logo rivista Madrugada Elenco degli articoli

I vicini e i lontani

Articolo di Francesco Monini

Una cultura di là da venireLa solidarietà obbedisce ad una strana legge. Funziona a meraviglia con i lontani, non funziona con i vicini. L’osservazione è banale, tanto da poter essere messa a verifica ogni giorno, eppure facciamo una gran fatica a trarne le debite conseguenze. Significherebbe infatti far fare alla nostra cosiddetta “cultura della solidarietà”

Cultura e culture nell’epoca della globalizzazione

Articolo di Mario Bertin

Processo contraddittorioDa un po’ di tempo a questa parte, per designare il fenomeno della universalizzazione della storia (che ha peraltro le sue lontane radici nella Rivoluzione francese), della interdipendenza degli Stati e delle economie, della liberalizzazione degli scambi, si ricorre al termine di “globalizzazione”. La realtà che il termine vuole indicare non è del tutto

L’utopia è la risposta ad un mondo in agonia

Articolo di Giuseppe Stoppiglia

“Vidi un solitario in una landa arida;non era né eretico, né ortodosso;non aveva ricchezze, né religioni né dio,né legge, né certezze.Chi avrà questo coraggio in questo tempo di fine?”.[(Omar Khayyam) “In ogni epoca bisogna cercare di strapparela tradizione al conformismoche è in procinto di sopraffarla”.(W. Benjamin) Dammi le tue paureUna favola dice che un giorno

Scorrendo le pagine di Madrugada

Articolo di Redazione di Madrugada

Caro lettore e cara lettrice,questa piccola colonna al mercurio che abbiamo introdotto in capo agli articoli del numero venticinque, potrebbe essere solo un corto circuito, o la strisciata incosciente di parole scritte ammodo. Potrebbe essere l’analisi viscerale di un filo di lana che non c’è, alla ricerca di un percorso che neppure Dedalo riesce più

Lampi rossi e lampi azzurri

Articolo di Redazione di Madrugada

«Io non sono nessuno! e tu chi sei? Nessuno pure tu? Allora siamo in due, ma non lo dire. Potrebbero bandirci e tu lo sai! Che grande noia, essere qualcuno! Quanto volgare dire il tuo nome per tutto giugno come fa la rana. Ad un pantano che ti ammira!» (Emily Dickinson) «Segno non è l’abbondante

I teneri sassi di Terezìn

Articolo di Roberta Gianesin

I colori di Rio «Guarda attentamente. È questo giovanotto qui, con le maniche corte vicino a me». Osservo la diapositiva, attentamente. Tra un brulichio di colori, di toni da mercato, il grigio dell’asfalto, un pezzo blu di cielo, salta subito agli occhi il ragazzo dalla pelle scura, le labbra schiuse in un sorriso timido, immortalato

Donne e neri: due umanità retrocesse. Voci dal sottosuolo

Articolo di Egidio Cardini

«Queste voci profonde del mondo, noi le ascolteremo». Quando mi tornano alla mente queste parole di Paolo VI, pronunciate nel giorno della sua intronizzazione, penso a quale possa essere il timbro di una voce profonda del mondo, che cosa possa esprimere o chiedere e soprattutto di chi sarà mai. È fin troppo semplice capire che

Macondo e Madrugada in numeri

Articolo di Redazione di Madrugada

Con questo numero Madrugada entra nel settimo anno di vita. Madrugada è una rivista inusuale. Non abbiamo infatti voluto pubblicare un giornale che fosse solo l’organo dell’associazione Macondo, quanto tentare di creare uno strumento che possa parlare anche ad un pubblico più vasto. Ogni numero della rivista è trimestrale e conta trentadue pagine. Il programma

Macondo e dintorni

Articolo di Gaetano Farinelli

28 settembre 1996 ­ Facciamo un passo indietro (se ricordate eravamo giunti al diciotto di ottobre) disponiamoci a sanduicce e riprendiamo il percorso cronologico secondo il buon criterio dei pontefici romani (Pontifices Romanorum) che scrivevano giorno dopo giorno, anno per anno, gli Annales. Non ho un’idea precisa di quanto sia capitato in questo giorno; non

Appunti di «campamento». Frammenti di esperienza di una osservatrice straniera nei «Campamentos civil por la paz» di alcune comunità indigene della Selva Lacandona

Articolo di Gabriella Stanzione

Sotto il grande albero Con un encendeador Bic accendo una sigaretta «Montana», seduta sulla panca sotto la ceiba (un grande albero) della Realidad. La donna che sta falciando il prato con il suo machete ha lunghi capelli neri ed un vestito arancione che pone in risalto la sua pelle scura. Potrebbe essere indiana o araba,