logo rivista Madrugada Elenco degli articoli

Ipotesi di lavoro sul tema della piccola impresa in America Latina

Articolo di Paolo Gurisatti

Per una rinnovata linea di cooperazione internazionale Le iniziative avviate negli ultimi anni in alcune province della Repubblica Argentina (Santafe e Cordoba) e del Brasile (Rio Grande do Sul, Santa Caterina, Paranà) inducono a riflettere sulla possibilità di promuovere esperienze di sviluppo endogeno ispirate al modello dei distretti industriali europei ed italiani in particolare. Non

Il mito di Macondo. A sud della scrittura

Articolo di Enzo Demarchi

Cent’anni di solitudine di G. G. Márquez ha celebrato, l’anno scorso, i trent’anni dalla prima pubblicazione. Naturalmente su giornali e riviste s’è levato un coro di critici ed esperti per commemorare questo “miracolo” nel boom che la narrativa latino-americana conobbe a suo tempo. In realtà, non erano mancate le voci dissenzienti, anche apertamente “critiche” (Pasolini,

Il sud interiore Sulla frontiera contaminata

Articolo di Paola Stradi

Le tracce che segnano il confine geografico tra territori conducono inevitabilmente ad una riflessione sull’inspiegabile mistero della diversità; è straordinario pensare come margini naturali o fittizi, anche se non sempre costitutivi di identità di popolo, influiscano sulla formazione di uomini, di politiche, di società.Limiti che esaltano Babeli innumerevoli, disponendo l’impronta di vita di ciascuno di

Cent’anni di solitudine

Articolo di Redazione di Madrugada

Caro lettore e cara lettrice, vedere contro luce, è un po’ come sapere anzi tempo; oppure vedere contro sole, al mattino, appena sveglio, che non sai dove andare e ti guarda sorridendo l’astro nascente. Per questo sono permesse a questa penna molte improprietà, soprattutto se è un incosciente che si prende la briga temeraria di

Se Tex Willer vincesse alle elezioni

Articolo di Francesco Monini

In una scena già famosa del suo ultimo film, Nanni Moretti si avvolge letteralmente dentro un enorme giornale. Un “giornalone” formato da un collage di “tutti i giornali”: perché i giornali sono tutti uguali, perché dicono le stesse cose, perché raccontano le stesse bugie, perché raccontano tutto e non dicono niente.Aprite il giornale, accendete il

Babele, la cultura dell’immagine, il viatico illusorio di un rassicurante mito

Articolo di Giuseppe Stoppiglia

Una favola“Budda raccontò una parabola: un uomo che camminava in un campo si imbatté in una tigre. Giunto ad un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo. La tigre lo fiutava dall’alto. Tremando l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso un’altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto

Il difficile passaggio al pluralismo

Articolo di Barbara Fabiani

Due passi indietro e lo sforzo di capire Premessa Ci sono molti modi per far torto ad un popolo. Applicare schemi riduttivi e semplificazioni sulle ragioni della sua sofferenza, ad esempio, è uno di questi.L’Algeria vive da sei anni una guerra civile sanguinosissima (le statistiche vanno dai 60.000 ai 100.000 morti), che non sempre la

Macondo e dintorni

Articolo di Gaetano Farinelli

20 febbraio 1998 – Venezia. Sono arrivate da Parigi due brasiliane, provenienti da San João de Meritì, ospiti dei Pensionati della Cisl Regionale e di Macondo. Un progetto educativo che è sorto nella periferia di Rio de Janeiro e lega la comunità di San João de Meritì con il Sindacato dei pensionati. Si fermano a

Una verità non ancora ristabilita

Articolo di Ettore Masina

La necessità morale di non tacere “Mi sento schiacciato dalle dimensioni del male che vedo dilagare per la Terra, devastare persone e continenti, soffocarli in un’ingiustizia che, alla fine, è stupida irrazionalità, suicidio degli stessi mandanti”. È una sera di “comunità” riunita intorno ad un teologo di grande intelligenza e grande fede; e un amico

La fine del modello sovietico

Articolo di Diego Baldo Sonda

Se si mette piede oggi a Mosca, città dagli 850 anni di storia, fulcro del commercio e avamposto di modernità economica e culturale, ci si trova di fronte ad una metropoli nostalgica e disorientata, confusa e disordinata, iniqua e pericolosa. Se si chiede, a chi pensa ancora che un’economia pianificata dia performance più elevate rispetto