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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Itinera, tutor delle transizioni

di Bruni Federica Di Maso Annalisa

La voce dei professionisti nell’esperienza delle politiche attive del lavoro

Una visione di orientamento ad ampio raggio
In Veneto c’è una comunità composta da professionisti che hanno in comune l’esperienza nei servizi rivolti alle persone in transizione verso il lavoro. Questo gruppo eterogeneo per formazione e collocazione che si è ritrovato a lavorare per i medesimi obiettivi, pur provenendo da mondi diversi, si è dato il nome di Itinera – Tutor delle transizioni.
Il confronto all’interno e all’esterno di Itinera è cominciato nel 2019, in occasione di un percorso formativo patrocinato dall’Ente per il diritto allo studio della Regione Veneto rivolto, appunto, a tutor delle transizioni, termine volutamente trasversale ai possibili campi di azione dei destinatari, senza vincoli dati dal titolo di studio, dall’accreditamento istituzionale o dall’iscrizione all’ordine professionale.
In quell’occasione si sono posti alcuni “scenari” all’interno dei quali collocare e ri-collocare il senso del proprio lavoro. Il contesto socioeconomico è stato descritto da una geografa, un demografo, un esperto in pubbliche relazioni, una sindacalista, un dirigente di Servizi per l’Impiego.
Il confronto è poi continuato extra-moenia istituzionale, con lo scambio di articoli e materiali, arricchendo la rubrica con nuovi riferimenti e includendo informazioni particolarmente preziose anche perché condivise.
Nel maggio del 2020 Itinera ha riproposto un percorso, questa volta in modalità on line, offrendo ai partecipanti la possibilità di sperimentare su di sé la “fatica digitale” che da quel momento ha caratterizzato tutta l’offerta di servizi alla persona.
Nel frattempo, sul gruppo Facebook, si sono accumulati contributi e osservazioni dei membri, arrivati oggi a 150 tra formatori, assistenti sociali, orientatori, operatori dei servizi per migranti, educatori, progettisti sociali, coordinatori di servizi, psicologi, operatori e specialisti del mercato del lavoro.
Itinera ha risposto alla necessità di confronto e riflessione sul significato delle politiche attive del lavoro, sull’integrazione tra sociale e lavoro e sulle ricadute antropologiche dei diversi contributi educativi, sociali, psicologici, giuridici.
Per trasmettere ciò che Itinera vuole rappresentare nel panorama dei servizi per il lavoro, si presenta qui un contributo di una delle fondatrici, Annalisa Di Maso, utilizzato come scenario nel quale sono collocate in corsivo osservazioni tratte dal patrimonio di Itinera, una sorta di coro greco, voce narrante e forse anche grillo parlante.

Uno sguardo prospettico alle politiche del lavoro
Alcuni elementi caratterizzano l’evoluzione delle politiche del lavoro dai primi anni 2000 fino a oggi, con la particolare spinta data dal Jobs Act, e tracciano il percorso delle politiche del prossimo futuro.
Ecco le “parole chiave” rappresentative delle trasformazioni delle politiche e dei servizi:

  1. Occupabilità e occupazione: identificano rispettivamente a) disponibilità di competenze tecniche e trasversali per trovare un lavoro, attraverso interventi di formazione; b) il processo che consente di trovare un lavoro o di configurare un proprio percorso professionale. Fino al 2014 gli sforzi dell’Unione Europea erano orientati a promuovere occupabilità; dal 2014 si è inteso potenziare la dimensione dell’occupazione, attraverso programmi di accompagnamento al lavoro.
    Programmi come Garanzia Giovani, hanno offerto un “modus operandi”, indicando non solo i servizi essenziali da attivare – accoglienza, orientamento, accompagnamento, tirocini, apprendistato ecc., ma anche il come attivarli – integrazione dei servizi pubblici e privati, setting e durata delle misure.
    Itinera: di pari passo all’evoluzione dell’offerta di servizi, va accompagnata anche l’aspettativa di aiuto da parte dei cittadini, in modo che non esauriscano le loro risorse nel tentativo solitario di risolvere le multiformi difficoltà connesse con la disoccupazione.
    Va cioè promossa una “cultura civica”, la conoscenza di cosa il sistema di aiuto prevede in risposta alle necessità della cittadinanza perché la disoccupazione non è una vicenda individuale.
  2. Flexsecurity: le trasformazioni organizzative e normative facilitano l’uscita dal lavoro. Si rendono necessari strumenti, misure, incentivi per ri-accompagnare le persone verso altre condizioni occupazionali. La dimensione della Flexsecurity, su cui si basa la riforma del Jobs Act, introduce il concetto di politica attiva del lavoro come dimensione integrata alle misure di politica passiva (rappresentate tendenzialmente dagli ammortizzatori sociali). Un modello efficace se effettivamente la persona nei processi di transizione percepisce di essere aiutata e soprattutto se il mondo del lavoro nel quale si muove è dinamico e offre una serie di opportunità.
    Itinera: al momento non si dispone di un dialogo con le aziende sufficientemente incisivo da garantire tempestivamente opportunità di lavoro, e i servizi sono parcellizzati in progetti di durata circoscritta.
    Le persone invece hanno bisogno di continuità della presa in carico, ben oltre il pacchetto di ore che viene loro offerto.
  3. Accesso universalistico ai servizi, ma con condizionalità: è necessario garantire l’esigibilità del diritto al lavoro. Come? • Definendo i servizi in termini di Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), cioè imponendo una norma che li attiva in tutta la nazione; • delineando l’intensità di supporto che ciascun utente richiede, attraverso una profilazione delle sue risorse e necessità; • sancendo una condizionalità nella fruizione del servizio, il cittadino deve partecipare attivamente, non per “meritare” l’aiuto, ma per collocarlo in un reale percorso di riappropriazione della propria vita.
    Itinera: un vero shock culturale in un welfare che ha abituato la società a trasferimenti monetari (pensioni, assegni, contributi…) piuttosto che a servizi.
    La generatività del welfare è materia di lavoro per i tutor delle transizioni, perché la condizionalità non è solo l’espletamento di formalità, è motore di risorse per la sostenibilità del sistema.
  4. Valutazione di processo e di risultato delle politiche attuate: si introduce il riconoscimento dei compensi agli enti gestori accreditati dei progetti nella modalità “a processo e a risultato”, introducendo anche azioni di valutazione da parte di agenzie private di rating (valutazione e affidabilità).
    Itinera: buona parte dei servizi per il lavoro è gestita dal Terzo Settore e il progressivo irrigidimento di vincoli e standard ha completamente snaturato il ruolo di questi soggetti. Persa ogni spinta innovativa e relazionale, sono diventati muti esecutori delle delibere, promotori di un mercato del lavoro di operatori meno tutelati dei beneficiari.
  5. Gestire le transizioni scuola-lavoro e i processi di orientamento dei giovani: è necessario formare cittadini consapevoli degli scenari occupazionali futuri, ma anche capaci di operare una scelta che tenga conto dei propri talenti e delle condizioni biografiche che nel frattempo si vengono a delineare.
    Itinera: l’orientamento è una formidabile arma contro la povertà educativa e tutte le sue conseguenze sociali, culturali, politiche. Le transizioni diventano appuntamenti con sé stessi e con il mondo intorno. I tutor agiscono come intermediari di risorse e di mondi possibili.

PNRR per affrontare la sindemia sociale economica psicologica
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato nell’aprile del 2021 per far fronte agli esiti della sindemia 1 causata dal Covid-19, mette in campo una quantità enorme di risorse che modificheranno il sistema dei servizi pubblici e privati.
Le politiche del lavoro sono inserite nella missione n. 5 del PNRR, Inclusione e Coesione. Un investimento di 19 miliardi, che finanzieranno: • Programma GOL (Garanzia Occupazione Lavoratori) che concilia occupazione e occupabilità, attraverso interventi di formazione e servizi di accompagnamento personalizzato.
• Rafforzamento dei Centri per l’Impiego, delle professionalità degli operatori, della integrazione tra servizi pubblici e servizi privati.
• Fondo nuove competenze, finanziamento della formazione in azienda e promozione della cultura organizzativa per valorizzare il ruolo di “impresa formativa”, contesto privilegiato nel quale risolvere il mismatch di competenze che affligge il mercato.
• Potenziamento del sistema duale: apprendistato soprattutto per studenti e studentesse a rischio di insuccesso formativo; esperienze extrascolastiche per l’acquisizione di competenze trasversali; Istituti Tecnici Superiori, che offrono una formazione mirata ai fabbisogni territoriali di competenze.
• Finanziamento di misure per l’incremento dell’imprenditoria femminile. Visioni critiche
Itinera: attualmente una criticità preoccupante è la difficoltà di trovare i beneficiari dei servizi. L’incrocio tra fattori diversi, quali il declino demografico, l’assenza di cultura civica, i pregiudizi contro la Pubblica Amministrazione, scoraggiano il ricorso ai servizi. Ecco perché è necessario il contributo di chi opera nello sviluppo di comunità e nell’integrazione tra politiche per l’inclusione di tutti nel sistema di welfare.
Se la dimensione economica è necessaria a dare avvio a una serie di iniziative, la “infrastrutturazione sociale” di tali iniziative costituisce la componente sufficiente a che la trasformazione sia efficace.
Si intende la creazione di una comunità che viva secondo obiettivi terzi e condivisi e nella quale scompaia la dimensione dell’interesse particolare di una categoria a danno o semplicemente ignorandone altre.
E ancora, si intende la capacità di mantenere aperto il dialogo tra soggetti della comunità (imprese, servizi, cittadini, politica) per individuare soluzioni affinché tutti gli abitanti di un territorio possano sentirsi “a casa” e, anche per questo, desiderare di voler lavorare in quel territorio.
Infine, si intende la capacità di superare la dimensione del “merito individuale” come base di valutazione rispetto ai servizi offerti, a favore della capacità del sistema dei servizi tutti di “prendersi cura” di tutte le persone, a partire dalle loro esigenze e peculiarità.

1 Si intende con il termine sindemia, un insieme cioè di patologie pandemiche non solo sanitarie, ma anche sociali, economiche, psicologiche, dei modelli di vita, di fruizione della cultura e delle relazioni umane… (una sindemia produce) pesanti ripercussioni in particolare sulle fasce di popolazione svantaggiata» (cfr. www.treccani.it).

Federica Bruni

assistente sociale

operatore del mercato del lavoro, Regione Veneto,
componente di Itinera

Annalisa Di Maso

Psicologa

lavora presso ANPAL Servizi
componente di Itinera