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Associazione MACONDO

per l'incontro e la comunicazione tra i popoli

Niger

di Cardini Egidio

La Repubblica del Niger è uno stato dell’Africa centrosettentrionale, la cui capitale è Niamey. La sua popolazione è di 14.300.000 abitanti, secondo una stima del 2008. Vi si parla il francese con molti idiomi locali. I musulmani sunniti sono l’88,7%, gli animisti sono circa l’11%, mentre vi è una piccola minoranza di cristiani.

Privo di accesso al mare, è limitato a Sud-Ovest dal fiume da cui prende il nome. Tipico esempio di Stato sorto artificialmente dalla spartizione coloniale e divenuto indipendente nel 1960, il Niger corrisponde all’omonimo ex-territorio dell’Africa Occidentale Francese.

Condizionato dalla siccità, presenta un territorio complessivamente desertico (ben l’86%), con il massimo della popolazione concentrato nella regione sud-occidentale.

Ecologicamente fragile, il Niger appare sprovvisto anche di vie di comunicazione moderne e di risorse esportabili, configurandosi come il Paese che, nell’area, versa nelle condizioni più critiche. Nonostante i tentativi degli anni Settanta del Novecento per uscire dal mancato sviluppo grazie allo sfruttamento dell’uranio, a partire dagli anni Ottanta l’assottigliamento delle rendite minerarie ha reso la sopravvivenza economica del Paese dipendente dagli aiuti internazionali e dall’esito delle trattative sulla riduzione del debito estero.

In base alla Costituzione del 1996, modificata con «referendum» nel 1999, il potere esecutivo è esercitato dal Presidente della Repubblica, eletto a suffragio universale e diretto con mandato di cinque anni, al pari dell’Assemblea nazionale, cui spetta il potere legislativo. Il sistema giudiziario nel 1999 ha visto la sospensione della Corte Suprema, massimo grado di giudizio del Paese, le cui funzioni sono state divise fra l’Alta Corte dello Stato, cui compete il giudizio sui pubblici ufficiali, e la Corte per la sicurezza dello Stato, che funge anche da corte marziale. La pena di morte è in vigore, ma le esecuzioni non hanno più luogo dal 1976. La difesa del Paese è affidata all’Esercito e all’Aeronautica, accanto a cui lavorano la polizia e la guardia repubblicana, due organizzazioni paramilitari. Il servizio militare viene effettuato su base selettiva e dura due anni. Nonostante l’istruzione sia obbligatoria e gratuita dai 7 ai 15 anni, il tasso di analfabetismo è fra i più alti del mondo, ammontando al 71,3%. La diffusione dell’istruzione incontra difficoltà soprattutto in quanto la popolazione è disseminata su un territorio vastissimo. La scuola primaria dura sei anni, a partire dai sette anni d’età. A 13 anni ha inizio la scuola secondaria. Le università presenti nel Paese sono due: una a Niamey, fondata nel 1973, e l’altra a Say, fondata nel 1987. Il Niger è uno degli Stati più poveri del mondo. Il Paese gode della poco invidiabile supremazia statistica nella mortalità infantile e nel numero di figli per ciascuna donna. L’arretratezza economica invece è il risultato soprattutto di condizioni ambientali particolarmente avverse. Il Niger è infatti isolato nell’interno del continente, privo di sbocchi e di comunicazioni, con un territorio in gran parte costituito da aree desertiche. A ciò si aggiunga l’ormai secolare impoverimento della fascia saheliana con il relativo spostamento, favorito anche dal colonialismo, della popolazione da Nord a Sud con il conseguente abbandono e degrado delle regioni centrosettentrionali. La dominazione francese fece ben poco per potenziare l’economia, date le limitate prospettive offerte dal Paese.

Negli ultimi anni del XX secolo la politica economica del Niger si indirizzò verso una più marcata autonomia nell’ambito internazionale, concretizzatasi in un crescente allentamento dei legami di dipendenza con la Francia e nell’instaurazione di più stretti rapporti commerciali con la vicina Nigeria, l’Algeria e la Cina. Il ruolo forte esercitato dallo Stato in campo economico, che non impedì comunque la formazione di un numero considerevole di piccole aziende private, favorì la nascita di un’industria estrattiva, di imprese statali nel settore edilizio, dei trasporti e alimentare. Nonostante questo, il Niger, nel primo decennio del Duemila, è un Paese fortemente dipendente dagli aiuti internazionali: la cancellazione totale del debito estero da parte del FMI nel 2005 non è servita a risollevare la precaria economia di questo Stato africano.

Sotto la guida di Hamani Diori il Niger accedette alla piena indipendenza nel 1960 e si diede una nuova Costituzione, diventando una Repubblica di tipo presidenziale, nella quale Diori era insieme Capo dello Stato, Capo del Governo e Capo del partito unico (Parti Progressiste Nigérin). Nel 1974 un colpo di stato, attuato dal colonnello Seyni Kountché, rovesciò Diori, sospese la Costituzione e soppresse il partito. Il governo del Paese fu affidato a un Consiglio militare, presieduto da Kountché, che assunse le cariche di Capo dello Stato e del Governo. Sotto la sua guida il Niger intraprese una via di maggiore dinamismo e autonomia sia sul piano interno sia internazionale, stabilendo tra l’altro rapporti con la Cina Popolare e prendendo per contro una certa distanza da Parigi. Solo nel 1986, con l’approvazione per referendum popolare di una bozza di Carta nazionale, il regime avviò la democratizzazione della vita politica del Paese. Morto Kountché nel novembre 1987, gli succedette alla guida dello Stato il colonnello Alì Saibou che nel 1988 diede inizio a una riforma delle istituzioni, ribadendo però l’intenzione delle forze armate di non voler rinunciare alla gestione totale del potere e costituendo a tale scopo un partito unico, il Movimento nazionale per una società di sviluppo (MNSD). Nel settembre 1989 venne adottata una nuova Costituzione e Saibou fu confermato alla Presidenza della Repubblica. Nel 1990, in seguito alla pressione dei sindacati e alla crescente protesta popolare, venne annunciata l’introduzione del multipartitismo e l’esercito si mostrò disposto a rinunciare alle sue funzioni politiche e istituzionali. Il necessario periodo di transizione, volto ad assicurare il passaggio alla nuova fase, fu aperto dalla convocazione di un’Assemblea nazionale nel novembre 1991, che confermò il vecchio Capo dello Stato, gen. Saibou, nella sua carica, sia pur ridotta a un ruolo puramente onorifico, mentre André Salifou assunse la presidenza di un Alto Consiglio della Repubblica con compiti legislativi. Amadou Cheiffou venne chiamato alla guida del governo.

Dal 1999 il Niger ha una nuova Costituzione varata nel luglio dello stesso anno. I governi sono cambiati frequentemente fra dittature militari e governi di transizione. Il parlamento è stato sciolto più volte dopo colpi di stato poco distanti tra loro nel tempo.

Il 18 febbraio 2010 un colpo di Stato rovesciò il capo di Stato Tanja Mamadou e nell’aprile 2011 si svolsero nuove elezioni che videro vincitore Mahamadou Issofou, che divenne nuovo Presidente col 58% delle preferenze. Le elezioni, al contrario di molte altre nel continente africano, non portarono particolari contestazioni e si svolsero in maniera pacifica. Nel luglio 2011 venne sventato un attentato contro il presidente.

Nel febbraio 2012 decine di migliaia di maliani, in fuga dalla guerra civile, si rifugiarono in Niger.

Nel maggio 2013 sono stati compiuti attentati kamikaze contro baracche militari e una miniera di uranio francese nel Nord. Il ministro dell’Interno ritenne militanti vicini ad Al Qaida responsabili degli attacchi, evidenziando la presenza del terrorismo islamico anche nel Paese.