Elenco degli articoli selezionati per
Madrugada 019
Macondo e dintorni
Articolo di Gaetano FarinelliFinestrella con doppio vetro a difesa del freddo intenso Feriole, zona dei colli Euganei, 21-22 ottobre 1995. Convocazione di coordinamento.Sono presenti i coordinatori, ma anche altri che svolgono attività in diversi territori del nostro paese. Il tema dell’incontro è Macondo: tra movimento ed associazione. L’obiettivo non è quello di rafforzare la struttura e dunque di
Dopo il Rwanda, al presente
Articolo di Tiziano PegoraroRiflessione di un missionario di ritorno dall’Africa Ad un anno e mezzo dal mio rientro in Italia, a causa della guerra civile in Rwanda che ha visto contrapporsi gli eserciti e i miliziani delle etnie Hutu e Tutsi, sento di essere profondamente ancora unito a quel popolo, che amo e ho cercato di servire come
Centralismo o pluralismo? Il cammino creativo della Comunità Ecclesiale di base
Articolo di Luiz Alberto Gómez de SouzaNella ricerca di un mondo più pluralista e democratico, le CEBs rappresentano, nella chiesa cattolica, la strada che settori crescenti della società percorrono per passare dal centralismo autoritario del potere e delle organizzazioni burocratiche alle diramazioni flessibili della intercomunicazione e della diversità. Crisi dei modelli socialiAccanto allo Stato sono sorte organizzazioni non governative (ONGs) che
La lotta per la terra in Brasile
Articolo di Massimo Di FeliceLuogo comuneL’importanza del ruolo ricoperto dal sistema di produzione agricolo nei cosiddetti paesi del “Terzo Mondo” va ricercata in alcuni particolari aspetti organizzativi di tale settore, che ne fanno uno degli elementi principali per l’economia dei suddetti paesi.Pur avendo conosciuto negli ultimi decenni ampi processi di urbanizzazione, i paesi a basso reddito, a causa delle
Un viaggio di lavoro
Articolo di Chiara CucchiniDopo l’esperienza di ricerca nell’archivio di Curitiba della documentazione necessaria alla sua tesi di laurea, Chiara ci ha inviato alcune note affettuose sulla sua permanenza in Brasile, che volentieri pubblichiamo. L’occasioneSono iscritta alla facoltà di Lettere e Filosofia dal 1990. Seguo l’indirizzo storico ed ho scelto di approfondire l’epoca contemporanea.Nell’estate del 1991, affidandomi all’associazione Macondo,
Porte aperte e ponti sospesi…
Articolo di Paolo TomasinRitornare con la naveDalla mia esperienza di volontariato internazionale nel Nordest del Brasile avrei voluto ritornare via nave. Avrei voluto ritornare in nave perché il viaggio si sarebbe protratto per una decina di giorni. Mi sarei staccato lentamente dalla costa brasiliana, dove ho trascorso più di tre anni della mia vita e, attraversando l’Oceano Atlantico,
Un popolo silenziosamente disperato
Articolo di Egidio CardiniCaro direttore,purtroppo ti scrivo dopo essermi privato di una parte del mio cuore, perché l’ho lasciata in Brasile. Mi hanno detto che la prima volta succede sempre.Le tracce del mio primo viaggio laggiù sono così profonde da fare quasi male. Mi sono rimasti ricordi dolcissimi, immagini crude e violente di povertà e di miseria, tanta
Il difficile incontro delle differenze
Articolo di Viviana GarbagnoliFa caldo. Molto caldo. Rio de Janeiro: è agosto, dunque inverno, eppure il caldo si fa sentire e anche la stanchezza, l’emozione.La casa Macondo, come io continuerò a chiamarla per tutto il viaggio, è proprio bella, è così bella da essere la casa.Il viaggio incomincia lì: tre persone sconosciute, conosciute o solo incontrate per caso.
Come in uno specchio: carcere e civiltà
Articolo di Marco CrimiCubatura: afaProvate a pensare ad uno spazio di due metri per uno e settanta, completamente nudo, spoglio, illuminato ed aerato da un’unica finestrella blindata ed abitato da quattro persone che non solo devono dormire a terra, ma, per evidenti ragioni dimensionali, sdraiarsi a turno, due per volta; il clima è quello equatoriale, il luogo è
Ancora sul dialogo interculturale… per finire
Articolo di Enzo DemarchiTorno ancora una volta – per finire… se ne sarò capace – sul dialogo tra persone appartenenti a culture diverse (in concreto: europei e brasiliani), ricollegandomi a quanto già scritto in Madrugada n. 16 (aprile 1995), pp. 5-6. Avevo allora fatto notare che dei differenti modi di intendere l’esperienza umana, mi sembrava che i brasiliani
