata dall’associazione Macondo che ne ha finanziato il viaggio tramite il gruppo di Cavaso (Tv), presso il quale è stato anche ospite. Auguriamo a Salvino buon viaggio, pur sapendolo già arrivato in porto: perché il viaggio è lungo, anche se tante sono le osterie.

24 giugno 1995 – A Spin di Romano si incontrano quanti sono in partenza per il Brasile. Sono venti persone, molti con una preparazione discreta per il viaggio; alcuni già al secondo decollo per il Brasile. A queste bisogna aggiungere i dieci di Torino che partono ad agosto con Giorgio Rossetto.
Quest’anno sono almeno quattro i gruppi attivati alla preparazione per il viaggio con il corso di portoghese e l’introduzione al Brasile.
Continuiamo su questa strada, che tutela un rapporto di rispetto con la storia e la cultura di un altro popolo. Dobbiamo anche notare che c’è un calo nel numero di quanti partono per il Brasile e la casa di Rio.

26 giugno 1995 – Gaetano Farinelli parte per il Brasile per aiutare Maria alla Casa di accoglienza Gianfranco del Giovane che ha visto passare circa ottanta persone tra luglio ed agosto, alcune direttamente legate a Macondo; altre sono arrivati in modo indiretto. La casa ha reso agli ospiti gli strumenti della conoscenza e della immersione nel paese. Maria, Maurizio, Gaetano, Francisco in modi diversi hanno accompagnato le persone ed i gruppi, con le loro facce, con le loro voci alte, piane o stridule. Non mi dilungo ad elencare gli arrivi, solo alcuni episodi, ed alcune linee di carovana.

27 giugno 1995 – Si riunisce a Modena il gruppo dell’Emilia in preparazione della festa di Formigine; non sanno ancora che la villa in cui hanno organizzato le feste degli anni precedenti è minacciata dal veto comunale. È tempo di migrare! Ad autunno se li vedrete volare nei cieli di Maranello non sparate sullo stormo. La festa si celebra a Portile ai dì 24 di settembre, paese ridente all’uscita di Modena Sud, non si sa se perché gli ha preso il ridere, o è buffo, o perché ride sui passanti. Noi ci fidiamo comunque.

6 luglio 1995 РA Ṣo Felix de Araguaia si aprono le celebrazioni per il venticinquesimo della Prelazia di Ṣo Felix. Arrivano alla cittadina sperduta nel serrato dai territori vicini e pure da lontano uomini e donne, animatori e catechisti, laici e preti, per raccontare e cantare la storia di San Felix e del suo pastore dom Pedro Casaldaliga.
Pedro si è distinto nella lotta per la giustizia del suo popolo; per una pastorale che partisse dal popolo; per una liturgia che non fosse segno vuoto, ma rito che parte dalla terra su cui si alimenta e da cui si aspira al cielo non come spazio vuoto, ma scommessa contro la durezza dello scontato, del sempre esistito.
Le celebrazioni durano ben quattro giorni. E proseguono tutta la giornata. Non ci sono oratori ufficiali, tutto sembra improvvisato, ed invece è intessuto della fantasia e della creatività della comunità. Alla celebrazione erano presenti Gaetano Farinelli e Maurizio Ortu come rappresentanti di Macondo. Per la terra di São Felix sono passate altre due coppie, per parlare assieme a dom Pedro, e per visitare il lavoro di Ailton, un amico sacerdote che lavora a Porto Alegre, una zona appunto della Prelazia.

9 luglio 1995 – Ad Asolo, nella marca trevigiana, terra di re e di vino convolano a liete nozze Andrea e Ivana. Uno stuolo di amici accompagna il rito, riempie la chiesa, trasborda fino alla piazza e rallegra la mensa. Si racconta che i festeggiamenti si sono protratti fino a data ancora da definire. E i convitati erano così felici che camminavano sulle note dei canti senza calpestare l’abito della sposa. Auguriamo amore internazionale, figli anche extraterrestri, ed un poco di amore domestico. Perché non c’è Amore senza amore.

12 luglio 1995 – A Selva di Trissino (Vi) si riunisce il direttivo della Fim-Cisl sul tema Utopia o Resistenza, vale a dire se il sindacato debba attestarsi in difesa di quanto acquisito nel passato o se invece proporre un’alternativa dentro la società che si chiude nell’economico, e perde i fili della politica. Al dibattito erano presenti il giornalista Sergio Frigo e Stoppiglia Giuseppe. L’attenzione all’ultimo, che è instancabile ricerca della verità, deve segnare i passi dell’uomo libero. Al dibattito non è intervenuto il presidente Dini, che si scusa del ritardo.

14 luglio 1995 – Al campo scuole di Preone in quel di Udine si è tenuto un dibattito su Le città invisibili non sponsorizzato dal negozio di Ottica in via dell’Occulto che ha optato per le passerelle d’estate. Si è parlato delle megalopoli, dei suburbi, del degrado cui è costretto l’uomo della proclamazione dei diritti universali, dimenticato sul ciglio di un passaggio occasionale, o sotto la lamiera di un tetto di fuoco e di pioggia. Stoppiglia Giuseppe era presente nel ruolo di guru, e rivestito di abiti confacenti.

20 luglio 1995 – San Martino di Lupari (Padova). Campo scuola del Gruppone, sul tema: Servi inutili. È finita l’era delle buone azioni? L’epoca dei ritagli di tempo, del buon umore per forza, delle canzoni d’amore per compassione? Noi della civiltà del benessere abbiamo inventato l’angolo cottura e la pace in cartolina, ed il fotomontaggio del buon cuore. Scoprire che la vita è solidarietà, e cioè che tutti siamo sulla stessa barca che si inalbera o che affonda e tutti o nessuno tocca le sponde del grande oceano, sono parole acerbe, parole ribelli. Servi inutili! Grazie.

3 agosto 1995 – La FIBA Regionale organizza un incontro dal tema Tra Utopia e Organizzazione; vale a dire tra ciò che ancora non c’è, ma che si va preparando contro ogni speranza plausibile; e il dato di fatto, la realtà necessitante. Ha condotto la riflessione Giuseppe Stoppiglia. Si direbbe il tema dell’ambiguità; ed invece è il percorso utile per non rimanere impigliati nei telegiornali d’estate, nei quali il mondo scompare e rimane solo l’orto di casa: grandi orizzonti internazionali!

6 agosto 1995 – Dilvo Peruzzo in quanto coordinatore in Brasile e Maurizio Ortu si incontrano a Rio de Janeiro per preparare l’incontro tra i referenti in Brasile, che si terrà a Vitoria a partire dal due di novembre. Siamo con questo al terzo incontro, ed ogni volta si è voluto cambiare città, per offrire ai referenti la opportunità di conoscere lo spazio vitale ed operativo di ciascun referente.
Nell’incontro di Rio si sono fissate le linee generali dell’incontro di Vitoria, sullo spirito di Macondo filtrato in Brasile, sul ruolo dei referenti: funzione tecnica o dimensione politica e dunque autonoma e quindi propositiva di linee.
L’interscambio culturale: lettura del già fatto, riflessioni e proposte per il futuro. Attività di coordinamento; stampa; autonomia economica del gruppo in Brasile.
La casa in Brasile avrà un futuro? molto dipende dalle presenze; e le presenza in parte dipendono da noi, in parte dall’immaginazione e fantasia; pochissimo dai fantasmi.

26 agosto 1995 – Ricevo da una voce qualificata e pubblico. L’appuntamento è fissato alla Villa Bellotta di Valconasso di Pontenure, il luogo della festa dei macondini di Piacenza. Io e Luigia ci presentiamo all’appuntamento con la macchina stracarica di mercanzia. Quasi ci scambiano per mercanti in fiera (marocchini).
Ci par di essere a Formigine: stesso parco bellissimo, villa, viale alberato… il posto ideale per le nostre feste. E poi tutto ben preparato: tavolini, luci, festoni, bocconcini e ogni bendidio. Noi allestiamo il nostro mercatino, vicino a noi altre persone con un banchetto dei prodotti del commercio equo solidale.
Alle ore 20.00 incominciano ad arrivare un’infinità di persone… cento e poi cento e poi cento (trecento-quattrocento). È stata una festa-incontro: tante persone, molti giovani, tanti incontri, molta musica, un bel clima (con i brasiliani scatenati nei balli). Siamo contenti. La nostra speranza sta… in quel lumicino acceso (ripresa a caldo di Gianni Pedrazzini).

3 settembre 1995 – Segreteria di Macondo. Molto ampio l’ordine del giorno.

Cronaca dell’area Nord-Est
di
Monica Lazzaretto

Dove sta il problema?
Ci stiamo rendendo sempre più conto del pericolo che corrono gruppi, enti ed associazioni che pur lavorando ed impegnandosi in iniziative o progetti con obiettivi sostanzialmente simili, rischiano spesso di non conoscersi o, peggio ancora, ignorarsi. Si rischia allora paradossalmente di voler entrare in “rapporto” con mondi diversi dal nostro, mondi lontani per cultura e condizioni di vita, senza riuscire a incontrare chi, come noi e vicino a noi, cerca di affrontare, a modo suo, le nostre stesse sfide. E così, magari con piccole schermaglie mal celate, si rischia di diventare gruppi impermeabili l’uno all’altro o, addirittura, di entrare in competizione tra associazioni, di misurare e misurarsi, calcolando quali risorse potersi accaparrare, quali finanziamenti poter ottenere, quali spazi occupare… per far cosa? Sbrigativamente ed ironicamente si potrebbe dire: “incontrare” gli altri. Nessuno ammette di far fatica, nel proprio quotidiano, ad entrare in rapporto con l’altro, quel banale “altro” troppo vicino per poterci interessare, troppo scontato e simile a noi per destare la nostra attenzione.
Si sta esagerando? Forse… è comunque pericoloso cadere in questa logica, è tanto pericoloso quanto facile.
Ma un bisticcio di parole può rendere la nostra speranza: Macondo essendo altro vuole andare oltre.
Allora cosa fare?

Ciclo di incontri in biblioteca:
“Nord e Sud: un mondo di diseguali”
Abbiamo pensato così di organizzare ad Abano tre incontri presso la Biblioteca comunale non solo per proporre un momento di approfondimento e presa di coscienza di problematiche attuali quali: la situazione del Chiapas e la condizione dei bambini di strada, ma anche per provare a porre delle basi comuni tra noi, gente di paese, spesso arroccata dietro alle proprie etichette, congelata dai propri pregiudizi. Ci hanno aiutato i “calienti” amici di Macondo a scioglierci: loro che arrivano da lontano ci hanno dato modo di conoscerci e parlare, sono stati il pretesto che ha dato a noi l’occasione di incontrarci e stare assieme, di confrontarci sul modo di stare nella nostra terra e nel mondo.
Il primo incontro, Dalle montagne del Sud-est messicano: scritti e comunicati del sub comandante Marcos ha visto la presenza di Antonio Garçia de Leon, un antropologo di fama di Città del Messico che ha curato la stesura originale degli scritti di Marcos e che conosce molto bene la realtà socio-politica della rivolta zappatista. Assieme a Cristobal Muñoz, giornalista e curatore con Massimo Di Felice della pubblicazione italiana, Garçia de Leon è riuscito a tracciare un profilo quasi familiare del sub comandante, rivelando aspetti inediti mai messi a fuoco dai media italiani.
Isabel Aparecida dos Santos ha animato il secondo incontro: Essere educatrice di strada a San Paolo del Brasile: l’esperienza di Isabel. È stato un momento di riflessione che per contenuti e modalità comunicative ha particolarmente coinvolto e interessato.
Il terzo incontro: Il volontariato e l’associazionismo locale si confrontano sulle iniziative di solidarietà per il Sud del mondo ha dato modo a tutte le associazione e i gruppi di volontariato attivi nel territorio di presentarsi, spiegare la propria attività e la filosofia che anima il loro operare.
È stato bello incontrarci e parlare, e come spesso succede, ci si “carica” e si desidera subito cominciare a “fare”.
Si è chiesto così all’Assessore alla cultura e al Presidente della commissione per la pace del comune di Abano Terme l’attivazione della consulta del volontariato e dell’associazionismo locale per poter avere più voce in capitolo rispetto alle iniziative locali promosse dall’amministrazione. Si sta inoltre lavorando per la creazione di un laboratorio sperimentale permanente nel quale confluiscano tutte le risorse e le proposte per l’attivazione di progetti di educazione alla mondialità, alla interculturalità, ecc. ad utilizzo non solo delle scuole ma di tutto il contesto sociale allargato.
Abbiamo lanciato un sasso e certamente non possiamo nascondere la mano, speriamo sia in grado di infrangere la vetrina dell’apparenza, del piccolo tornaconto associativo. Macondo è una realtà giovane e senza zavorre che desidera raccordarsi con tutte le forze attive nel territorio per promuovere un certo stile di cooperazione e confronto autentico. Questo messaggio sembra essere passato.
Una sfida è lanciata: quella di raggiungere una certa libertà dal protagonismo, imparare a portare avanti progetti ed iniziative locali assieme sicuramente aiuta molto a superare questo pericolo e permette di essere più credibili all’interno del proprio contesto sociale e soprattutto con i giovani che cercano, nei gruppi e nelle associazioni, un momento di autenticità e confronto

Educazione alla mondialità: una proposta
La nostra Associazione per provare una concreta possibilità di collaborazione con i gruppi attivi nel territorio ha organizzato, in collaborazione con il centro coordinamento attività ambientali, una serie di incontri di educazione alla mondialità per i ragazzi delle scuole medie di Abano Terme (Pd).
Si sono tenuti tre momenti di animazione sfruttando le risorse che ogni singolo gruppo ha:
La torta mondiale: anche giocando possiamo scoprire che… è stato il primo incontro di animazione condotto dalla dott.ssa Nicoletta Schmidt dell’Associazione Mani Tese. Il secondo: Amazzonia, un mondo che fa ancora sognare ha permesso ai ragazzi di incontrare alcuni operatori, esperti e volontari che hanno concretamente vissuto in quella terra. Per la nostra Associazione è stato invitato a partecipare Gianni Bordin che, munito di diapositive e di piccoli manufatti indios, ha intrattenuto il gruppo di studenti.
L’incontro conclusivo: Europa, Africa e Sud America: ragazzi a confronto ha visto la presenza di Monga, responsabile del settore educazione alla mondialità delle ACLI e Isabel per Macondo.
Il metodo educativo proposto è stato di tipo ludico-partecipativo.

Corso di portoghese
Per stare un po’ insieme tra noi, in allegria, quale miglior pretesto di un corso di lingua portoghese? Un corso un po’ strano, visto che per insegnante si è scelto un professore di violino del conservatorio, per sede il centro sociale dell’Ospedale Psichiatrico di Padova e quanto agli iscritti… ce n’era per tutti i gusti: da chi doveva partire per un progetto di riabilitazione dei guerriglieri del Mozambico a chi opera come educatore nel carcere di Padova, e poi studenti, pensionati, insegnanti… insomma, un campionario di storie ed esperienze quanto mai vario, certamente particolare e divertente, non c’è stato dubbio: la sede scelta era la più giusta.
Sull’efficacia del corso aspettiamo conferma dal gruppetto partito per il Brasile quest’estate.