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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Nella Bibbia c’è tanto da colorare

di Buccoliero Elena

A Ferrara c’è una scuola primaria dove da più di dieci anni i bambini si sentono più sicuri.
Sanno che se hanno un dubbio, vivono una preoccupazione, incontrano una difficoltà, o semplicemente desiderano condividere un’esperienza con una persona più grande che li ascolta davvero, possono scrivere alla maestra Renata. Risponderà a ciascuno nell’arco di un paio di giorni con una lettera riservata e personale, sempre con la penna verde che ha il colore della speranza.
Il progetto “C’è posta per Re” è nato all’Istituto Comprensivo “C. Govoni” per un’intuizione di Renata Cavallari che sentiva quanto i bambini avessero bisogno di ascolto. Lei li prende sul serio, nei loro pensieri piccoli e grandi, ed è costante, disponibile, insomma una certezza. Per di più, insegnando religione entra in tutte le classi e questo le permette di coinvolgere l’intera scuola, a volte anche gli alunni che non seguono le sue lezioni ma le scrivono ugualmente perché la conoscono e hanno fiducia in lei.
Conservati negli anni, quei biglietti ci restituiscono uno spaccato vivissimo di come i bambini guardano il mondo. Un mondo complesso, fatto di scuola, famiglia, amicizia, giochi, ma anche di primi amori, incertezze verso il futuro, separazione dalle persone amate per migrazioni, divorzi, lutti. In tutto questo c’è anche il rapporto con la religione.
Una parte dei messaggi a tema religioso fa riferimento alle lezioni vissute insieme. Cara Renata, sai che religione è bellissima perché ci sei tu? / Mi piace religione perché sei bella. / Ciao Renata, m’interessa la tua materia, mi piace tanto alzarmi dal letto e pensare: sìiiiiiiii c’è religione! Quando mancano all’appuntamento sono dispiaciuti: Ti volevo dire che giovedì esco prima, mi dispiace tanto che non faccio religione. Sono di stimolo all’insegnante nel portare avanti il programma (Se tu vuoi potremmo andare avanti con la Bibbia, bacini bacini), s’interrogano sulle scelte dei compagni (perché Ahmed e Hassan non fanno religione?) e qualche volta sbuffano in modo divertente: perché nella Bibbia c’è tanto da colorare? Un insegnante è in qualche misura anche un modello di adulto, lo ritroviamo nei biglietti. Che cosa ti ha fatto capire che eri brava a fare la maestra di religione? All’inizio quando eri bambina che cosa volevi fare da grande? – chiede una bimba di 8 anni. E un compagno di 10: Ho delle domande da farti. A te piacerebbe fare un sogno come Don Bosco? Ti piacerebbe aprire un oratorio? Vorresti fare la sacerdotessa? Fai catechismo? Ti piace il calcio? Grazie di tutto come sempre, super Santa Renata.
Il rapporto con il sacro fa parte della vita dei bambini attraverso le feste e nei sacramenti.
Tanti alunni raccontano l’attesa del Natale o la golosità per le uova di Pasqua. Una bimba arrivata dall’Est Europa dice da noi si festeggia San Nicolò. Qualche volta una delusione: Cara Renata, per il giorno della Befana avevo ordinato la calza delle Winx e mia sorella la calza di Frozen ma ci hanno dato a me la calza di Barbie e a mia sorella di Masha.
Anche i media fanno la loro parte nell’educazione religiosa. Sai che ieri ho visto il film di Gesù? Era bello, scrive un bambino. Nell’arco di vita dei 6-11 anni, poi, in tanti frequentano il catechismo e vivono i sacramenti. Ciao Renata, sai che quest’anno faccio la comunione? Questa bambina di 10 anni è incappata in un educatore piuttosto insistente: Con il catechismo ho preso una gomma per terra e l’ho portata a casa, poi i catechisti mi hanno scoperto e vanno avanti da tre domeniche, poi hanno detto al don che devo parlare con lui, ieri non sono andata a catechismo perché non volevo prendermi una sgridata per la quarta volta.
Finalmente il grande giorno, un’emozione intensa alla quale i bambini si preparano cercando un confronto. Presto farò la comunione, tu che cosa hai provato? E una bambina: Quando hai fatto la prima comunione ti sei emozionata? Che vestito avevi? Intenerisce e fa sorridere la delusione di Benedetta: Cara Renata, ti vorrei raccontare la mia esperienza. Il 15 maggio ho ricevuto l’ostia e non mi è piaciuta tanto perché sa di plastica, poi Giulia mi dice sempre che con i capelli tirati indietro faccio schifo.
Le storie della Bibbia, o generalmente riferite alla fede, fanno riflettere i bambini e stimolano interrogativi o ribellioni che vengono affidati ai biglietti. Eccone alcuni: Quando Isacco si è sposato con Rebecca, gli anni di Rebecca quanti erano? / Ma all’età di Sara non si possono avere figli! / Perché non si può avere l’immortalità? / È vera la storia oppure la religione? / Battesimo e matrimonio perché si chiamano così? / Ma Gesù si sposò? / Volevo sapere, come si chiama la moglie di Noè? / Ma Gesù ai suoi tempi cosa faceva? / Quando Madre Teresa è morta chi è che mandava la pace al posto suo?

Il sacro è vissuto in modo spontaneo, in contiguità con le proprie esperienze. Cara Renata, volevo dirti che io e la mia famiglia abbiamo festeggiato il compleanno di mia mamma. Ho sentito qualcuno dire che Gesù non è nato il 25 dicembre. È vero? E un bimbo di 8 anni, un po’ sbadato: Dio mi ha dato un segno sul quaderno di religione ma non mi ricordo cosa c’era scritto.
Francesca, 10 anni, non si rassegna alla morte: L’altra volta ti avevo chiesto perché Gesù è risorto e nessun altro potrebbe farlo, poi hai sentito come è morto Fabrizio Frizzi? Secondo me è morto troppo presto però io alla tv lo avevo visto che non stava molto bene ma sapevo che lui non voleva lasciare il lavoro. Martino, 9 anni, probabilmente è in difficoltà mentre scrive: Cara Renata, dimmi come si può parlare con Dio per favore.
Ci sono bambini ingaggiati in una scelta che sa di futuro. Antonia, 8 anni, è decisa ad affermarsi nel settore. Lo sai che io voglio fare la catechista e fare quella che comanda il coro? Il coro lo fanno i bambini, io sono una di quelli. Ti voglio tanto bene. Al contrario Giorgia, di 10, sta maturando un distacco. Cara Renata, questa cosa l’ho detta ai miei genitori ma non tutta… La cosa di cui sto parlando è che non credo più in Dio o in Gesù, in poche parole sono atea. Penso sia così. A presto. Ciao. Di nuovo Giorgia, in un altro biglietto: Cara Renata, io non credo più in Dio perché: uno, non mi ha mai aiutata; due, non ci credo che ha fatto i miracoli. I miei genitori vogliono che io finisca fino alla cresima ma a me non serve.
Quinta elementare, tempo di bilanci. Piace il metodo usato dall’insegnante, i lavoretti, la conoscenza dei personaggi biblici e l’attenzione che Renata ha per loro. I 3 anni che ho fatto con te mi sono divertita tantissimo anche se alcune volte non capivo qualcosa, me la spiegavi e poi capivo. Grazie per avermi supportato. Mauro, ancora all’insegna della semplicità nella fede: Grazie Renata di averci insegnato alcune cose di nostro papà e di aver ascoltato con pazienza la nostra confusione. Ti vogliamo bene.

Elena Buccoliero assistente sociale, componente la redazione di madrugada (con la collaborazione dell’insegnante Renata Cavallari e degli alunni della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “C. Govoni” di Ferrara)