Elenco degli articoli
Cooperazione internazionale e scambi con il Brasile
Articolo di Mauro Furlan
In questi quindici anni di presenza a Rio de Janeiro, nella Casa di Accoglienza dell’Associazione Macondo e lavorando in un’associazione brasiliana, ho potuto notare i cambiamenti che sono avvenuti nella cooperazione internazionale e le dinamiche interne al Brasile. In questi anni sono molto diminuite le persone che venivano in Brasile e che appartenevano ai sindacati
Il mondo «parallelo» della cooperazione
Articolo di Benito Boschetto
I molti volti della cooperazione internazionale Nel variegato panorama della cooperazione internazionale troviamo davvero di tutto, tanto nelle motivazioni quanto nelle modalità di intervento da parte dei donors, quanto anche dalla parte dei riceventi. Il punto cruciale nel giudizio sulle differenti attività sta nello scarto che si registra tra gli obiettivi enunciati e quelli realmente
La cooperazione per lo sviluppo nell’era dei partenariati
Articolo di Nino Sergi
Dal volontariato alla professionalità e soggettività politica Ho lungamente vissuto il mondo delle ONG di cooperazione allo sviluppo e ne ho visto l’evoluzione negli anni. È una storia lunga più di 60 anni: ha prodotto idee, esperienze, analisi, progetti, professionalità, legami con organizzazioni e comunità in molti paesi, scelte e battaglie politiche, rapporti vivi con
Nord-Sud: dallo sviluppo alla trasformazione sociale
Articolo di Stefano Giudici
Un falso sviluppo e la perdita di molte speranze Era il 20 gennaio 1949 quando il presidente degli Stati Uniti, Harry S. Truman, pronunciò il discorso inaugurale della sua presidenza, noto come il «discorso dei quattro punti». Truman promise di appoggiare le Nazioni Unite, sostenere le politiche per la rinascita dell’economia mondiale, rafforzare la coesione
Una svolta culturale per la cooperazione internazionale
Articolo di Egidio Cardini
Ha ancora senso la cooperazione internazionale? Questa domanda, provocatoria e dalla risposta apparentemente già pronta (chi direbbe di no?), rivela in modo inequivocabile la contraddizione che si respira intorno a un processo che, prima ancora che economico, sociale o politico, è intrinsecamente culturale e conseguentemente etico. Usciamo da anni importanti, finanche gloriosi, in cui la
Il lungo viaggio di Bruno, il grande tessitore
Articolo di Giuseppe Stoppiglia
«Non sforzarti di tacere, ascolta». Madeleine Delbrêl «Quando qualcosa ci indigna diventiamo militanti, forti e impegnati». Stéphane Hessel Dal rumore dei telai… alla stanza d’ospedale Sto lasciando la città di Valdagno e quella valle incuneata fra le montagne, fitta di case e di fabbriche, di botteghe, di caffè, di uffici e di case nuove, nei
Macondo e dintorni
Articolo di Gaetano Farinelli
2 agosto 2017 – Sant’Agnese di Civezzano (Tn). Abbiamo avuto la visita di don Olivo Bolzon, assieme a Marisa, Amelia, don Giuseppe e don Michele, vecchie amicizie, di sentimenti e di ideali comuni. Come riportare la conversazione, le memorie di quell’incontro, i sentimenti comuni, il rammarico di non essere vicini per poter rinnovare gli incontri?
Un tubo più un buco
Articolo di Francesco Monini
Mentre preparavamo in redazione il monografico per i cinquant’anni dalla morte di Lorenzo Milani, rileggendo la Lettera a una professoressa ho sbattuto il naso contro una frase. Una di quelle frasi apodittiche, rigorose, assolute, che segnano lo stile del priore di Barbiana e che gli hanno guadagnato fortuna critica come furiosi strali polemici. Scrive Milani:
Ghana
Articolo di Autore Sconosciuto
Il Ghana, Paese dell’Africa occidentale affacciato sul Golfo di Guinea, ha una popolazione di circa 28 milioni di abitanti divisa in dieci regioni, su una superficie di 238.540 kmò. Ed è una popolazione giovane, con una media di 25 anni e oltre il 20% al di sotto dei 15 anni. Una gioventù che si respira
Tra politica e diritto. Con tante forzature
Articolo di Fulvio Cortese
Brevi spunti sull’autunno caldo della Catalogna Un’eccedenza politica Il referendum catalano del 1° ottobre 2017 ha attirato l’attenzione di tutti: un po’ per la forza del quesito («Vuoi che la Catalogna sia uno Stato indipendente sotto forma di Repubblica?»), un po’ per la forza che il governo spagnolo ha utilizzato per tentare di bloccarne sia
