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500 anni… ricordare e basta!

Articolo di Paolo Maria Tonucci

I SAGGI E I RIBELLIE’ di moda parlare dei 500 anni dell’America. Scoperta o invasione? Genocidio o evangelizzazione? Mentre alcuni insistono sul fatto della distruzione di popoli e di culture, altri tentano di limitare questi fatti ad eventuali esagerazioni, ricordando opportunamente che erano altri tempi… Per quale motivo allora ricordare gli avvenimenti del passato, perché

Rifare la scoperta oggi

Articolo di Enzo Demarchi

Quinto Centenario: voglia di scoprire l’America. Voglia di ri-creare il fatto umano dell’”incontro”, di rifare oggi la scoperta dell’”altro”, perché lui mi scopra a me stesso. E’ nell’incontro con l’”altro” che la scoperta di Colombo (1492) e di Cabral (1500) chiede di essere verificata “al presente”, rifatta oggi, coniugando la grande storia dei documenti con

Meditare per cambiare

Articolo di Carlo Colli

“Quando il bianco è arrivato nella nostra terra, l’indio pensava che era dalla parte di Dio. Infatti il bianco ha tutto, l’indio niente. Ma il bianco è venuto, ed ha rubato le nostre terre. Poi ha portato le malattie, ha insidiato le nostre donne. Gli indios si sono ribellati, ma il bianco li ha massacrati.

Il colonialismo è finito

Articolo di Mario Crosta

DA OGGI SI RIPRENDENel 1992 ricorre il 500° anniversario di ciò che secondo alcuni è la scoperta, secondo altri la conquista delle Americhe. Già la discordanza sulla definizione di quanto è avvenuto (scoperta conquista?) ci induce a riflettere sulle diverse possibilità di lettura dell’avvenimento. Tenterò in questa sede di approfondire gli aspetti economici della vicenda.E

Il carnevale in Brasile

Articolo di José Ailton

Nel secolo XVI sbarcarono qui nella terra del “pau-brasil”(legno-brasile, rosso come la brace) le navi negriere, trasportandomoltitudini, dall’altro lato del mare, dall’Africa. Sono uominiforti, negri e spaventati. Arrivano incatenati nel corpo e nelladignità, sono schiavi. Nelle notti di luna piena suonano i lorostrumenti a percussione in una lunga festa, cantano e ballano ladanza della “saudade”

Una bilancia truccata

Articolo di Edilberto Sena

QUALE FESTA?Quali motivi avrebbe un Latino-americanoper festeggiare Cristoforo Colombo, l’avventuriero genovese, o PedroCabral, il portoghese furbacchione? Con tutta ragione l’indio atzecain Messico diceva: “Noi vivevamo felici, adorando i nostri deiche ci davano la vita e ci insegnavano a spartire il frutto dellaterra e i pesci del fiume. Siete arrivati voi, che vi sieteimpossessati dell’oro ed

1992-1492 a ritroso per intendere

Articolo di Giuseppe Stoppiglia

UNA FAVOLA PER CAPIRE Ero andato mendicando di uscio in uscio lungo il sentiero del villaggio, quando il tuo occhio dorato apparve in lontananza come un magnifico ragno e mi chiesi chi fosse questo re dei re! Le mie speranze crebbero e pensai che i brutti giorni fossero passati, e rimasi in attesa di doni

Sorella Inter

Articolo di Egidio Cardini

Sì, avete letto bene. Mi piace pensare di avere una squadra di calcio come sorella e di avere soprattutto ‘quella’ squadra, che rappresenta al meglio la mia proiezione più istintiva, viscerale, recondita, in fin dei conti più autentica. Non avrei mai potuto tuffarmi in un’immagine diversa né esiste al mondo un quadro che esprima così

Muoversi tra le ombre cinesi

Articolo di Giovanni Realdi

Un’intelligenza binaria non basta Che domani sono qui Arrivano i cinesi, arrivano a milioni, più gialli dei limoni che bevi dentro al té… Così Bruno Lauzi, miliardi di anni fa. Era un quarantacinque giri con la fascetta bianca e rossa, che infilavamo dentro al mangiadischi arancione, tra Jeeg Robot d’acciaio e I sogni son desideri,

Bruxelles e le trasformazioni urbane

Articolo di Alessandro Bresolin

Come recuperare lo spazio privato dei suoi abitanti «[] quel che ci commuoveva di più, che costituiva per noi un insegnamento inconfutabile, era l’architettura stessa della città. L’enorme Palazzo di Giustizia, che noi paragonavamo agli edifici assiri, è costruito su un’altura proprio al disopra dei quartieri poveri del centro, che domina con la sua orgogliosa