Elenco degli articoli selezionati per
Madrugada 040

In direzione dell’altro

Articolo di Redazione di Madrugada

Scorrendo le pagine di Madrugada Sciogliete le file, si parla di formazione ed educazione. Incominciamo da Corrado Borsetti che da sotto la Mole de Turin, mentre il Po ingrossa e sulle panchine non c’è pane per i pesci, pone dentro il guscio la formazione nel suo doppio di educare e formare, di adeguare e scoprire,

Formazione ed educazione

Articolo di Corrado Borsetti

La parola formazione definisce le attività dell’ambito educativo finalizzate all’inserimento in una posizione lavorativa, sia dipendente sia autonoma. Il sostantivo è spesso accompagnato dall’aggettivo professionale. In questo senso il termine differisce da istruzione, educazione, termini che connotano meglio le attività della scuola di ogni ordine e grado: elementare, media, superiore, università. Spesso i termini formazione/educazione

Resta solo ciò che si ama

Articolo di Sara Deganello

Cerchiamo quel che saremoA scuola, alcuni di noi sapevano tutto sulla cultura beat psichedelica degli anni ’60 o sulla storia dei Beatles o sugli uccelli e la tecnica per cacciarli. Questo è ciò che erano, eravamo: non ciò che sapevamo. E questo è rimasto dopo tutto, dopo le interrogazioni e la maturità, dopo cinque anni

Esiste ancora l’insegnamento?

Articolo di Egidio Cardini

Dal reclutamento alla responsabilizzazione Con l’asprezza determinata dalle provocazioni del tempo ci chiediamo se esiste ancora l’insegnamento. Più insistente si fa la domanda e necessariamente più provocatoria si fa l’esigenza di chiederci allora se esiste ancora la scuola e a che cosa serve. Visto dalla parte dell’insegnante, che è notoriamente considerato quel lavoratore che non

La formazione come risorsa strategica per scegliere la propria evoluzione

Articolo di Daniele Marini

Le trasformazioni sociali ed economiche prodotte dall’introduzione delle nuove tecnologie hanno progressivamente reso più piccolo il mondo. Mediante strumenti come il telefono cellulare, internet e i mezzi di comunicazione in generale, possiamo comunicare velocemente e in tempo reale con tutte le parti del globo. O, almeno, di quella parte di esso più sviluppata. L’informazione corre

Lanciare fili davanti a sé

Articolo di Ivo Lizzola

La scuola interpreta la realtà? «Non essere cieco, non mentire, non essere complice». Simone Weil Lo scorso anno nella 5ê A, alle soglie dell’esame di maturità, si fa un bilancio del cammino fatto. Roberta interviene, col suo riflettere leggero e profondo e i compagni ascoltano in silenzio: «Per diversi anni ho pensato che coltivavo me

Dall’utopico della oggettività all’utopico della soggettività

Articolo di Mario Bertin

Il tramonto dell’utopia e delle concezioni storiche che essa ha ispirato (quali il socialismo e il marxismo che per decenni hanno alimentato il sogno di una umanità di uguali e di fratelli) può essere fatto coincidere con la caduta del Muro di Berlino del 1989, verificatasi a duecento anni esatti dalla rivoluzione francese. Per il

Lockerley, 2000

Articolo di Andrea Pase

Non è tanto il luogo geografico che stavolta ci interessa.Campagna inglese dell’Hampshire, orizzonti bucolici: per carità, niente in contrario, direi perfino molto piacevole, il luogo adatto per un bel weekend.Ma quello che conta è ciò che lì accade e che peraltro potrebbe succedere in tanti altri luoghi, ovunque si elaborano le tecnologie future dell’informazione digitale

La grammatica della fantasia

Articolo di Francesco Monini

All’inizio si incomincia con lo stampatello maiuscolo; QUESTO, per intenderci. Ma io non lo sapevo; o almeno, non me lo ricordavo. Così, quando Amelia mi chiede di portarle un libro «da leggere» ­ sissignori, perché Amelia è, con sua somma soddisfazione, una primina ­ le dico che non c’è nessun problema. Libri? Quanti ne vuoi.

Rispondere nonostante

Articolo di Stefano Serato

Fra umani silenzi e divine distrazioni… «… siamo il rimasto di una risposta».[Erri De Luca] PrecedenzeChe questo mio rumore di penna non violi il necessario silenzio. Ho un impeto di pianto che non si avvia a riempire gli occhi, e il mio cuore esige il rispetto del silenzio, giogo leggero che vincola in vicinanza l’assenza