Elenco degli articoli selezionati per
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I fratelli Jackson di Lebanon

Articolo di Heymat

I fratelli Jackson di Lebanon, nel Missouri, raccontano con entusiasmo da novellini della loro prima volta in Europa, in Danimarca per la precisione. Non una gita di piacere, ma un viaggio di lavoro. I fratelli sono titolari di una microazienda che produce canoe di alluminio e i dettagli folcloristici dell’esperienza danese sono tutti focalizzati sull’obiettivo

Seppuku e altre diavolerie

Articolo di Heymat

Se l’ex premier giapponese Taro Aso fosse vissuto al tempo dei samurai, dopo la sconfitta alle elezioni dell’agosto 2009 a opera dei democratici – mai saliti al potere negli ultimi 54 anni – probabilmente si sarebbe suicidato. Invece si è limitato ad ammettere pubblicamente: «È colpa mia, mi dispiace, ho fallito». Dopodiché non ne abbiamo

Il salotto buono delle città

Articolo di Heymat

Ode alla panchina fossile Il rivestimento esterno di marmo della facciata (mai completata) della chiesa di San Petronio a Bologna contemplava una sporgenza appena sopra il ginocchio dei fedeli. Una panchina a correre lungo tutto il lato corto della basilica posta a ristoro tra una visita alle sacre volte e una pausa di contemplazione rivolta

Estate, tempo di code al casello

Articolo di Sara Deganello

La democrazia dell’imbottigliamento «Pianificare le partenze tenendo conto delle previsioni di traffico. Viaggiare riposati, fermarsi al primo accenno di stanchezza facendo soste frequenti nelle aree di servizio e nelle aree di parcheggio». [dal decalogo Viaggiare sicuri di Autostrade per l’Italia], Stefano Benni, nel suo libro Elianto, si immagina l’inferno come un grande, enorme, ingorgo stradale.

Milano 3 o della segregazione estetica

Articolo di Sara Deganello

«Gli uomini si divertivano.Gli uomini cospiravano.Gli uomini servivano le cause.Le donne servivano il tè».(James Ellroy, Sei pezzi da mille) Se il villaggio di Publitalia diventa un progetto politico Milano 3. Periferia sud del capoluogo lombardo. Villaggio condominio, ogni palazzina ha il nome di un albero, un fiore, una stella. Andromeda, olmi, aceri, ginestre, querce. E

Vi riconosceranno dai frutti

Articolo di Sara Deganello

Appunti per un futuro possibile Una nazione è un’anima, un principio spirituale. Due cose […] costituiscono quest’anima. […] una è il comune possesso di una ricca eredità di ricordi; l’altra è il consenso attuale, il desiderio di vivere insieme, la volontà di continuare a far valere l’eredità ricevuta indivisa. […] Aver compiuto grandi cose insieme,

Comunicare con il pubblico, una fatica d’amore

Articolo di Sara Deganello

Le parole alla radio «Sono le 8, buon giorno a tutti gli ascoltatori. È Sara Deganello che vi parla». È lei che vi offre la sua voce, nient’altro che quella. Non un volto, non un profumo, un contatto, un sapore. Dice parole, tace, si ferma, riprende, allunga un silenzio, aspetta che arrivi il momento giusto,

Memorie di un capannone

Articolo di Sara Deganello

Alla ricerca di un luogo umano Una terra feconda di storieParla la strada, parla attraverso la nonna che racconta. L’auto procede lenta seguendo i budelli della carreggiata che si snoda nei campi. Geometrie di fossi, filari di platani, casette a schiera per gli ultimi arrivati, larghi porticati ad archi di quelle che furono le fattorie

Gerusalemme 2000

Articolo di Andrea Pase

L’ordine convenzionale, con cui il nostro calendario cadenza il tempo, assegna a quest’anno un rilievo del tutto particolare: il passaggio di secolo e ancor più di millennio (l’uno che diventa due), che si coniuga con la memoria giubilare dei duemila anni dall’incarnazione. In una fase di trasformazioni tecnologiche, culturali e politiche in rapida accelerazione, attorno

Oratorio Don Bosco in Valdagno, 1977-1981

Articolo di Andrea Pase

Nella vita di una persona credo sia molto importante sperimentare un momento denso di utopia, per quello ovviamente che è possibile vivere un’utopia e quindi con tutte le mediazioni e le riduzioni che conseguono all’impatto con la realtà. Anzi proprio queste mediazioni, se non vengono rimosse, sono preziose perché consentono di vaccinarsi dal troppo amore